Dopo l’infermiere di famiglia arriva il medico a domicilio: la sanità fuori dagli ospedali

L'infermiere a casa parte da gennaio, subito attivato il medico a domicilio, per ora solo i tre comuni del salernitano

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Una bella iniziativa a Salerno, nasce il “medico a domicilio”. Ovvero, la sanità di prossimità diventa più concreta. A promuovere il servizio che per ora riguarda i comuni di Salerno, Pontecagnano, Vietri sul Mare e le zone collinari è l’Humanitas e il Centro Verrengia. E coinvolge i medici e gli infermieri che si occupano prevalentemente di quell’area critica che sono le emergenze e le urgenze.

Per chi ha bisogno di cure senza andare in ospedale

Il servizio è stato pensato per quelle persone che stanno male, sono sole in casa e hanno bisogno di cure mediche, senza però avere la necessità di andare in ospedale.

E’ una iniziativa che potrebbe alleggerire e di molto il lavoro dell’Asl, oltre a rendere più efficace e immediato l’intervento per chi ha bisogno di un supporto medico immediato.

C’è anche l’infermiere di famiglia

La Regione Campania ha attivato un servizio simile, l’infermiere di famiglia. O meglio, partirà dal primo gennaio, e sarà responsabile delle cure domiciliari del paziente. Mentre il medico a domicilio è per ora una prerogativa che riguarda solo tre comuni del salernitano, l’infermiere di famiglia sarà attivo in tutta la Campania e saranno pubblicati i bandi per l’assunzione di mille infermieri a tempo indeterminato (in Irpinia saranno 60).

L’esigenza di una figura professionale come quella dell’infermiere di famiglia si è evidenziata nei mesi scorsi, in piena emergenza sanitaria. Ma può essere fondamentale per l’assistenza a persone fragili e malati cronici.

Assistenza domiciliare integrata

Nel comma 4 del decreto rilancio si mette infatti in evidenza la necessità di incrementare “le azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, sia con l’obiettivo di assicurare le accresciute attività di monitoraggio e assistenza connessa all’emergenza epidemiologica, sia per rafforzare i servisti di assistenza domiciliare integrata per i pazienti in isolamento domiciliare o in quarantena, nonché per i soggetti cronici, disabili, con disturbi mentali, con dipendenze patologiche, non autosufficienti, con bisogni di cure palliative, di terapie del dolore, e in generale per le situazioni di fragilità”.

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