Mia al posto del Rdc: l’Assegno Unico sarà pagato ancora?

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico? Scopri se l’Assegno per figli sarà ancora pagato con la nuova misura.

Chiara Del Monaco è una linguista e copywriter specializzata in welfare.
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8' di lettura

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico. Molti cittadini si stanno ponendo domande sulla Mia, la misura che probabilmente sostituirà il Reddito di cittadinanza. Tra i dubbi più frequenti c’è il rischio di perdere il diritto all’Assegno Unico. In questo approfondimento facciamo chiarezza (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Uno degli argomenti più discussi dai cittadini nelle ultime settimane è senza dubbio la Mia, la Misura d’inclusione attiva che potrebbe rimpiazzare il Reddito di cittadinanza da settembre 2023.

Per il momento, chiariamo che la prestazione non è ancora stata ufficializzata e tutte le informazioni diffuse in proposito sono da considerarsi provvisorie.

In questi giorni, un aspetto della Mia che sta facendo parlare molto riguarda l’integrazione dell‘Assegno Unico Universale. Qualcuno, infatti, teme che in presenza della nuova prestazione, l’Assegno non sarà più pagato.

Nei prossimi paragrafi cerchiamo di fare luce su questo dettaglio e ricordiamo anche come funziona l’Assegno Unico sul Reddito di cittadinanza.

Indice

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico: spetterà ancora?

Cosa succederà alle famiglie che percepiscono l’Assegno Unico su Rdc dopo l’abolizione del Reddito di cittadinanza? Come funzionerà la Mia al posto del Rdc e Assegno Unico?

Queste sono le principali preoccupazioni che ultimamente stanno coinvolgendo tantissime famiglie che al momento ricevono sia il Reddito di cittadinanza sia l’integrazione dell’Assegno Unico per figli a carico.

Prima di andare nel panico, è bene chiarire che l’Assegno Unico e Universale è stato già confermato ufficialmente nel 2023. Ciò vuol dire che a prescindere dalla Mia o dal Rdc, la legge prevede l’erogazione del contributo economico a tutti i cittadini che hanno figli fiscalmente a carico.

Detto questo, dalle informazioni trapelate finora, la Mia non dovrebbe essere incompatibile con l’Assegno, quindi si potranno ricevere entrambi i benefici. Ciò che ancora non è sicuro è la modalità di erogazione dell’Assegno Unico, cioè se sarà automatica o con domanda. Ricordiamo che con il Reddito di cittadinanza, la modalità di pagamento è automatica e segue le tempistiche del sussidio anti-povertà.

Leggi perché la Mia potrebbe penalizzare chi ha figli.

In ogni caso, qualunque sarà il funzionamento dell’Assegno Unico con la Mia, è necessario aspettare notizie ufficiali sulla conferma della Misura di inclusione attiva. Fino ad allora, si possono solo avanzare delle ipotesi.

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Mia al posto del Rdc e Assegno Unico: come funziona l’Assegno su Rdc

Mentre si attendono aggiornamenti sul futuro dei percettori del Reddito di cittadinanza e sul funzionamento della Mia, potrebbe essere utile ricordare come funziona l’Assegno Unico su Rdc.

Scopri le principali differenze tra Mia e Rdc.

Dunque, come anticipato nel paragrafo precedente, il contributo per figli a carico viene erogato ai percettori di Rdc in modo automatico sulla carta Rdc. Le tempistiche seguono le ricariche del Reddito di cittadinanza, quindi i pagamenti si effettuano dopo le ricariche di metà e fine mese.

Inoltre, l’importo mensile si riferisce sempre al mese precedente. Quindi, dopo la ricarica del Rdc di marzo, è atteso il pagamento dell’Assegno Unico su Rdc di febbraio.

Leggi le tabelle con tutti gli importi dell’assegno unico, controlla se ti stanno pagando tutte le maggiorazioni dell’assegno universale, vedi come funziona per chi è disoccupato e come cambiano le cifre dell’assegno unico con i figli con disabilità

Come per chi fa domanda, l’importo complessivo dell’Assegno Unico varia in base alla composizione del nucleo familiare, alla fascia ISEE di appartenenza e alla fruizioni di eventuali maggiorazioni sulla quota base. Tuttavia, per i nuclei percettori di Rdc la somma finale dell’Assegno Unico si calcola sottraendo dall’importo teorico spettante la quota minori Rdc, la quale è calcolata sulla base del numero di figli del nucleo familiare.

