Medico di base: come si sceglie o si cambia

Medico di base: come si sceglie o si cambia. Tutte le procedure, la documentazione e i requisiti richiesti. In alcune Asl è possibile farlo anche online. Se non si conosce nessun medico l'Asl è tenuta a mostrarvi il curriculum e le caratteristiche dell'ambulatorio di tutti i medici disponibili. La sostituzione temporanea del medico di famiglia.

7' di lettura

Il medico di base si può sostituire per svariate ragioni: avete cambiato luogo di residenza, il vostro medico è andato in pensione o si è trasferito altrove, per un qualsiasi motivo non avete più fiducia in lui, avete bisogno di un professionista più disponibile, ha troppi pazienti, o altro ancora.

Indice

La scelta del medico di base è libera. Non sono però disponibili i medici che hanno già superato la soglie del numero massimo di pazienti (in genere è di 1.500, la cosiddetta quota capitaria).

Stesso discorso vale anche per il pediatra.

Se è l’assistito – come capita più spesso – decide di cambiare il suo medico di base, il metodo è piuttosto semplice.

Se è il medico che non vuole più assistere, per un qualsiasi motivo, un determinato paziente, non basta la comunicazione: il professionista dovrà giustificare il perché della sua decisione. Solo dopo l’Asl avvisa l’utente che dovrà cercare un altro medico di base o un pediatra di libera scelta.

Le competenze di un medico di base

Probabilmente conoscete già le competenze che deve avere un medico di base (o, come sarebbe più corretto dire, medico di famiglia: a proposito, è in arrivo anche l’infermiere di famiglia, ne parleremo presto).

Un medico di base deve:

tutelare la salute dei propri pazienti, con diagnosi, terapia, riabilitazione, prevenzione, ed educazione sanitaria.

E in modo più specifico: gestire le patologie acute e croniche dei suoi assistiti, occuparsi dei pazienti in vari ambiti, fare visite domiciliari e ambulatoriali, chiedere consulenza a medici specialisti, aggiornare la scheda familiare dei pazienti, redigere certificazioni obbligatorie per legge, rilasciare certificati di idoneità per attività sportive non agonistiche, rilasciare la certificazione per l’incapacità temporanea al lavoro.

Un medico di base è dunque responsabile delle cure integrate e continuative dei pazienti. Anche per questo motivo è preferibile che gli utenti scelgano uno dei medici di base che operano nel comune dove sono residenti. Se non è lontano da casa è anche meglio.

I medici di base devono garantire l’apertura dello studio per cinque giorni la settimana, preferibilmente dal lunedì al venerdì. Il sabato deve effettuare le visite domiciliari che ritiene opportune.

Come si sceglie il medico di base

La scelta del medico di base può essere fatta in diversi modi e per diverse motivazioni. Potreste preferire quello consigliato da amici o parenti, perché ritenuto bravo e disponibile. O anche la scelta potrebbe ricadere su quello che ha lo studio più vicino a dove abitate o anche perché lo conoscete. Ma può anche semplicemente essere scelto negli elenchi del medici che sono convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale, reperibili in qualsiasi Asl (l’unico limite sono i 1.500 pazienti, se il professionista “preferito” ha superato quella soglia non può accettare altri utenti). Su questo punto daremo maggiori consigli nel corpo di questo articolo.

Stessa cosa per il pediatra.

Cosa fare quando si è scelto il medico di base

Bisogna andare all’Asl per la registrazione al Sistema Sanitario Nazionale e presentare la richiesta con il nominativo del medico di base al quale avete deciso di affidarvi.

È necessario portare con sé:

Un documento di identità valido (carta d’identità o patente di guida)

Tessera Sanitaria

Certificato di residenza o l’autocertificazione

La scelta del medico di base ha una validità che dura un anno e si rinnova automaticamente. Se, come abbiamo visto, decidete di cambiarlo, basta andare all’Asl, negli uffici scelta-revoca.

Rapporto di fiducia tra medico e paziente

La parola chiave è la fiducia, che deve essere reciproca. Se viene meno è possibile cambiare il medico di base o il pediatra. Se ne può scegliere un altro che è convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale, ma sempre a patto che il medico scelto non abbia superato il limite massimo di pazienti.

Se il medico non è disponibile, se ne può scegliere un altro, scorrendo la lista che è possibile reperire nell’Asl di competenza.

