Matrimoni, niente da fare: si va solo con la green pass

Matrimoni: niente da fare, non saranno liberi neppure in zona bianca: bisognerà rispettare un rigido protocollo e i presenti dovranno avere una green pass. Potranno dunque partecipare ai ricevimenti solo le persone che hanno avuto la vaccinazione completa, sono guarite dal covid o possono esibire un tampone negativo effettuato 48 ore prima della festa.

4' di lettura

Non c’è pace per i matrimoni, neppure in zona bianca: per partecipare al ricevimento sarà comunque necessaria la green pass, il documento verde che accerti l’avvenuta vaccinazione, l’aver avuto già il covid o il tampone negativo fatto 48 ore prima.

Lo ha stabilito la Conferenza delle Regioni. Zona gialla o bianca cambia poco dunque per le feste di nozze e per qualsiasi altro ricevimento.

«Le feste – è stato precisato – conseguenti alle cerimonie civili e religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto dei protocolli e linee guida, e i partecipanti devono essere muniti di una certificazione verde anche nella zona bianca».

Resta la possibilità di organizzare feste in zona gialla dal 15 giugno, «ma con le modalità di svolgimento indicate dalla norma».

Matrimoni e rischio contagio

Nessuna apertura dunque. Restano i limiti e i divieti. Del resto il governo ha sempre dichiarato che per i ricevimenti (non solo matrimoni, ma anche comunioni e battesimi), il rischio di contagio resta ancora troppo elevato. E quindi, si possono celebrare, ma a determinate e rigide condizioni. Una fra tutte: la green pass.

Il protocollo per i matrimoni

Nelle linee guida proposte dalla Regioni si aggiunge anche che «devono essere usati da parte dei lavoratori dispositivi di protezione delle via aeree finalizzati alla protezione del contagio e deve essere obbligatoria la frequente pulizia e l’igienizzazione delle mani».

Il protocollo per i matrimoni indica anche il numero massimo di «presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio, ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita».

Durante i matrimoni deve anche essere rilevata la temperatura corporea dei presenti e l‘elenco di tutti i partecipanti deve essere conservato per almeno quindici giorni dopo la cerimonia.

È obbligatorio mettere a disposizione degli invitati prodotti igienizzanti per le mani ed è necessario areare i locali il più possibile.

Sono comunque da privilegiare gli spazi esterni.

Stabilimenti balneari, le regole

Ma oltre ai matrimoni si è discusso anche degli stabilimenti balneari, altro tema caldo in prossimità della stagione estiva.

Tutti d’accordo sulle distanze minime tra ombrelloni (a10 metri) e sdraio e lettini (un metro quando non sono sotto l’ombrellone). Il punto di scontro è un altro: il limite massimo di presenze complessive negli stabilimenti. Il Cts pretende il numero chiuso. Le Regioni sono contrarie.

Resta l’intesa su un altro punto essenziale: aumentare le zone d’ombra negli stabilimenti per evitare con maggiore facilità eventuali assembramenti.

Saranno necessari percorsi di entrate e di uscita diversi.

La questione del numero chiuso o meno non sembra difficilmente superabile: in fondo la distanza imposta tra gli ombrelloni e le sdraio è già un indicatore preciso di quante persone al massimo possono essere ospitate contemporaneamente in uno stabilimento balneare.

Ristoranti, via il limite dei 4 a tavola

Per i ristoranti salta il limite di massimo quattro persone sedute a mangiare, ma si conferma la distanza minima di un metro tra i tavoli. Resta anche l’obbligo della mascherina ogni volta che un cliente si alza dalla sedia.

Palestre e piscine, doccia possibile

Riammessa la possibilità di utilizzare la doccia nelle piscine, nei centri termali e nelle palestre. Ma la distanza minima tra le persone deve essere di due metri e sono necessarie sanificazioni e areazioni adeguate dei locali.

Insomma, in zona bianca si riapre, ma con prudenza. A partire dai matrimoni che nella precedente ondata sono stati causa di numerosi focolai di infezione e che spingono il Comitato tecnico scientifico ad agire con estrema cautela, in attesa che la vaccinazione vada avanti e che il numero dei contagi continui a calare.

I dati sono molto positivi negli ultimi giorni. Anche un ministro in genere molto prudente, come quello alla Sanità, Roberto Speranza, ha dichiarato che «sta andando tutto bene», gli indicatori sono positivi e a giugno dovrebbero essere inoculate milioni di dosi. L’obiettivo è venti milioni. Anche poer raggiungere entro settembre l’obiettivo del 70, 80% di persone immunizzate.

Poi non si parlerà più di protocolli di sicurezza per i matrimoni.

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