Imprenditori di successo

Megaride, la nostra startup ha conquistato Audi e Ducati

Flavio Ferroni
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Partire da un progetto universitario e diventare partner di marchi internazionali come Audi e Ducati . Un fatturato che si avvia a superare il milione di euro. L’azienda protagonista di questa storia è campana, napoletana per la precisione, si chiama Megaride. Un nome che si riferisce all’isolotto del Golfo su cui si spiaggiò Partenope, la Sirena innamorata che fu rifiutata da Ulisse. The Wam ha ascoltato Flavio Farroni, startupper dell’azienda con Aleksandr Sakhnevych e Francesco Timpone, durante lo Youth Village dedicato alle innovazioni tecnologiche. E a personaggi ispiranti come Valentino Magliaro: scelto dal presidente Obama come leader del futuro

Megaride rientra nei progetti dell’incubatore di startup Campania NewSteel a Città della Scienza. Fra i riconoscimenti vinti, l’azienda si è aggiudicata il premio di miglior fornitore internazionale di tecnologie ed innovazione per lo sviluppo di pneumatici del 2017 ad Hannover, al Tire Technology International 2018, una delle più importanti manifestazioni dell’universo automobilistico.

Il pilota Andrea Dovizioso indica il logo Megaride
Andrea Dovizioso indica Megaride

Come è iniziato tutto

“Due anni fa – spiega Farroni – scarabocchiavo il logo di questa azienda che avevo in testa sul fazzoletto di un bar. Non avrei mai immaginato quello che stava per succedere”.

Farroni, con un altro studente di Ingegneria della Federico II e l’aiuto del professore Francesco Timpone, crea lo spinoff Megaride. Si occupano di progetti sul grip: tenuta dei pneumatici su strada. 

Che prodotto offre Megaride

“Abbiamo elaborato un algoritmo che permette di sfruttare al massimo l’aderenza, ottimizzando il livello di sicurezza. Il progetto si rivolge ai proprietari di squadre di corsa e ai conducenti amatoriali alla ricerca di simulatori di guida dinamici per migliorare le loro prestazioni”.

Il software, estremamente innovativo, ha innescato le prime collaborazioni con Ferrari e Pirelli. Poi è arrivata la Ducati. E, così, la crescita dell’azienda.

“Abbiamo evitato di rivolgerci a investitori. E, fin dal primo momento, abbiamo reinvestito gli utili e partecipato a concorsi dedicati a progetti innovativi come il nostro. Occasioni ottime per espandere la propria visibilità. Meglio, secondo me, di tante campagne di marketing tradizionale. Quando avete la possibilità, lavorate sulla costruzione di partnership importanti. Spesso possono rappresentare un elemento decisivo nello sviluppo dell’azienda”.

Ora nuove strade

Il progetto, che ha collaborato anche con Audi Sport Italia, vuole uscire dal recinto delle competizioni automobilistiche. E rivolgersi a tutti “gli uomini della strada”.

“Il software di Megaride – spiega Ferroni – può aumentare la sicurezza del viaggio per gli automobilisti, in un’epoca dove si discute sempre di più di mobilità economica e interconnessa. Il progetto si rivolge poi anche ai guidatori occasionali che, invece di spendere un bel po’ di soldi per andare in pista, possono prima testare con noi la risposta dei pneumatici su strada. Le società autostradali, poi, potrebbero usare il software per monitorare le condizioni delle infrastrutture”.

Per ora camminiamo da soli

L’azienda, con un team più piccolo di dieci persone, si è dimostrata più avanti nel settore dei pneumatici di colossi come Trelleborg e Yokohama, sui quali ha avuto la meglio in occasione delle selezioni di Tire Technology of the Year di Tire Technology International nel 2018.

“Per ora – conclude Ferroni – vogliamo continuare da soli. Ci teniamo stretti le nostre quote societarie. Riusciamo a coprire tutti i costi con le sole fatturazioni. A voi ragazzi dico che fare impresa è possibile. Due anni fa ero dall’altro lato. E ora Megaride è realtà. La Campania, grazie a progetti come la Apple Accademy e l’incubatore di idee di Campania NewSteel può rappresentare il luogo ideale dove sviluppare la propria azienda”.

Andrea Fantucchio
E' sempre stato un ragazzo curioso, ottimista e intraprendente. Dopo il diploma al liceo classico di Avellino, Pietro Colletta, si è dedicato al giornalismo. Prima nel sito provinciale Orticalab e poi in quello regionale Ottopagine: il portale di informazione territoriale più letto in Campania. Lì si occupa di cronaca nera e giudiziaria. Ma il suo lavoro non si svolge solo fra aule di tribunale e sulle scene del crimine. Si diletta, infatti, a creare video-reportage che raccontino l'attualità della sua città o di personaggi interessanti. Lettore vorace: i suoi generi preferiti sono il fantasy, il noir, i gialli e l'hard boiled. Adora biografie e racconti storici. I suoi autori di riferimento sono Indro Montanelli, James Ellroy, Andrzej Sapkowski, John Ronald Reuel Tolkien, Mario Puzo, Emilio Salgari, Stieg Larsson, Jo Nesbø. Non per forza in quest'ordine. Cinque libri che non mancano nella sua biblioteca: Il padrino, L.A. confidential, La spada del destino, Uomini che odiano le donne e Il Signore degli Anelli. Cinque film che non mancano nel suo ipad: Steve Jobs, Wall Street, Il Padrino, Inception, Lo squalo. E' sempre stato molto sportivo: pratica quotidianamente jogging. Non rinuncia alla partita di calcetto settimanale. Adora il pugilato. Affascinato dalle nuove tecnologie e dalla comunicazione in tutte le sue declinazioni. Pratica quotidianamente Yoga e meditazione.

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