Martina: vivo in una roulotte per accudire i miei 25 cani

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Oggi vi racconto una storia di grande altruismo, generosità e amore. Si, l’amore per gli animali. Protagonista è Martina Barrasso, venticinquenne da poco trasferitasi a Serra di Pratola per poter portare a compimento il suo sogno. Vivere con i suoi venticinque cagnolini che ha salvato dalla strada.

Così salvo i cani abbandonati

“Inizialmente erano diciassette i trovatelli, poi sono aumenti. Salvo i cani di strada abbandonati e li porto a vivere con me, in un recinto che ho creato appositamente per loro. Cerco di curarli e di farli sentire protetti e amati -inizia a raccontare la ragazza-. Ogni volta che trovo un cagnolino per strada penso che non posso accudirlo. Ci vogliono tempo, energia, soldi… Ma dopo cinque minuti, mi ritrovo in macchina con il cucciolo che ho trovato, pronto per far parte della mia grande famiglia. E mi invento l’impossibile per dare a tutti un posto caldo dove dormire, come pallet riciclati o container usati”.

Il recinto creato da Martina

E i tanti cagnolini non sono i soli a convivere con la venticinquenne. “Vivo nel mio mondo totalmente gipsy, in una roulotte comprata appositamente per potermi sistemare vicino ai miei cani nel terreno preso a Serra di Pratola. E per poter stare anche nella natura. Amo la vita di campagna. Ma oltre alla mia grande squadra, ci sono anche un agnellino che ho preso con me perché era stato abbandonato dalla madre e un canarino, trovato impaurito e al gelo nella legna. La mattina lavoro in un bar e la sera in qualche pizzeria come extra. Inutile dire che mi piacerebbe lavorare con gli animali ma mi accontento di quello che faccio gratuitamente”, afferma.

Un gesto esemplare quello di Martina. Frutto di un amore sconfinato per gli animali, in particolare i cani. “Da piccola avevo la fobia dei cani. Sembra strano dirlo, ma era così. Poi qualcosa cambiò. Il mio impegno nei loro confronti è iniziato sei anni fa, quando ho capito che salvare i cani abbandonati e con un futuro incerto sarebbe stata la mia missione.

Nel 2013, ricordo conoscevo un signore che aveva intenzione di ammazzare una cucciolata di sette cagnolini per liberarsene. Scoppiai a piangere al solo pensiero che quei cuccioli teneri e indifesi avrebbero sofferto. Decisi così di occuparmene personalmente, cercando loro una casa. Uno di questi venne a vivere con me e mia madre”.

Ma l’amore più grande arriva un po’ di tempo dopo . Un meticcio di nome Malika. “Era un cane adulto che aveva sofferto molto. E mi ha insegnato tanto, mi ha resa quella che sono oggi. La sua dolcezza, il suo corrermi incontro quando ritornavo a casa dopo lavoro, il suo essere compresa. Vivevo con lei in un appartamento e oggi mi manca più di qualsiasi altra cosa. Già, mi ha lasciata un po’ di tempo fa. Ne soffro ancora”.

Martina e il suo meticcio Malika

Chi maltratta non ha un’anima

È bello vedere come la felicità risieda in semplici gesti. Semplici ma grandi. “Ci tengo a precisare una cosa. Non sono io a salvare i cani, sono loro che salvano me. Mi hanno arrichito. Mi hanno insegnato la felicità, la gratitudine, il donare senza chiedere nulla. Tutte cose che pochi esseri umani sanno dare”, dice.

In ultimo, Martina esprime il suo pensiero riguardo al maltrattamento e all’abbandono degli animali. Il suo è un appello di speranza. “Credo fermamente che chi maltratta gli animali non abbia un’anima. È impensabile che qualcuno dotato di almeno un minimo di buon senso possa far del male e abbandonare i cani a un atroce destino. La mia speranza è che tutti cerchino di aiutare cuccioli indifesi. Anche con piccoli gesti. Basterebbe portar loro da mangiare ogni giorno e coccolarli un po’. Tutto qui. Amate gli animali e date loro tanto affetto. Loro non vi tradirebbero mai”.

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