Quanto guadagna un medico di base?

Quanto guadagna un medico di base, ma anche quanti cittadini può assistere, quali sono i suoi compiti, quando deve essere reperibile? Ma non solo: in questo articolo spieghiamo anche il ruolo e gli obblighi del medico di famiglia e il tempo minimo di apertura degli ambulatori. Un vademecum utile per capire i diritti dei cittadini e naturalmente anche quelli del professionista.

5' di lettura

Il medico di base ha un ruolo fondamentale, rappresenta il primo riferimento della sanità pubblica per i cittadini. Il professionista al quale rivolgersi quando si ha un problema di salute, grande o piccolo che sia.

È un compito importante, ma che forse ha bisogno di essere rivisto, corretto e rivalutato, anche alla luce di quello che è successo durante la pandemia, quando i medici di base sono stati spesso sopraffatti dalle richieste dei pazienti o quando, come è accaduto in Campania, c’è stata più di qualche ambiguità quando si è discussa la possibilità che anche questi professionisti della medicina di prossimità dovessero iniettare le dosi di vaccino.

Ci siamo interrogati sul loro ruolo, su quanti cittadini possono assistere, su quanto guadagnano, sugli obblighi (reperibilità e visite a domicilio), sugli orari di lavoro.

Spesso diamo per scontato il loro servizio. Ma non è così. Ed è bene sapere qualche cosa in più su questi medici. Li conosciamo magari da decenni, ma non sappiamo bene quali sono le loro competenze, le caratteristiche del loro lavoro, e quali sono gli obblighi che il ruolo impone.

Quanto guadagna un medico di base?

Partiamo da quella che è una curiosità. Vi siete mai chiesti quanto guadagna un medico di base? Beh, dipende dal numero dei pazienti. Il massimo per un medico di famiglia è di 1.500 assistiti. Alcuni arrivano a 1.800, ma solo per dei vecchi accordi nazionali.

Medico di base, come si sceglie o si cambia

La media italiana – secondo una ricerca un po’ datata, risale a cinque anni fa – è di 1.150 assistiti per ogni medico di famiglia. Ci sono differenze a livello regionale. In Lombardia, dove i medici di famiglia sono meno, un professionista ha 1.300 assistiti. Nel Lazio 1.000.

Ma torniamo alla domanda: quanto guadagna un medico di base?

Il medico di famiglia riceve una quota per ogni assistito a carico. Si chiama quota capitaria ed è composta da una parte fissa e una variabile. La parte variabile dipende da due fattori: totale degli assistiti e anzianità professionale.

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La quota capitaria prevede anche altri compensi: sono previsti per ogni paziente con più di 75 anni e per la reperibilità notturne. A disposizione del medico di base ci sono anche altri fondi, se si organizza in associazioni o se assume infermieri o personale di segreteria.

Ora tiriamo due conti, considerando un medico di base che ha 1.500 pazienti: lo stipendio lordo annuo si aggira sui 105.000 euro lordi. Il che significa più di 4.500 euro al mese.

Quali sono i compiti di un medico di base?

Il medico di base ricopre una serie di compiti che sono di fondamentale importanza per i cittadini e per l’efficienza della sanità territoriale.

Un medico di base deve:

  • tutelare la salute dei propri pazienti, e quindi formulare la prima diagnosi e valutare le cure.
  • Deve svolgere attività di prevenzione per ogni singolo paziente e dei rispettivi familiari. Tra i suoi compiti anche l’educazione sanitaria.
  • Assistenza dei pazienti con visite in ambulatorio e a domicilio.
  • Aderire a tutte le campagna sanitarie che vengono promosse sia a livello regionale sia dalle diverse Asl territoriali.
  • Prescrivere farmaci, analisi di laboratorio e visite specialistiche.
  • Rilasciare certificati, come quelli per l’ammissione alla scuola dell’obbligo, quelli per svolgere attività sportive non agonistiche e per l’incapacità temporanea al lavoro.
  • Gestire le patologie acute e croniche degli assistiti.

Orari e giorni di apertura dell’ambulatorio

Un medico di famiglia deve garantire l’apertura dell’ambulatorio tutti i giorni feriali. L’orario invece varia, dipende dal numero di pazienti. Questo è lo schema.

  • Fino a 500 assistiti: in studio 5 giorni a settimana (da lunedì a venerdì) per almeno un’ora al giorno.
  • Fino a 1.000 assistiti: in studio 5 giorni a settimana per almeno due ore al giorno.
  • Fino a 1.500 assistiti: in studio 5 giorni a settimana per almeno tre ore al giorno.

Il medico di base può anche visitare i pazienti in ambulatorio per appuntamenti e dopo una prenotazione. Ma se un paziente chiede di essere visitato, anche senza aver prenotato la visita, il medico di base non può rifiutarsi.

Visite domiciliari

Come sapete bene il medico di famiglia può anche fare delle visite a domicilio, naturalmente gratuite, se ritiene sia necessario e se in paziente non è nelle condizioni di andare in ambulatorio. Ma, attenzione, se dovesse ritenere quella richiesta non giustificata, il medico di base avrebbe il diritto di farsi pagare.

Ci sono anche dei limiti temporali da rispettare. Se il paziente chiede la visita a domicilio tra le 8 e le 10, e il medico ritiene sia necessaria, quella visita deve essere fatta entro le 14.

Se invece il paziente chiama il medico dopo le 10, il medico può presentarsi a casa dell’assistito entro le 12 del giorno successivo.

La reperibilità

La reperibilità deve essere assicurata dal medico di base in particolare il sabato, quando non ha l’obbligo di recarsi in ambulatorio. Una reperibilità che in genere dura due ore, dalle 8 alle 10.

Altre esigenze, come visite che non possono essere rinviate o richieste urgenti di certificati, devono essere comunque soddisfatte, ma non oltre le 14 del sabato.

Ricette a distanza

A semplificare di molto il lavoro del medico di base, o almeno a svuotare in parte l’ambulatorio, c’è stata l’introduzione della ricetta telematica.

Il medico di base può assentarsi?

Se il medico di famiglia si assenta dal lavoro deve comunicarlo all’Asl ed essere autorizzato. Può anche assentarsi 30 giorni per “ristoro psicofisico” (ok, va in vacanza). In questo caso deve comunicarlo ai pazienti e nominare un sostituto che dovrà pagare. Se l’assenza supera i 30 gironi il medico di base perde la retribuzione e l’Asl pagherà il sostituto.

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