Marco Iantosca & Hot Ice: amore, musica e amicizia VIDEO

On line il nuovo singolo del cantautore Mario Iantosca, fa parte dell'album “Tra social e realtà”. Tra i musicisti anche Simone Vignola


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Può una canzone partire da una cameretta e fare il giro del mondo anche se è stata scritta da un’artista indipendente?

Sembra di sí: è il caso di “Non”, brano che anticipa l’uscita del nuovo album “Tra social e realtà” del cantautore Marco Iantosca.

Il brano è stato prodotto tra Italia e Venezuela, così come il disco di cui farà parte e rivede la collaborazione con il rapper Hot ice, oltre a quella di interessanti artisti come Rolando Núñez e Victor Paredes, Mario Barbati, i cantautori Francesco Renna (chitarra acustica) e Simone Vignola (basso), il batterista Pasquale “Kandyman” Tomasetta, Marco Ruggiero in cabina di regia e alle tastiere e Antonio Daniele alla chitarra elettrica.

Il videoclip, girato a Venezia dal talentuoso James D. Dawson, fa da perfetto contraltare ad una canzone d’amore ma “Non” troppo, infatti il testo parla  della paura che molte volte distrugge i sentimenti e di conseguenza i rapporti.

Attraverso un gioco di parole dove il “non” ha un’accezione positiva, il cantautore e il rapper esorcizzano le paure con una canzone pop/rock dal sapore anni ’90 e in netta contrapposizione con le regole discografiche del momento.

La storia di questo progetto parte nel 2016 quando al Vp Studio de Grabaciòn (Cabimas, Venezuela), nonostante una guerra civile di cui in Europa ancora si parla poco, avviene l’incontro con Victor Paredes (Tecnico del suono e polistrumentista) e Rolando Núñez  (chitarrista) con i quali nasce una collaborazione fatta  di preziosissime e rare influenze, le quali rappresentano davvero un inestimabile e singolare punto di forza.
Il lavoro viene  completato e missato poi in Italia al Sound Design di Marco Ruggiero.

Il mastering invece è stato realizzato da Roberto Romano.
“Non” è anche e soprattutto una grande storia di amicizia  tra musicisti e popoli diversi sviluppata attraverso le note che hanno messo d’accordo molteplici generi e influenze; una storia dove la diversità genera ricchezza e “Non” contrasto.

A testimonianza di questo lavoro tra Italia e Venezuela,  c’è anche un interessante documentario, sempre diretto da  James D. Dawson che, attraverso filmati vari, backstage e interviste, ci racconta una storia che forse non scalerà le classifiche di Spotify, ma che sicuramente vale la pena di vedere

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