Maradona, gol al fisco italiano: ecco perché non era un evasore

Maradona non è un evasore fiscale, lo ha sancito la Cassazione: avrebbe avuto diritto al condono del quale ha beneficiato il Calcio Napoli. I dettagli.

3' di lettura

Il lungo braccio di ferro tra Diego Armando Maradona e il fisco italiano è finalmente terminato. La Cassazione, con un verdetto pubblicato discusso in udienza a porte chiuse lo scorso 20 ottobre, ha infatti decretato la vittoria post mortem per Maradona, scomparso lo scorso 25 novembre.

In ventinove pagine di ordinanza compare una ricostruzione minuziosa che assolve Maradona e annuncia la condanna alle spese per il fisco che sarà calcolata dai giudici dell’appello. Secondo la sentenza, Maradona ha diritto al condono concesso al Napoli Calcio e convalidato dalla Commissione tributaria centrale di Napoli nel 2013.

Grazie a questa decisione si potrà dunque chiudere la gran parte del contenzioso fiscale di Maradona, valore stimato di circa 40 milioni di euro, e adesso la Commissione regionale della Campania dovrà valutare, nell’interesse degli eredi, se ci sono pendenze non condonabili.

Maradona: una delle ultime immagini in vita del Pibe de Oro

Maradona e i compensi a nero

Per quanto riguarda i motivi della diatriba legale tra le parti, il fisco ha sostenuto che il Napoli Calcio aveva pagato per diversi anni compensi al nero a Maradona, Careca e Alemao, per svariati miliardi di lire, e gli importi sottratti all’erario erano stati contestati con sei avvisi di accertamento emessi a carico del Pibe de Oro, e altri sei per gli altri due calciatori brasiliani: quattro per Careca e due per Alemao.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, “Il Napoli Calcio aveva pagato “in nero” parte dei compensi dei tre giocatori, utilizzando fittiziamente alcune società estere, che si occupavano della gestione dei diritti pubblicitari degli atleti; poiché la società di calcio aveva acquistato una cospicua percentuale di tali diritti, ma nel corso degli anni non aveva mai ricevuto alcuna somma dalle società che si occupavano di diritti pubblicitari, l’Agenzia aveva ritenuto che l’acquisto dei diritti, in realtà, celasse, dei pagamenti in nero di parte dei compensi per le prestazioni dei calciatori”.

Maradona non impugnò le cartelle fiscali

Tutti quanti provvedevano a impugnare le cartelle fiscali, eccetto Maradona al quale il fisco italiano riuscì a recapitare tre avvisi di mora nel 1993 tramite il Consolato di Siviglia, nel 1998 presso l’aeroporto di Milano Malpensa e l’ultimo nel 2001.

Questo fu l’unico avviso contestato dai legali di Maradona. Dopo alterne vicende, alla fine, nel 2004 il Napoli Calcio fallisce e la curatela della società – nonostante i giudici tributari nel 1994 avessero fatto marcia indietro ritenendo non provato l’accordo trilaterale tra calciatori, società straniere e il Napoli – decide di chiudere tutta la partita e voltare pagina e aderisce al condono fiscale pagando il 10% delle somme contestate.

Maradona con i compagni di squadra Alemao e Careca

Anche Maradona chiede in seguito di aderire al condono concesso al Napoli, ma nel 2014 la sua richiesta viene respinta data la lunga “latitanza” davanti al fisco, si estinguono invece le pendenze di Alemao e Careca che avevano presentato dichiarazioni dei redditi integrative. Adesso è stato stabilito che la definizione agevolata cui ha aderito la società Calcio Napoli può allora estendersi al calciatore Maradona per effetto della “solidarietà passiva”. 

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie