Farabutti in corsia: rabbiosa risposta dei medici a De Luca

Farabutti in corsia. I medici campani rispondono con rabbia alle dichiarazioni del governatore De Luca che ieri ha definito farabutti i medici che pur di non fare la nottata dicono che le terapie intensive sono piene. I medici: questi farabutti reggono un sistema sanitario alla canna del gas per colpa di farabutti che hanno distrutto il sistema sanitario regionale.

Farabutti in corsia: rabbiosa risposta dei medici a De Luca
Farabutti in corsia: la rabbiosa risposta dei medici campani alle illazioni lanciate ieri dal governatore De Luca nella sua consueta diretta Facebook.
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Il governatore De Luca ha parlato di farabutti, riferendosi a qualche medico che «quando arriva la richiesta di terapia intensiva alle otto di sera dice che non ci sono posti liberi perché magari deve fare la nottata».

Accuse gravissime, seppur riferite – come ha ribadito il presidente della Regione – a una minima percentuale di medici. Ma che alla fine rischiano di gettare discredito sull’intera categoria, soprattutto in un momento di estrema emergenza, come quello che stiamo vivendo, con una pandemia da coronavirus che continua a mordere. Soprattutto nella zona rossa campana.

I veri farabutti hanno distrutto la sanità campana

E i medici hanno risposto, questa mattina. Con una durissima presa di posizione.

«Quei farabutti – si legge in una nota firmata da dieci sigle sindacali ( Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Cgil Funzione Pubblica, Cisl Medici, Uil Fpl Medici, Fvm, Fassid, Fesmed, Anpo Ascoti Fuals Medici) – reggono da anni un sistema sanitario regionale alla canna del gas, a causa di veri farabutti che hanno violentato, distrutto, utilizzato la sanità come un bancomat».

Questi farabutti rischiano ogni giorno

I toni sono espliciti, come quelli usati dal governatore. Nelle parole dei medici c’è anche la rabbia, lo stress, la stanchezza di mesi e mesi passati in trincea, spesso senza mezzi, senza personale e per lunghe settimane senza neppure adeguati sistemi di protezione dal coronavirus.

«Quei farabutti – proseguono i sindacati dei medici – in questo stato di crisi si sono caricati sulle spalle la cura di migliaia di pazienti nonostante disservizi e disorganizzazione, pagando un prezzo altissimo. Quei farabutti rischiano ogni giorno, a causa della sordità congenita istituzionale, la vita sul campo e nonostante tutto ci sono e non si tirano indietro».

«Quei farabutti – aggiungono i medici – hanno lavorato fino ad oggi con un bavaglio a causa dei turni massacranti, del senso di impotenza e di frustrazione e dello spirito di abnegazione, ancor più che di decreti spazzatura. Per tali ragioni rigettiamo con forza e rabbia ogni illazione e accusa».

«Le parole in questa crisi – continuano i medici – pesano come macigni, soprattutto se provengono dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarci».

Alimenta l’ingiustificata rabbia contro i medici

«Tali illazioni – concludono i medici nella risposta a De Luca – non fanno altro che alimentare, in modo del tutto ingiustificato, una rabbia da parte della popolazione verso gli operatori sanitari che ogni giorno, con abnegazione svolgono il loro lavoro, quando in questo momento servirebbe infondere alla popolazione fiducia e tranquillità. Siamo stanchi di illazioni signor presidente De Luca, se ha prove di farabutti vada in Procura e sporga denuncia, noi ci costituiremo parte civile».

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