Mascherina: come disinfettarla per usarla più volte

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Da mesi è obbligatorio indossare la mascherina negli spazi chiusi in cui non è possibile mantenere il distanziamento fisico. Spesso anche all’aperto, specie in città, è tassativo indossarla. Vediamo quali tipologie di mascherina sono adatte alla vita di tutti i giorni e come lavare quelle riutilizzabili.

Obbligo di mascherina: quale scelgo?

Indossare la mascherina è ormai obbligatorio da quasi un anno in moltissimi contesti: sempre al chiuso, quasi sempre all’aperto. Ma nell’uso quotidiano di questo dispositivo cambia molto dove siamo e cosa facciamo.

In una nota esplicativa dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) risalente a maggio 2020, sono spiegate tutte le informazioni di base sull’uso della mascherina, scelta del prodotto, lavaggio(ove possibile) e smaltimento (per leggere l’infografica ufficiale clicca qui).

In poche parole, le tipologie di mascherine sono tre (semplificando):

  • la mascherina chirurgica: dispositivo di protezione ad uso medico “sviluppata per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificata in base capacità di filtraggio” (ISS)
  • la mascherina di comunità: sono le mascherine in tesso, fatte in casa, lavabili, etc. con lo scopo di “ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni“(ISS)
  • la mascherina classificata come FFP1, FFP2, FFP3: letteralmente “semimaschere facciali” (filtering face piece). E’ composta in parte da tessuto e in parte da materiale filtrante (le mascherine rientranti in questa tipologia sono desinate al settore delle costruzioni, della metallurgia e all’industria chimica) (il Post)

Insomma, nella vita di tutti i giorni si può ricorre alla semplice mascherina di comunità per proteggere sé stessi e gli altri. L’importante è coprire accuratamente naso e bocca, indossando correttamente la mascherina ed evitando di toccarla con le mani il più possibile.

Mascherina: lavaggio e smaltimento

Per mascherine monouso e non riutilizzabili occorre svolgere lo smaltimento correttamente: vanno nell’indifferenziato.

Per le mascherine lavabili e chirurgiche si possono adottare diverse strategie.

Per esempio, Farmacia del Vomero consiglia di utilizzare  alcool al 70% su tutta la superficie della mascherina. Non solo. Seguendo le norme indicate dal Ministero della Salute, la mascherina va rimossa solo dopo aver lavato le mani, poi poggiata sopra una superficie appena sanificata. A questo punto si può spruzzare alcool sia davanti che dietro. Dopo averla fatta asciugare per 30 minuti, riporla in busta di plastica.

Anche il vapore acqueo ha questa funzione. Si può utilizzare un semplice ferro da stiro sia per sanificare la mascherina chirurgica che quella FFP1, FFP2 o FFP3. L’importante è non avvicinarsi troppo! In generale, Farmacia del Vomero consiglia di raggiungere i 60°.

Per il lavaggio delle mascherine lavabili in tessuto vale lo stesso: lavaggio a 60°. In ogni caso, seguire il parere degli esperti è cruciale nella lotta al Coronavirus. Per questo nella gestione dei dispositivi di sicurezza, è opportuno rifarsi al sito del Ministero della Salute.

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