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In pensione a 40 anni con il metodo FIRE

In pensione a 40 anni con il metodo FIRE: in cosa consiste, la regola del 4% ed esempi di calcolo.

di The Wam

Aprile 2022

Metodo FIRE – I tempi sono cambiati, la pensione e il posto fisso non sono più il sogno dei giovani italiani, che invece desiderano l’indipendenza finanziaria il prima possibile per potersi godere la vita senza lavorare (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il Metodo FIRE (Financial Indipendence, Retire Early/Indipendenza Finanziaria e Pensione Anticipata), nato negli Stati Uniti e diffuso a macchia d’olio in Europa e nei Paesi dove c’è più consapevolezza economica, si basa su un risparmio aggressivo in età giovane e una spesa frazionata e calcolata dopo i 40 anni e fino alla pensione.

Una sorta di pensione integrativa, calcolata alla buona, che non tiene conto di componenti economiche come l’inflazione o i costi di gestione.

In questo articolo vi spiegheremo cos’è la regola del 4%, perché il metodo FIRE è tanto famoso e come viene applicato dai giovani italiani.

In pensione a 40 anni con il metodo FIRE: in cosa consiste

I ragazzi vogliono lavorare di meno, anche a costo di vivere una vita più sobria. Almeno questo è quello che emerge dall’approccio applicato dai fautori del metodo FIRE.

Sempre più giovani infatti lavorano per mettere da parte i soldi e non spenderli, in vista di un futuro a breve termine dove si potrà vivere senza lavorare.

Secondo i calcoli si vivrà dei soldi risparmiati fino all’età pensionabile, dopo la quale poi si vivrà dell’assegno erogato dallo Stato.

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Metodo FIRE, la regola del 4%

L’età di riferimento per smettere di lavorare è generalmente 40 anni, che si alza a 42 per gli italiani. Il calcolo è fatto sottraendo 25 anni all’età pensionabile, attualmente fissata a 67 anni (tenendo conto della pensione minima).

La regola più diffusa per risparmiare è quella del 4%, ossia riuscire a mettere a parte 25 volte i soldi necessari per vivere un anno.

A onor del vero i calcoli del movimento FIRE sono fatti alla buona, senza tener conto dell’inflazione (scopri qui quanto ha inciso sugli importi delle pensioni di quest’anno), dei costi di gestione e degli imprevisti della vita.

Il primo passo dei ragazzi è quindi quello di stimare la spesa media annuale, moltiplicarla per 25 e stimare quindi di quanti soldi hanno bisogno per vivere senza lavorare e arrivare alla pensione.

Metodo FIRE, esempio di calcolo

Riportiamo l’esempio di un ragazzo di 25 anni, che chiameremo Luigi, con cui abbiamo discusso e che ha stimato la sua spesa media mensile a 800 euro.

La spesa annuale sarebbe di 9600 euro. Questi soldi vanno moltiplicati per 25, ottenendo 240000 euro.

Luigi sa quindi che dovrà ottenere 240000 euro entro i 42 anni, ha quindi 17 anni di tempo per farlo. Significa che dovrebbe mettere da parte 14117 euro l’anno, ossia 1176 euro al mese.

Metodo FIRE, critiche e varianti

Come c’è da aspettarsi, il mondo dell’economia ride dietro ai ragazzi che provano ad applicare questo approccio, per varie ragioni. La prima è che non tengono conto di questioni macro-economiche, del costo della vita che varia crescendo con l’età e degli imprevisti possibili.

Inoltre, per adeguarsi a questo metodo c’è bisogno di una somma di denaro consistente da mettere da parte ogni mese, sarebbe quindi un metodo solo per le persone benestanti.

Esistono però delle varianti del metodo FIRE, che si adeguano al costo della vita o tengono conto degli interessi composti, vincolando il denaro messo da parte, che con il tempo frutta grazie ai tassi di interesse studiati a tavolino.

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