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Una famiglia su due in Campania non riesce a far quadrare i conti. Lo rivela un’indagine di Altroconsumo – rilanciata dal quotidiano La Stampa -, che disegna a tinte molto fosche, le condizioni di un Paese che in dieci anni ha già affrontato tre periodi di recessione.

Gli italiani, e i meridionali in particolare, hanno difficoltà ad affrontare le spese per la salute, l’abitazione, l’alimentazione, la mobilità, la cultura e il tempo libero. Il 46,5 per cento a livello nazionale. Il 49,4 in Campania. Numeri che raccontano un Paese in profonda difficoltà. E un Sud che viaggia sul ciglio della bancarotta, con una disoccupazione al 18,4 per cento, che è tripla rispetto al settentrione.

Preoccupa e molto il dato sulla salute. Il 55 per cento ha rinunciato alle cure dentistiche. Il 51 per cento alle visite mediche. Mentre il 41 per cento non riesce ad acquistare farmaci. Di fatto: sanità negata.

Salute negata. Un campano su due rinuncia a curarsi: non ha i soldi. Gli inquietanti dati di un dossier Altroconsumo. Al nord va un po' meglio. Ma mica tanto

Un welfare a pezzi

E’ un welfare che fa acqua, che non riesce più a sostenere i cittadini in difficoltà. Una questione cruciale, ma che non viene affrontata in modo strutturale, organico. Ok, è arrivato il reddito di cittadinanza. Ma quei dati, quel diritto alla salute che di fatto viene negato, non riguarda solo i più poveri. Ma quella larghissima fascia di classe media che ha ridotto irrimediabilmente in questi anni il suo potere d’acquisto e non potrà accedere all’assegno mensile messo a disposizione dal governo.

Ho un tumore, non posso curarmi

Questi dati – anche se in maniera meno drammatica -, sono noti da tempo. Certificati anche dal Censis e dall’Istat. Già lo scorso anno raccogliemmo la testimonianza di una donna che non poteva permettersi visite e medicinali per curarsi un tumore. La lista d’attesa per il servizio pubblico era troppo lunga. E non poteva pagare uno specialista privato. Ma storie simili sono tante. Come tanti quelli che si indebitano per affrontare una malattia. Nei report del Ministero dell’Interno si segnala una crescita dell’usura, legata proprio alla salute.

All’orizzonte altre crisi

E’ un tema complesso, non declinabile a colpi di slogan. Anche perché all’orizzonte ci sono altri periodi di crisi, legati non solo alla globalizzazione, ma all’evoluzione tecnologica, che entro quattro anni distruggerà un altro dieci per cento di posti di lavoro e ne modificherà radicalmente un altro 40 per cento. Non è il futuro, è oggi. Un tema che si dibatte da un decennio, ma che la politica italiana (tutta: dal passato al presente), non sembra in grado di contrastare in modo adeguato (in verità latita anche una qualsiasi seria discussione a riguardo, o anche uno straccio di disegno di legge).

Tanti italiani, soprattutto al sud, sono costretti a vivere alla giornata. Senza la possibilità di costruire un minimo di futuro. Una ferita lacerante al cuore stesso del Paese. Che assiste impotente alla rinuncia del 50 per cento della sua popolazione anche a curarsi.

Paesi amari, più morti che vivi. Li curiamo come i nostri malanni

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