Mascherina addio anche su bus, treni e navi

Mascherina addio anche su bus, treni e navi: da domani 1° ottobre finisce il divieto, resta per un altro mese nelle strutture sanitarie. Vediamo nel dettaglio dove non sarà più necessario indossarla.

6' di lettura

Mascherina addio anche su bus, treni e navi: da domani 1° ottobre via il divieto, resterà solo nelle strutture sanitarie (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Dopo due anni e mezzo la mascherina non sarà quindi obbligatoria sui mezzi di trasporto pubblico. Era uno degli ultimi segni evidenti della pandemia.

Mascherina addio: nessuna proroga

Scade oggi, venerdì 30 settembre, la norma che ha imposto l’utilizzo della FFP2 su bus, treni e navi. Scade e non sono previste proroghe. Non potranno arrivare neppure all’ultimo secondo.

Il governo Draghi, che è in carica solo per gli affari ordinari in attesa che si insedi il nuovo esecutivo, non ha ritenuto necessario firmare un nuovo provvedimento.

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Mascherina addio: obbligo negli ospedali

Indossare la mascherina sarà obbligatorio solo per gli ospedali e le altre strutture sanitarie: in questo caso l’ordinanza è stata emessa proprio in extremis.

I mezzi di trasporto erano dunque rimasti quasi un unicum tra i tanti divieti che sono stati eliminati uno dopo l’altro nel corso di questi mesi. Anche per questo molto spesso i cittadini non erano a conoscenza della norma ancora in vigore.

Del resto se puoi andare al supermercato, a cinema e negli uffici pubblici senza avere la necessità di proteggerti dal covid con una FFP2, non si capiva per quale ragione prendere invece un bus, un treno o un traghetto dovesse comportare quell’obbligo.

Mascherina addio: vediamo dove

Vediamo nel dettaglio dove sarà eliminato l’obbligo a partire da sabato primo ottobre:

  • navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale;
  • treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità;
  • autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti;
  • autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente;
  • mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale;
  • mezzi di trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado.

Mascherina addio: strutture sanitarie, un altro mese

Come detto scade in teoria anche l’obbligo di indossare la mascherina anche per lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti.

Ma scade solo sulla carta, perché il ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato una ordinanza che proroga l’obbligo per un altro mese.

Questo significa che a novembre sarà il prossimo governo a dover decidere se rinnovare il provvedimento o liberare dalla mascherina anche le strutture sanitarie.

Su ospedali, cliniche e Rsa c’è un po’ più di prudenza: oltre al fatto che gli ospiti di centri medici o assistenziali possono essere più esposti alle conseguenze gravi del Covid, la mascherina protegge tutti – degenti, visitatori e lavoratori – da altre patologie, non ultima l’influenza.

Comunque, come detto, l’ultima parola spetterà al governo che dovrebbe entrare in carica entro ottobre.

Mascherina addio: luoghi di lavoro

Come funziona invece sui luoghi di lavoro. Lì è in vigore fino al 31 ottobre un protocollo. Prevede che «il datore di lavoro assicuri la disponibilità di Ffp2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l’utilizzo. Inoltre, il datore di lavoro, su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base dei contesti lavorativi, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (Ffp2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili. Analoghe misure sono individuate anche nell’ipotesi in cui sia necessario gestire un focolaio infettivo in azienda».

Insomma, c’è attenzione ma nessun obbligo di indossare la mascherina.

Resta l’obbligo vaccinale, ma solo per lavoratori della sanità e fino al 31 dicembre 2022.

Mascherina addio anche su bus, treni e navi

Mascherina addio: quarta dose

A proposito di vaccini covid. Il ministero della salute ha definito l’uso dei nuovi prodotti adatti alla sottovariante Omicron BA1. Possono fornire una protezione più mirata contro le versioni che stanno circolando in questi mesi del virus. Gli effetti collaterali sono gli stessi di quelli delle precedenti dosi.

Il ministero ha raccomandato in via prioritaria la somministrazione delle nuova formula a queste persone:

  • a coloro chi è ancora in attesa di ricevere la seconda dose di richiamo (comunemente detta “quarta dose” o “second booster”), in base alle raccomandazioni e le tempistiche già previste per la stessa (cfr. circolare n° 32664 del 11/07/2022), includendo anche operatori sanitari, operatori e ospiti delle strutture residenziali per anziani e donne in gravidanza;
  • a tutti i soggetti di età uguale o superiore a 12 anni ancora in attesa di ricevere la prima dose di richiamo (dose booster, o “terza dose”), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il completamento del ciclo primario, con le tempistiche già previste per la stessa.

Con la Circolare 11 luglio 2022 il Ministero ha esteso la platea vaccinale che dovrà ricevere la seconda dose di richiamo (“quarta dose”). Viene raccomandata la somministrazione dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test diagnostico positivo) per queste categorie:

  • persone di 60 anni e più
  • ospiti dei presidi residenziali per anziani
  • persone (a partire dai 12 anni) con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti (per i dettagli potete consultare questo link)
  • operatori sanitari, ospiti e operatori delle strutture residenziali e donne in gravidanza.

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