Per individuare il numero dei figli e la loro età, l’INPS si affida alla DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) che va presentata ogni anno insieme all’attestazione ISEE. Tuttavia, se le informazioni contenute nella DSU non sono sufficienti, è necessario compilare il modulo Rdc Com Au per ricevere l’importo a cuis i ha diritto.

Proprio in questi mesi, in effetti, l’INPS sta erogando gli importi giusti a coloro che nel 2022 hanno compilato il modello Rdc Com Au e hanno ricevuto meno soldi del dovuto.

Nel frattempo, scopri chi deve presentare la domanda dell’Assegno Unico nel 2023 e di quanto aumentano gli importi con le maggiorazioni. Leggi anche quanto costa non rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2023 e l’elenco delle novità dell’Assegno Unico 2023 in breve.

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico: in foto, una ragazza e tanti punti interrogativi.

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico: quanto spetterebbe?

Nel paragrafo precedente abbiamo visto come funziona il calcolo dell’importo dell’Assegno Unico per chi percepisce il Reddito di cittadinanza. Ma come funzionerebbe con la Mia al posto del Rdc e Assegno Unico?

Sulla base delle informazioni trapelate finora da alcuni esponenti del Ministero del Lavoro, l’importo della Mia per ogni nucleo familiare dovrebbe corrispondere a un massimo di 6.000 euro annui, da adeguare alla scala di equivalenza (anche se quest’ultima non è ancora stata bene definita). In particolare, l’importo aumenta del 40% per ogni membro del nucleo con più di 18 anni e che non riceve l’Assegno Unico, fino a un massimo del 220% in presenza di persone con disabilità grave o non autosufficienza.

Ecco una tabella con i possibili importi della Mia al posto del Rdc.

Ciò che si differenzia molto rispetto al Rdc è che i figli minori non sono conteggiati nella scala di equivalenza, proprio perché già hanno diritto all’Assegno Universale. In particolare, per questi componenti della famiglia la Mia prevede una somma forfettaria di 50 euro al mese.

In merito alla quota affitto con Mia al posto del Rdc ancora non è chiaro se sarà prevista oppure no.

Inoltre, rispetto all’importo mensile da erogare ai beneficiari, bisogna specificare che ci sarà una differenza importante tra i nuclei familiari occupabili e quelli non occupabili.

Nello specifico, le famiglie non occupabili, in cui sono presenti membri con disabilità, minori a carico o over 60, sarà riconosciuto l‘importo totale previsto, quindi un massimo di 500 euro da adeguare alla scala di equivalenza.

Scopri cosa succede con la Mia per chi ha 60 anni.

Invece, le famiglie occupabili, considerate in condizioni di lavorare, riceveranno un importo ridotto del 25% della misura. In questo modo, la somma massima da adeguare alla scala di equivalenza è pari a 375 euro mensili.

Ecco gli esclusi dalla Mia dopo il Rdc.

Mia al posto del Rdc e Assegno Unico: chi riceverà la Mia?

Ora che abbiamo chiarito che l’Assegno Unico è stato confermato e chi ha figli a carico lo riceverà a prescindere dalla Mia, ricordiamo brevemente chi dovrebbe ricevere il nuovo contributo anti-povertà.

Dunque, se la misura sarà confermata nelle condizioni diffuse fino a questo momento, potranno farne richiesta:

  • i nuclei familiari che hanno un reddito ISEE non superiore a 7.200 euro annui (contro i 9.360 euro del Rdc);
  • i cittadini italiani, europei o extra-UE con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • i cittadini residenti in Italia da almeno 5 anni (contro i 10 anni richiesti dal Rdc);
  • chi ha un reddito familiare non superiore a 6.000 euro, da moltiplicare per la scala di equivalenza (cioè il parametro legato alla numerosità dei componenti del nucleo familiare);
  • chi ha un patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non deve superare i 30.000 euro e quello relativo alla casa di abitazione non deve superare i 150.000 euro ai fini IMU;
  • chi ha un valore del patrimonio mobiliare, come definito a fini ISEE, non superiore a 6.000 euro, che aumenta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementabile di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo.

Inoltre, le famiglie non occupabili percepiranno la Mia per 18 mesi dopo la prima domanda e per 12 mesi dalla seconda domanda in poi. Invece, i nuclei familiari occupabili avranno diritto al contributo per 12 mesi dopo la prima domanda e per 6 mesi dopo la seconda domanda. Prima di presentare la domanda per la terza volta, se sarà possibile, dovranno aspettare almeno un anno e mezzo (18 mesi). Leggi come potrebbe funzionare il rinnovo della Mia dopo il Rdc.

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