Fare Impresa. Iapicca (Bestefa): così l'Irpinia sta reagendo alla crisi

Massimo Iapicca, numero uno della Bestefa e presidente di Piccola Industria in Confindustria Avellino, racconta il successo della sua azienda e le prospettive per l'imprenditoria in Irpinia. Un messaggio positivo


7' di lettura

Fare impresa in Irpinia e nel Sud Italia non è facile, lo sappiamo tutti, ma ultimamente sempre più ragazzi e ragazze scelgono di restare nella propria terra o di tornarci e di diventare imprenditori.
Spesso puntando su settori poco battuti o sulle eccellenze e l’altissima qualità.
È il caso di Bestefa srl, azienda attiva da 50 anni nel settore dei prefabbricati in cemento armato, con sede a Mirabella Eclano, e una delle eccellenze della provincia di Avellino
Oggi incontriamo Massimo Iapicca, amministratore della società e Presidente di Piccola Industria di Confindustria Avellino, per scoprire meglio la storia dell’azienda e quello che ha in mente per il futuro.

Come nasce l’idea di creare un’azienda di prefabbricati in cemento armato in provincia di Avellino?

La Bestefa srl è stata fondata circa 60 anni fa da mio padre. Ai suoi esordi produceva diversi prodotti cementizi come blocchi, solai in laterocemento, tubi oltre ai pozzetti in base alla domanda locale . E’ stato verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 che si è collocata nello specifico settore della prefabbricazione di manufatti in cemento armato. Il polo produttivo principale è stato realizzato nel 1965 con la realizzazione di uno stabilimento nella frazione Calore di Mirabella Eclano, gli uffici allora erano dislocati in via Carducci ad Avellino presso il “Palazzo Iapicca “. A quel tempo il mercato era meno complesso, orientato principalmente alla produzione di massa standardizzata e non erano richieste tutte le competenze tecnico-settoriali necessarie oggi. Il settore in cui operiamo è diventato molto specifico e richiede professionalità tecnica, avanguardia tecnologica e certificazioni che abbiamo trasformato in nostri punti di forza. Negli anni la filosofia imprenditoriale Bestefa srl , improntata su un’innovazione costante, è risultata vincente e ha visto crescere la capacità produttiva al punto da dover ampliare l’area produttiva con la costruzione di un nuovo stabilimento e un’area di stoccaggio più grandi. 

Quali sono, secondo lei, i pro e i contro di fare imprenditoria in Irpinia?

I contro sono legati sicuramente a una carenza infrastrutturale materiale e immateriale. E’ fondamentale per un’azienda poter contare su una rete di beni e servizi efficiente. I trasporti, l’energia e le telecomunicazioni sono tre fattori chiave per lo sviluppo di qualsiasi attività economica. Rappresentano quei servizi primari che consentono alle imprese territoriali di essere competitive. Da questo punto di vista c’è un gap notevole tra l’Irpinia e il nord, ma questa è una situazione generale che si riscontra un po’ in tutto il meridione. Per esempio non tutte le aree dell’Irpinia sono coperte dalla banda ultralarga. E questo è penalizzante per un’azienda che oggi deve essere veloce ed efficiente visto che ogni transazione e gran parte delle attività aziendali si effettuano tramite Internet. Per quanto riguarda invece i punti di forza va detto che comunque il tessuto imprenditoriale irpino è sano, forte e reattivo ai cambiamenti in quanto costituito da imprenditori capaci e propositivi che con le loro imprese propongono eccellenza e professionalità in Italia e nel mondo. E’ chiaro che in un mercato così aggressivo per fare impresa, indipendentemente da dove ti trovi, bisogna guardare oltre i confini provinciali e regionali e volgersi al mercato mondiale. 

Quanto è grande e come è strutturata la sua azienda? 

La mia è un’azienda medio-piccola con un personale di poco più di 20 persone. Ne sono l’amministratore unico e la porto avanti insieme ai miei collaboratori. Un gruppo molto eterogeneo costituito da collaboratori ‘storici’ cui si sono affiancate figure giovani che sto inserendo all’interno dell’azienda in divisioni tecniche specifiche consolidate e in nuovi settori che stanno emergendo dal mercato. 

Quali e quanti tipi di prodotti offrite? Come vi orientate sul mercato? Nazionale o internazionale? 

