Matrimoni con green pass. I gestori: non siamo controllori

Matrimoni con green pass: il protocollo sta generando tanti dubbi per sposi e titolari dei locali, a partire dai controlli sulla certificazione verde. I proprietari delle location non vogliono assumersi la responsabilità delle verifiche. Ma restano anche tanti dubbi, a partire dalle zone gialle o bianche e per finire ai bambini: devono fare il tampone e a che età?

4' di lettura

Matrimoni con green pass. Sono bastati pochi giorni per passare dall’euforia per la ripresa dei ricevimenti di nozze alla rabbia, o almeno allo scoramento. Se il 15 giugno il governo ha dato il via libera a matrimoni, battesimi e comunioni, sempre con un protocollo di sicurezza, il 17 giugno, due giorni dopo, lo stesso esecutivo ha emanato un decreto che di fatto ha piegato le gambe ai gestori dei locali.

Di cosa si tratta? Del green pass. O, per essere chiari: chi dovrà controllare la documentazione degli ospiti?

Per il governo non ci sono dubbi: l’onore del controllo del certificato verde spetta al proprietario o al gestore dove si svolgono gli eventi.

Una questione che complica il matrimonio con green pass.

Un’app per controllare i certificati

Se infatti l’obbligo di avere quel certificato per partecipare a un evento, come appunto i matrimoni, era scontato, nulla si era detto su chi avesse dovuto verificare, uno a uno, i green pass degli ospiti.

I titolari dei locali avevano sempre immaginato che quel tipo di controllo dovesse essere garantito dalle forze di sicurezza (dalla polizia municipale ai carabinieri).

Non sarà così. Il matrimonio con green pass dovrà essere “sorvegliato” dal proprietario del locale o da un suo addetto.

E per farlo avrà a disposizione l’app Verifica X19, che consente di accertare se gli invitati alla festa siano o meno muniti del certificato verde.

E se un cliente si rifiuta di esibire green pass?

Nel decreto è chiarito che questo tipo di controllo deve essere effettuato solo nelle strutture dove, appunto, è richiesto il certificato per partecipare (e quindi anche le discoteche).

Il problema non è la verifica. Il problema – sostengono le associazioni di categoria – è di ordine pubblico: come comportarsi con un cliente che si rifiuta di esibire il certificato?

Capiterà, e anche spesso: i gestori dei locali non intendono assumersi questa responsabilità.

Matrimoni con green pass, ma il certificato arriva il 28 giugno

Matrimoni con green pass. Ma il certificato sarà pienamente disponibile solo entro il 28 giugno. Nel frattempo i ricevimenti sono ripresi dal 15 giugno. Come comportarsi? Chiaro che se viene richiesta una documentazione non ancora disponibile incartarsi è inevitabile.

Come saprete solo dal 28 giugno verrà generato quel codice a barre che permette ai titolari dei locali di verificare il green pass.

I gestori dovranno prima accertare il certificato e poi richiedere un documento di identità all’ospite.

Non proprio una situazione agevole.

Ma il protocollo sul punto è chiaro.

Matrimoni con green pass: zona gialla e zona bianca

Ad alimentare la confusione è stato anche il decreto legge 65/2021, nel quale veniva specificato che la certificazione per i matrimoni con il green pass doveva essere richiesta solo in zona gialla. Qualche giorno dopo è arrivata la rettifica del ministero con un comunicato: matrimoni con greeen pass e conseguenti controlli anche in zona bianca.

Una marcia indietro che ha spiazzato tutti e che ancora presta il fianco a più di una obiezione. Una in particolare: un semplice comunicato, seppur inviato dal ministero, basta per correggere il contenuto di un decreto legge?

Sul punto anche le prefetture hanno un orientamento diverso tra loro. Insomma, una discreta confusione.

Forse prevedibile, visto il momento. Ma anche per questo evitabile.

Matrimoni con green pass: e i bambini?

Ma non è tutto. C’è incertezza, o almeno un vuoto all’interno del protocollo redatto per la ripresa dei ricevimenti. Ossia: anche i bambini, che non possono essere vaccinati, devono presentare un tampone negativo per avere accesso nel locale? E se la risposta è sì, da quale età?

Non ci sono risposte. O meglio, nessuna risposta certa, chiara e uguale ovunque.

Chi aveva sperato di potersi sposare in tranquillità dopo magari un anno e mezzo di attesa, anche con un matrimonio con green pass, dove ora fare i conti con una situazione che resta per molti aspetti indecifrabile.

Se si voleva far ripartire uno dei settori più danneggiati dalla pandemia non si è scelta la strada migliore.

Eppure il tempo c’è stato per concordare un protocollo condiviso e condivisibile e che soprattutto generasse qualche dubbio in meno.

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