Avellino, meningite: bimbo sta meglio. Preside: no allarmismi

Meningite avellino


2' di lettura

Sono in ripresa le condizioni del 13enne, studente dell’Enrico Cocchia di Avellino, affetto da meningite. Dopo i primi accertamenti i medici hanno riscontrato segni della patologia. E scatterà subito la profilassi. Riguarda la scuola e i familiari del ragazzino. Il paziente si trova ricoverato nel
reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Moscati. E, per fortuna, risponde bene alle terapie.

Siamo stati all’Enrico Cocchia

A scuola le lezioni si stanno svolgendo normalmente. La preside, Silvana Mauriello, interrompe una riunione per rispondere alle nostre domande. E’ da questa mattina che continua a ricevere telefonate. Da quando la notizia della sospetta meningite, poi confermata, si è diffusa. E ha innescato una comprensibile preoccupazione fra i genitori degli studenti. C’è anche qualcuno che si è recato in sede per chiedere spiegazioni. Quando arriviamo, comunque, la situazione è tranquilla.

La preside della Cocchia, scuola dove era iscritto il 13enne di Avellino affetto da meningite, ha contatto Asl e Comune. E spiega: "Il bambino sta meglio".
Scuola Enrico Cocchia

La dirigente, affiancata dalla vice-preside, ci accoglie nel suo ufficio.

“Il bambino – ci dice la dirigente – non andava a scuola da mercoledì scorso. Poi c’è stato il “ponte lungo” legato alla festività del Santo Patrono di Avellino. E anche lunedì il ragazzo, che aveva avuto la febbre alta, non è venuto in classe. Questa mattina si è iniziato a parlare di meningite“.

Meningite: tutte le procedure sono state attivate

La dirigente, appena ricevuto comunicazione dai genitori, si è subito attivata. Ha contattato l’Asl di Avellino, attraverso il dottore Gaetano Morrone, per attivare la procedura di profilassi. E poi il Comune per mettere in moto (in quel momento la meningite non era stata ancora confermata) l’eventuale chiusura dell’istituto scolastico.

“Noi – ha spiegato la preside, raggiunta in ufficio – abbiamo seguito tutto il protocollo previsto in questi casi. E gli uffici preposti, Asl e poi Comune, sono stati avvisati. L’importante, ora, è non creare inutili allarmismi. Sono circolate anche notizie false. Un presunto ricovero d’urgenza al Cotugno di Napoli. Così si rischia il caos. I genitori dello studente mi hanno rassicurato: la febbre è scesa e il bambino sta meglio”.

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