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Mia al posto del Rdc: servirebbero domanda e nuova scheda?

Domanda per la Mia al posto del Rdc: sarà obbligatorio presentare domanda per ottenere la misura di inclusione attiva? Scopriamolo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Marzo 2023

Si dovrà fare domanda per la Mia al posto del Rdc? Sì, secondo le ultime indiscrezioni. Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Si dovrà fare domanda per la Mia al posto del Rdc?

A partire dal 1° settembre 2023 (manca ancora l’ufficialità) la Mia, la misura di inclusione attiva del governo Meloni, sostituirà il Reddito di cittadinanza: si potrà presentare domanda per il “vecchio sussidio” soltanto fino al 31 agosto 2023.

Ma occorrerà presentare una domanda per la Mia al posto del Rdc? Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da Palazzo Chigi, sarà obbligatorio inoltrare domanda per la Mia e la scheda dovrebbe essere diversa rispetto a quella utilizzata per la richiesta del Reddito di cittadinanza.

La procedura per ricevere l’Rdc attualmente prevede la compilazione di un modulo disponibile presso gli uffici postali, presentando domanda presso i CAF oppure accedendo al sito ufficiale del Reddito o al portale dell’INPS, autenticandosi con una delle credenziali personali (SPID, CIE o CNS).

Le modalità per la domanda per la Mia saranno probabilmente identiche, ma il sussidio verrà riconosciuto al richiedente soltanto dopo aver effettuato alcuni controlli incrociati sui requisiti di base.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Successivamente entreranno in gioco i Comuni e i Centri per l’Impiego. Nei prossimi mesi il Ministero del Lavoro dovrebbe realizzare una piattaforma nazionale online. Agli occupabili verrà chiesto di iscriversi per ricevere offerte di lavoro congrue.

Per offerta congrua ci si riferisce a contratti a tempo indeterminato o a contratti a tempo determinato non inferiore a 3 mesi, anche in somministrazione, entro 80 chilometri dal Comune di residenza. Il diritto alla Mia decade dopo il primo rifiuto, secondo quando descritto nella bozza con le linee guida del nuovo sussidio.

Ricordiamo ancora che, quanto descritto finora è soltanto un’ipotesi (piuttosto concreta). Per l’ufficialità si dovrà attendere il governo, probabili novità sono attese entro fine marzo 2023.

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Domanda per la Mia al posto del Rdc: cumulo con redditi da lavoro

Abbiamo visto che, con molta probabilità si dovrà fare domanda per la Mia al posto del Rdc, accedendo a un nuovo portale che il Ministero del Lavoro lancerà nei prossimi mesi.

Il governo Meloni punta fortemente a combattere il fenomeno del lavoro in nero. La nuova misura di inclusione attiva dovrebbe consentire al beneficiario di cumulare fino a 3000 euro l’anno di redditi da lavoro dipendente, intermittente o stagionale.

Se si dovesse superare la soglia minima prevista, l’erogazione della Mia verrebbe temporaneamente sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro e riattivata una volta terminata la collaborazione lavorativa.

Domanda per la Mia al posto del Rdc: a chi si rivolge la nuova misura?

Rispetto al Rdc, la Mia si rivolge a due distinte platee di beneficiari:

Nel primo gruppo di beneficiari sono incluse le famiglie con al loro interno almeno un soggetto fragile (disabile, anziano o minorenne), mentre nella seconda platea di beneficiari vengono inclusi i nuclei familiari senza disabili, anziani o minorenni, con all’interno almeno un soggetto idoneo al lavoro (occupabile) di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

A seconda della platea di beneficiari cambiano anche gli importi e la durata della prestazione:

Se si rifiuta un’offerta di lavoro congrua, la Mia potrà essere riattivata presentando una nuova domanda dopo aver atteso almeno 18 mesi dall’ultima erogazione.

Domanda per la Mia al posto del Rdc
Domanda per la Mia al posto del Rdc: in foto un uomo compila un modulo.

Domanda per la Mia al posto del Rdc: chi è più penalizzato?

Dopo aver visto se servirà la domanda per la Mia al posto del Rdc e le principali linee guida della nuova misura di inclusione attiva, vediamo chi ci guadagnerà e chi ci perderà con la Mia rispetto al Reddito di cittadinanza.

Ricordandovi ancora che si tratta soltanto di ipotesi e non di notizie ufficiali, la Mia dovrebbe ridurre di circa il 25% le entrate per i nuclei familiari dove sono presenti anziani, disabili o minorenni.

I tagli maggiori dovrebbero colpire i single: per le persone sole è prevista una perdita di 125 euro al mese (dai 500 euro del Rdc ai 375 euro della Mia). I minorenni non saranno più inclusi nella scala di equivalenza, ma per loro è prevista una quota fissa aggiuntiva di 50 euro al mese da sommarsi all’importo dell’Assegno Unico.

In questa tabella è possibile confrontare gli importi erogati con il Reddito di cittadinanza e quelli che potrebbero essere erogati con la Mia, in base alla composizione del nucleo familiare:

COMPOSIZIONE NUCLEO FAMILIAREIMPORTI RDCIMPORTI MIA
Importo base per 1 membro adulto (in assenza di anziani, disabili e minori)500 euro375 euro
Importo base per il primo membro adulto, da moltiplicarsi per la scala di equivalenza se in famiglia ci sono anziani, disabili o minori500 euro500 euro
Madre con due figli minori700 euro al mese600 euro al mese
Madre e padre con due figli minori900 euro al mese700 euro al mese
Madre e padre con due figli maggiorenni1.050 euro al mese787,5 euro al mese
Madre, padre due figli maggiorenni e un figlio minorenne1.050 euro al mese1.100 euro al mese
Domanda per la Mia al posto del Rdc: tabella che confronta gli importi del Reddito di cittadinanza e della Mia

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