Progettiamo e produciamo una vasta gamma di prodotti in cemento armato vibrato su committenza di aziende pubbliche e private nazionali. L’organizzazione dell’attività produttiva si struttura secondo una logica divisionale per prodotto o servizio nel caso della vendita, progettazione e assistenza. Per esempio c’è la divisione dell’energia che produce cabine elettriche prefabbricate per l’Enel, per Terna Rete Italia; quella delle reti multimediali che produce pozzetti e point of presence per aziende come Tim, Open Fiber, Sirti, Site, Valtellina, cioè con le principali imprese nazionali attive in questo settore. Poi c’è il settore delle canalizzazioni e degli shelter prefabbricati che produciamo per esempio per RFI. Da alcuni anni siamo anche nel settore dell’edilizia cimiteriale, delle abitazioni prefabbricate e delle barriere antirumore. Ed è proprio con l’entrata nel settore dei sistemi antirumore che abbiamo cominciato ad affacciarci anche ai mercati esteri, tant’è vero che dal 21 al 24 aprile con la nostra tecnologia antirumore brevettata Bestfon saremo a Intertraffic Amsterdam , una fiera mondiale settoriale con oltre 900 espositori da ogni parte del mondo e oltre 30000 visitatori professionisti del settore. 

Quali sono le difficoltà maggiori per una piccola azienda in questo settore in Italia? Come si fa conoscere anche fuori dal proprio territorio? 

La difficoltà principale è restare al passo con i tempi e sfruttare il cambiamento a proprio favore facendo appello all’innovazione. Solo facendo ricerca e investendo in nuove tecnologie si possono raggiungere e mantenere livelli di eccellenza tali da risultare competitivi anche sul mercato internazionale. In tale ottica assumono rilevanza strategica i rapporti con i centri di ricerca dei dipartimenti universitari, oltre alla specializzazione professionale del personale che deve essere capace di pensare e studiare nuove soluzioni differenzianti. Va da sé che un prodotto unico ed eccellente con una buona attività di marketing e comunicazione, in combinazione con un’attività di export management venga conosciuto anche oltre il territorio nazionale. 

Quali sono i progetti futuri di Bestefa srl? Che prospettive che avete a medio e lungo termine? 

Il progetto futuro della Bestefa si inalvea nel percorso di sviluppo e crescita condotto finora. Continueremo a lavorare sullo sviluppo di prodotti innovativi nel settore dell’acustica sul quale investiamo tanto. Prossimamente lanceremo sul mercato un nostro nuovo prodotto che stiamo brevettando, con le più alte performance di fonoassorbenza e isolamento acustico sul mercato e lo presenteremo proprio ad Amsterdam. Il nostro obiettivo di lungo termine è quello di consolidare la nostra quota di mercato anche sullo scacchiere internazionale nel settore dell’acustica. Contemporaneamente, grazie al lavoro divisionale interno continueremo a perfezionare tutti gli altri prodotti Bestefa servendoci dei feedback dei nostri clienti nazionali per creare soluzioni sempre più efficienti. 

Secondo lei come e dove si deve orientare il settore dei prefabbricati in cemento armato in Irpinia? Nota dei cambiamenti negli ultimi tempi? 

I cambiamenti ci sono in questo settore come in tutti gli altri. Sta agli imprenditori saperli leggere in anticipo per delineare preventivamente la rotta da seguire. Mai farsi trovare impreparati. Tutto il mercato sta cambiando, come sta cambiando il sistema imprenditoriale. Perché il cambiamento non è legato a un solo settore ma al mondo. L’impresa per sopravvivere deve pensare a prodotti nuovi che soddisfino i nuovi bisogni emergenti dalla società mondiale non solo dal territorio. Per questo la nostra azienda, come le dicevo prima, non si ferma al confine provinciale. Noi cerchiamo di recepire le esigenze del nostro target attraverso un’analisi dei feedback che ci giungono non solo dalla domanda nazionale ma anche internazionale con un monitoraggio continuo non solo dei bisogni ma anche dell’offerta per essere sempre un passo più avanti. 

Quali sono le sue considerazioni sulla situazione attuale che vive l’Irpinia, tra crisi economica e spopolamento? Qual è la sua opinione sul futuro di questa terra e cosa si può e si deve fare, secondo lei, per invertire la tendenza? 

Quella dello spopolamento per carenza di servizi e mancanza di lavoro è una grave piaga che affligge queste terre, ma la nostra Irpinia, sostenuta dalla sua fitta rete di piccole e medie imprese, sta reagendo. Certamente partiamo da una situazione delicata critica, però i segnali positivi lasciano sperare una ripresa dell’economia di questo territorio. Le aziende irpine stanno dimostrando di riuscire con vigore ed energia a reagire a questa crisi indotta anche dai cambiamenti. I dati che registriamo in termini di export, legati soprattutto al settore della piccola e media imprenditoria irpina, sono molto incoraggianti ma c’è ancora tanto da fare. Dobbiamo renderci conto che se vogliamo garantire un futuro all’Irpinia è necessario investire in infrastrutture, innovazione e, soprattutto, formazione. Perché oggi le tecnologie cambiano repentinamente, e se è vero che grazie all’industria 4.0 abbiamo a disposizione macchinari che velocizzano e ottimizzano i processi produttivi è altrettanto vero che ci vuole personale formato in grado di utilizzarle.

Ultima domanda, si è mai pentito della scelta di restare qui e di non emigrare come fanno in tanti?

Mai, perché amo la mia terra. 

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