La Regione azzera l’Irpinia: unica esclusa dalla mappa turistica campana

Foto da paesaggi irpini (di mr_reflexive)
2' di lettura

La provincia di Avellino è stata azzerata dalla mappa turistica della Regione Campania. Unica provincia esclusa, per intenderci. Non c’è la segnalazione di un solo monumento, di una sola località. Neppure per errore.

Sì, ok, la Reggia di Caserta è la Reggia di Caserta.

E va bene, la Costiera Amalfitana, Paestum e Pompei. Mete uniche al mondo. Ma tra la Certosa di Padula e la Chiesa di Santa Sofia, poteva ben starci una Abbazia del Goleto, gli scavi di Avella o quelli di Mirabella Eclano, di Conza. Invece nulla: l’Irpinia non esiste. Tabula rasa. Non viene citato neppure uno dei tanti castelli. Nemmeno il più mediatico, come quello di Gesualdo. Zero.

Il messaggio della Regione ai turisti è chiaro : se siete in Campania ecco quello che c’è da vedere, inutile perdere tempo in Irpinia, non c’è niente.

La mappa turistica della Regione. Ad Avellino il vuoto

Irpinia ignorata

La cosa grave è che quella mappa sia istituzionale. Redatta dalla stessa Regione. Vista da consiglieri e assessori regionali (anche irpini). Vergata dal governatore De Luca. Non è l’iniziativa di un tour operator. E la Regione avrebbe il compito di promuovere tutti i territori. Per ovvie ragioni. Non certo per una banale questione da manuale Cencelli dei siti turistici.

Chiaro che Napoli e Salerno abbiano una vocazione turistica superiore. Nessuno direbbe il contrario. Ma la cancellazione in toto di una intera provincia (l’unica), sembra quasi una scelta politica. Del tipo: lì il turismo non può e non deve esistere. O, forse è anche peggio, una pura espressione di ignoranza. Chi ha redatto la mappa proprio non sapeva cosa inserire dell’Irpinia. E nemmeno si è informato.

E’ grave che neppure i nostri rappresentanti abbiano avuto da ridire. Come fosse normale.

Eppure il turismo…

Abbiamo già scritto che questa provincia non potrà mai fondare la sua economia sul turismo. Ha tante cose belle, ma non ha le caratteristiche per attirare masse di villeggianti. Questo però non vuol dire che debba essere esclusa dagli itinerari campani. E che non abbia nulla, ma proprio nulla, da offrire a chi viene da fuori.

Qualche anno fa (molti), siamo stati in Scozia. Abbiamo deciso di fare il giro dei castelli. Ebbene su dieci, otto erano un cumulo di pietre. Abbiamo pensato ai castelli irpini: meglio tenuti, anche loro ricchi di storia e storie.

Sempre in Scozia l’altro giro d’obbligo era quello delle aziende che producono scotch. E anche in quel caso abbiamo pensato alle tante cantine irpine. Alcune decisamente da visitare.

Non è roba da file all’ingresso. Ma è una attrazione e una esperienza. Che almeno sulle mappe istituzionali avrebbe meritato una segnalazione. Lo diciamo soprattutto ai nostri rappresentanti. Che si sono forse distratti, non hanno mai visto quella mappa, o se ne sono fregati. Per chi legge: mettete la ics su una di queste tre possibilità e ricordatevene alle prossime elezioni regionali. In primavera.

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