Maxi rissa tra 200 giovani, in piazza per le feste. Video

E' accaduto la notte scorsa a Roma sulla terrazza del Pincio. Una maxi rissa ripresa dai telefonini e trasmessa in rete. Duecento giovani senza mascherina o con la mascherina abbassata. Ma anche a Riccione folla in strada per le luminarie e ad Alcamo party clandestino in una villa. Cartabellotta (Gimbe): se non si rispettano le misure a gennaio il coronavirus farà una strage.

Maxi rissa tra 200 giovani, in piazza per le feste. Video
E' accaduto la notte scorsa a Roma sulla terrazza del Pincio: una maxi rissa ripresa dai telefonini e trasmessa in rete tra 200 giovani senza la mascherina.
4' di lettura

Centinaia di giovani si sono incontrati ieri sera sulla terrazza del Pincio a Roma, quasi tutti senza mascherina o con la mascherina abbassata. E’ scoppiata una maxi rissa furibonda. Ripresa da molti con i cellulari e postata in rete. Sul posto sono intervenuti gli agenti in tenuta antisommossa. Al momento non sono chiari i motivi che hanno provocato la violenza.

I poliziotti hanno disperso l’assembramento. Non si ha ancora notizia se ci siano stati fermi o siano stati individuati i responsabili.

A Riccione tutti in piazza per le luminarie

Ma è un segnale estremamente negativo su quello che potrebbe accadere da qui alle feste di fine anno. Anche perché notizie di assembramenti, feste private, si moltiplicano in tutta la penisola. Non solo a Roma.

Come a Riccione, dove per l’accensione delle luminarie, si sono riversate in strada centinaia di persone, senza nessun rispetto per il distanziamento sociale.

In questo caso nessuna maxi rissa, come nel cuore di Roma chiaro: ma il rischio contagio è stato bellamente ignorato.

Il party clandestino nella villa di Alcamo

O come ad Alcamo Marina, in provincia di Trapani, dove sono dovuti intervenire i carabinieri per mettere fine a una festa privata e sanzionare 13 giovani del tutto incuranti del rispetto delle norme imposte per frenare la diffusione della pandemia da coronavirus.

I ragazzi avevano organizzato un party in grande stile. I militari erano stati chiamati, poco prima, da un cittadino che ha segnalato l’imminente organizzazione di una festa clandestina.

I carabinieri hanno scoperto con disarmante facilità il luogo del party, Molte auto parcheggiate e musica a palla. I ragazzi, tutti tra i 20 e i 30 anni, non indossavano mascherine. Alla vista dei militari hanno tentato di allontanarsi. Sono stati bloccati e sanzionati per 5.200 euro. Durante le verifiche si è capito anche il motivo della festa: un corriere si è presentato alla porta con una torta di buon compleanno in mano.

L’altro rischio coronavirus: lo shopping selvaggio

Sono comportamenti, come quelli legati allo shopping natalizio che preoccupano molto gli esperti e rischiano di far risalire la curva del contagio. Sarebbe gravissimo: il ritorno di fiamma del coronavirus, e l’eventuale terza ondata, coinciderebbe con i giorni in cui dovrebbe iniziare la prima distribuzione del vaccino contro il coronavirus e il probabile arrivo dell’epidemia da influenza stagionale.

Senza regole a gennaio sarà una strage

Lo conferma il presidente della Fondazione Gimbe, Nico Cartabellotta, che segue l’evoluzione della pandemia dai primi giorni. «Tutti gli inverni – ha dichiarato alla Stampa – l’influenza affolla gli ospedali e a gennaio c’è il rischio di una strage se, invece di chiudere la seconda ondata di Covid, facciamo partire la terza. Per questo serve il massimo rigore durante le feste».

Mano drammatico, ma non per questo meno preoccupato, il commento su questi giorni che precedono le feste di fine anno del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

«Non temo le feste natalizie – ha dichiarato -. Dobbiamo però viverle consapevoli della necessità di rispettare le regole che riducono la probabilità di trasmettere il coronavirus».

Brusaferro: rispettiamo le regole

«Trasgredire le misure imposte nel nuovo decreto – ha continuato in una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano – comporterebbe una ripresa del numero di di nuovi casi, con tutto quello che ne consegue. Saranno feste uniche nella nostra storia e se questa unicità ci limiterà nelle nostre tradizionali manifestazioni di gioia e convivialità, ci chiama anche a immaginare i modi, nel rispetto delle misure raccomandate e a tutti note, per non far mancare affetto e attenzione a coloro a cui vogliamo bene e alle persone più fragili e più sole».

Già, rispettare le regole. Ma se 200 giovani si radunano sulla terrazza del Pincio a Roma, per dar vita a una maxi rissa, si organizzano feste private e si accendono davanti a una folla le luminarie, i segnali sembrano andare verso un’altra direzione. E siamo ancora distanti dalle feste.

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