Come si cambia il medico di base

Come abbiamo già accennato l’iter è piuttosto breve e semplice. E in parte simile a quello da seguire quando si sceglie il medico di base. Ovvero: bisogna comunicare agli Uffici Anagrafe del Distretto Sanitario di residenza la decisione di cambiare il medico. Non dimenticate i documenti (documento d’identità, tessera sanitaria e certificato di residenza o autocertificazione, spesso viene chiesto anche il libretto sanitario personale).

La decisione di cambiare il medico di base deve essere contestuale alla scelta di un altro medico.

Quando invece la scelta di un nuovo medico di base è dettata da un cambio di residenza (vi siete spostati da un comune a un altro), bisognerà recarsi all’Ufficio Scelta e Revoca dell’Asl che è competente sul territorio in cui si comunica la nuova residenza e la scelta del medico (ed eventualmente del pediatra) e si aggiornano i dati sulla tessera sanitaria con il nuovo indirizzo.

Alla domanda bisogna allegare:

certificato di residenza anagrafica o l’autocertificazione

il certificato di avvenuta cancellazione dagli elenchi dell’Asl precedente

la tessera sanitaria

un documento di identità

La richiesta può essere fatta di persona, ma anche tramite un parente o un amico. In questi casi è necessaria una delega o un documento di riconoscimento. Oltre naturalmente a tutti i documenti necessari.

Se avete smarrito la tessera sanitaria (documento di iscrizione al SSN), per ottenere un duplicato occorre presentare agli uffici dell’Asl una autodichiarazione di smarrimento. Se invece è stata rubata, bisogna portare all’Asl la copia della denuncia che è stata fatta alla polizia o ai carabinieri.

Leggi anche: Tessera sanitaria scaduta, tutto quello che si deve fare

Se non c’è già un medico di famiglia al quale vorreste essere “assegnati”, l’Asl mostrerà un elenco di medici che operano sul territorio. Per non fare una scelta a caso, e quando riguarda la salute è spesso sconsigliabile, ci sono delle norme in materia, approvate nel 2005, che impongono all’Asl di fornire queste indicazioni:

il curriculum di ogni medico

gli orari di ambulatorio

le caratteristiche strutturali e strumentali di ogni studio medico

Come fare il cambio del medico di base online

Alcune Asl consentono di cambiare il medico di famiglia anche da casa, collegandosi online al portale dell’Azienda sanitaria. Le procedure sono illustrate sul sito e possono (leggermente) variare tra diverse Asl. In genere comunque si dovrà compilare e sottoscrivere sia il cambio, sia l’attivazione di un nuovo medico.

La sostituzione temporanea del medico di base

Si può avere necessità di avere, per almeno tre mesi, un medico di famiglia lontano dal luogo di residenza. Cosa che capita a studenti, lavoratori fuori sede, ma anche a chi per motivi di salute è costretto a trasferirsi per un lungo periodo in un altro comune (magari per sottoporsi a trattamenti medici non disponibili dove si risiede).

Quindi è possibile avere un medico di base temporaneo per motivi di lavoro, studio o salute.

L’altro requisito è il tempo, da tre mesi a un anno. Dopo un anno è necessario presentare una nuova richiesta.

Come fare la richiesta e con quali documenti

È necessario recarsi all’Asl del comune di residenza per chiedere la cancellazione temporanea dal medico di famiglia.

Con un documento che attesta quella cancellazione bisogna poi andare nel comune dove ci si è trasferiti e richiedere l’assegnazione di un medico di famiglia provvisorio.

Bisogna presentare questi documenti:

documento di riconoscimento non scaduto

tessera sanitaria

documento di cancellazione del medico di famiglia che è stato rilasciato dall’Asl del comune di residenza.

È necessario anche giustificare la richiesta.

Se è per motivi di lavoro, l’utente deve presentare una copia del contratto di lavoro (o di tirocinio o apprendistato), o altre documentazioni che attestino sia la necessità, sia la durata del trasferimento.

Se è per motivi di salute, il cittadino dovrà presentare la certificazione medica, con la quale dimostra la necessità di cure che hanno una durata superiore a tre mesi.

Se è per motivi di studio, bisogna provare l’iscrizione alla scuola, l’università, il corso di formazione o altro.

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