Meno soldi sull’assegno unico: la verità sui penalizzati

Meno soldi sull'assegno unico: alcune maggiorazioni sono state revocate, perché? Scopriamo la verità sui penalizzati.

5' di lettura

Meno soldi sull’assegno unico, perché? (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Perché alcuni beneficiari hanno ricevuto meno soldi sull’assegno unico? Come mai alcune maggiorazioni sono state revocate e chi sono i penalizzati? Scopriamo i dettagli nell’approfondimento.

Indice

Meno soldi sull’assegno unico: chi sono i penalizzati?

Polemiche infinite da parte di molte famiglie italiane nei confronti dell’INPS, a causa di un assegno unico decurtato e inferiore alle aspettative, ricevuto nel mese di ottobre.

L’associazione Buona Idea, che aiuta vedove e orfani, ha fatto notare l’incongruenza. Pare infatti che l’INPS abbia iniziato a tagliare gli importi dell’assegno unico proprio a quelle famiglie che ne hanno più bisogno, ovvero quelle monogenitoriali. Ma perché sta accadendo questo?

Questi tagli servono e serviranno a recuperare le somme maggiormente percepite dalle famiglie monogenitoriali che non sarebbero rientrate nel decreto n. 230 del 2021, che stabilisce delle maggiorazioni.

Circa un milione di famiglie monogenitoriali in Italia ha subito e subirà un taglio anche di 54 euro sull’assegno unico.

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L’INPS ha spiegato che questo sta accadendo perché la maggiorazione è dovuta solo se entrambi i genitori sono titolari di reddito di lavoro, con un ISEE familiare non superiore ai 15 mila euro annui.

La maggiorazione è di circa 30 euro per Isee non superiori ai 15mila euro, che si riduce gradualmente fino a sparire oltre i 40mila.

Nei mesi scorsi questa maggiorazione è stata concessa anche alle famiglie monogenitoriali che avevano presentato l’istanza pur non rientrando nel parametro indicato dall’articolo sopra citato, ovvero il lavoro per entrambi i genitori.

Ed ecco che l’INPS ora, decurtando l’assegno unico, sta recuperando le somme erroneamente pagate. Ma è mai possibile che vengano punite proprio le famiglie che hanno maggiore bisogno?

Pare che questo provvedimento sia solo temporaneo, fino a quando una nuova legge non includa anche le famiglie monogenitoriali nella normativa. Al momento questo è un vero e proprio paradosso ed è soprattutto anticostituzionale.

Alcune famiglie, invece, a partire da domani 8 novembre, riceveranno gli arretrati spettanti dell’assegno unico.

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Meno soldi sull’assegno unico: quali sono le maggiorazioni previste?

Per aiutare le famiglie italiane a far fronte agli aumenti dell’energia e all’inflazione, arrivata ormai all’8%, gli importi di alcuni trattamenti economici, come l’assegno unico, sono stati maggiorati o, per meglio dire, rivalutati.

Per quanto riguarda gli aumenti assegno unico 2023, questi non incidono solo sugli importi base e sulle maggiorazioni spettanti a ogni famiglia, ma anche sulla soglia ISEE da non poter superare.

La soglia ISEE passerà dai 15mila euro attuali a 16.200 euro annui, mentre avranno diritto all’importo minimo dell’assegno anche le famiglie con ISEE superiore a 43.200 euro, e non più 40 mila euro

Quindi tra qualche mese, a partire da gennaio 2023, l’importo spettante per ogni figlio minorenne, non sarà più 175 euro, ma 189 euro.

L‘importo minimo mensile cambia da 50 euro al mese a 54 euro per i nuclei familiari con ISEE superiore a 43.200 euro.

Per i nuclei familiari con due genitori che lavorano, la maggiorazione prevista in caso di redditi bassi (non superiori a 16.200 euro) passerà da 30 euro al mese a 32,40 euro al mese.

In questo articolo troverai tutte le maggiorazioni previste, ordinate in una tabella.

Meno soldi sull'assegno unico
Meno soldi sull’assegno unico: perché?

Meno soldi sull’assegno unico: le cose cambieranno in meglio con la riforma dell’ISEE?

L’Isee potrebbe essere modificato a breve dal nuovo Governo. L’intento sarebbe quello di rendere l’indicatore più realista, in questo modo molte famiglie, sinora escluse, potranno ottenere l’assegno unico.

Secondo il Messaggero, il Governo starebbe vagliando dei nuovi requisiti d’accesso per l’assegno unico, ma anche un innalzamento della soglia ISEE che, ad esempio, al momento aumenta di molto se si posseggono uno o più immobili, impedendo alle famiglie di poter ottenere l’assegno unico.

Con un nuovo intervento legislativo, il Governo vorrebbe permettere di ottenere una somma di ISEE più realistica dell’effettiva condizione economica delle famiglie. In questo modo si eviterebbe che, famiglie davvero bisognose, non ricevano il sussidio.

Molti immobili, che fanno innalzare l’ISEE e non fanno ricevere l’assegno unico, non producono reddito ecco perché è ingiusto che le famiglie non ricevano l’assegno unico.

L’obiettivo del governo Meloni è aumentare i sostegni a vantaggio delle famiglie con figli. A partire proprio dall’assegno unico, che viene attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili.

Ecco perché la situazione verificatasi ad ottobre, con meno soldi sull’assegno unico, dovrebbe essere solo un’eccezione.

Tra le altre opzioni c’è anche quella di conferire un peso minore alle proprietà diverse dalla prima casa che non producono reddito. A trarre vantaggio dalla possibile riforma sarebbero tutte quelle famiglie che sono state penalizzate finora e non hanno ricevuto l’assegno unico.

Questo comporterebbe ovviamente un allargamento della platea dei beneficiari. Abbiamo visto, dunque, come mai ci sono stati meno soldi sull’assegno unico, chi è stato penalizzato e, soprattutto, se la situazione migliorerà in futuro.

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