Maradona: succube del medico e derubato da morto

I medici che lo avrebbero curato male, prescrivendo un mix letale, ora rischiano l’arresto. Emergono dettagli sulle ultime ore. Derubato dopo la morte.

2' di lettura

E’ difficile credere alle notizie, ai dettagli che stanno emergendo dall’Argentina relativi agli ultimi giorni di vita e alle ore successive alla morte di Diego Armando Maradona.  In particolare, quanto raccontato dal quotidiano “Repubblica”, attraverso il suo inviato Maurizio Crosetti, genera tanta amarezza nel cuore di chi ha sempre amato il fuoriclasse argentino che avrebbe meritato ben altra fine della propria vita.

Era circondato dagli sciacalli, in vita e in morte. Lo hanno derubato quando il suo cuore si era appena fermato, forzando la cassaforte che aveva in casa. Lo hanno abbandonato, lo hanno sedato ma non curato e alla fine lo hanno quasi ammazzato. Qualcuno rischia la galera, per questo: il primo è Leopoldo Luque, il “dottor morte”, come lo chiama la stampa argentina”, scrive il quotidiano diretto da Maurizio Molinari.

Menotti, Maradona mi disse: condannato a essere infelice
Menotti è stato l’allenatore dell’Argentina mondiale e di quella sconfitta dagli azzurri nel ’78, ricorda in una intensa intervista Diego Armando Maradona.

I dubbi sull’operato del dottor Luque

Sono tante le attenzioni rivolte al personaggio di Luque, il giovane medico 39enne rispettato e anche “temuto” da Maradona, che si affidava a lui per ogni cosa.

Le figlie di Diego avrebbero riferito ai magistrati che Maradona non poteva neanche prenotare il dentista o il podologo se non passava prima da lui, che doveva dare l’okay a qualsiasi tipo di intervento sanitario nei confronti dell’ex numero 10. Il dottore è indagato per omicidio colposo, ma non si esclude il dolo eventuale. Ha firmato le dimissioni di Diego dopo averlo operato al cervello, ha coordinato un’assistenza medica domiciliare solo teorica: neppure un farmaco per il cuore ma antidepressivi a pioggia prescritti dall’altra indagata, la psichiatra Agustina Cosachov.

Il mix letale

I magistrati di San Isidro, che hanno indagato i due medici, hanno stabilito che la terapia al momento della morte non prevedeva cure per il cuore (Diego Armando Maradona era un cardiopatico grave), bensì due tipi di antiepilettici (Gabapertin e Levetiracetam), un antipsicotico (Lurasidone), un farmaco antagonista degli oppiodi, un inibitore del desiderio dell’alcol (Naltrexone), una medicina per la schizofrenia e il disturbo bipolare (Quetiapina) e un antidepressivo (Venlafaxina).

Cellulare sì, ma solo ricaricabile

Gravemente depresso e con un disturbo bipolare, iperteso, cardiopatico e dipendente di sostanze e alcol, Maradona non aveva neppure il libero uso del cellulare: ne possedeva soltanto uno a schede e gli dovevano fare la ricarica, come a un ragazzino. Non si curava, non mangiava più, dormiva su un materasso gettato in terra, accanto al wc chimico portatile chiuso da un pezzo di cartone: Maradona riposava così e così è morto, a due passi dai propri bisogni.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie