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Mia per persone sole: cosa succede dopo l’Rdc

Come funzionerà la Mia per persone sole? In questo articolo facciamo alcune ipotesi su importi e durata.

di Chiara Del Monaco

Marzo 2023

Continuano ad arrivare nuovi dettagli sulla Misura di inclusione attiva che dovrebbe sostituire il Reddito di cittadinanza. In questo approfondimento, cerchiamo di capire come funzionerà la Mia per persone sole e se saranno penalizzate rispetto ai nuclei numerosi (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La Mia è la misura che potrebbe sostituire ufficialmente il Reddito di cittadinanza dopo la sua abolizione alla fine del 2023. Sono in molti i cittadini che si domanda come funzionerà e quali saranno le differenze principali rispetto al Rdc.

Tra gli attuali beneficiari, c’è chi si chiede cosa succederà con la Mia per persone single dopo il Reddito di cittadinanza. Nei prossimi paragrafi cerchiamo di ipotizzare la risposta.

Indice

Mia per persone sole: quanto spetta?

Premesso che la Misura di inclusione attiva, o Mia, è solo un’ipotesi avanzata dal Ministero del Lavoro per sostituire il Reddito di cittadinanza una volta per tutte, è normale che gli attuali percettori del sussidio si stiano ponendo diverse domande su questo nuovo contributo economico.

Per esempio, uno dei quesiti più recenti riguarda la Mia per persone sole: come funzionerà per i single? Ci saranno differenze con il Reddito di cittadinanza?

Anche se non è possibile definire fin da ora gli importi precisi che potrebbero spettare ai beneficiari della Mia, possiamo farci un’idea di cosa dovrebbero aspettarsi le persone sole.

Innanzitutto, chiariamo che anche i single sono potranno percepire la Mia: come per il Reddito di cittadinanza, il sussidio è rivolto a tutti i nuclei familiari, anche quelli composti da una sola persona.

Detto ciò, la differenza potrebbe riguardare gli importi. In particolare, secondo le indiscrezioni, il Ministero vorrebbe evitare lo stesso errore commesso con il Rdc, che a gennaio era percepito per il 46% da nuclei con un solo componente. Come evitarlo?

L’idea è di concedere a questi nuclei monocomponente solo l’importo decurtato, a meno che non rientrino nelle categorie “fragili”, ossia persone con disabilità o over 60. In questo modo, l’importo massimo erogabile della Mia per le persone sole sarebbe pari a un massimo di 4.500 euro all’anno, quindi 375 euro al mese. Dall’altro lato, le famiglie con disabili o persone anziane avranno diritto a un massimo di 6.000 euro all’anno, quindi 500 euro al mese.

Inoltre, è possibile che i nuclei single subiscano anche la decurtazione della quota affitto, se sarà prevista come lo era nel Reddito di cittadinanza, e il sussidio potrebbe avere una durata inferiore rispetto ad altri nuclei familiari.

In linea generale il calcolo dell’importo dovrebbe comunque basarsi sulla scala di equivalenza, che corrisponde a un massimo di 2,1 per nucleo familiare, che sale a 2,2 in presenza di componenti con disabilità.

Ecco un’analisi approfondita del Mia per l’Rdc.

Mia per persone sole: le dichiarazioni della Ministra Calderone

Sono di pochi giorni fa le ultime dichiarazioni della Ministra al Lavoro Marina Calderone, che in un’intervista a Repubblica ha rilasciato alcune informazioni interessanti sul possibile sviluppo della Misura.

Ciò che emerge dalle sue parole riguarda un eventuale cambio di scenario proprio della Mia per persone sole. Secondo la Ministra, infatti, si dovrebbe procedere con un taglio netto soprattutto ai single che hanno la possibilità di lavorare.

Considerano i 12 articoli della bozza di riforma ormai superati, la Ministra dichiara: “Così andiamo a correggere una delle storture del Reddito, segnalate anche dalla Commissione Saraceno: uno strumento che dava troppo al singolo e troppo poco ai nuclei con figli. Secondo questa logica, l’aiuto per l’affitto andrà a chi ne ha davvero bisogno, come le famiglie con figli e gli over 60. La pensione di cittadinanza sarà inglobata nella nuova misura“.

La Ministra aggiunge anche che la platea di nuclei monocomponente va messa subito in condizione di attivarsi per trovare lavoro e potrà farlo attraverso il Patto di attivazione digitale, una delle novità della Mia.

Dunque, come si può notare dalle parole della Ministra, non è ben chiaro quale sarà il futuro della Mia per persone sole: è possibile che il sussidio verrà del tutto precluso?

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Mia per persone sole: quanto dura

Un altro dettaglio di cui si è parlato molto negli ultimi giorni in merito alla Mia per l’Rdc è la durata. Sembrerebbe, infatti, che il Governo sia fermo sull’idea di ridurre la durata del contributo anti-povertà per tutti i cittadini.

In effetti, non è difficile da credere, dal momento che il Reddito di cittadinanza ha già subito una stretta nel 2023, passando da 18 mesi a 12 mesi per famiglie non occupabili e 7 mesi per beneficiari occupabili.

Con la Mia si vorrebbe fare lo stesso ragionamento, basato cioè sui nuclei familiari coinvolto e sulle loro possibilità. Nello specifico, il Ministero del Lavoro prevede che la Mia abbia una durata di 18 mesi solo dopo la prima richiesta e solo per i nuclei famigliari con persone inoccupabili, quindi disabili, adulti con più di 60 anni e minori a carico. Una volta terminati i 18 mesi, bisogna aspettare un mese prima di chiedere nuovamente il sussidio: da quel momento, se ne avrà diritto solo per 12 mesi con le successive domande.

La situazione cambia, invece, per i nuclei familiari con persone occupabili. In questo caso, alla prima domanda la Mia spetterebbe per 12 mesi, dopodiché sarebbe erogata solo per 6 mesi dopo la seconda domanda. Poi, prima di chiedere per una terza volta la misura, sarà obbligatorio attendere un anno e mezzo. In questo modo, si vuole incentivare i cittadini che possono lavorare a cercare lavoro.

Scopri cosa succede con il rinnovo della Mia per l’Rdc.

Mia per persone sole: in foto, una ragazza su una panchina che ascolta musica.

Mia per persone sole: a chi spetta

Nel paragrafo precedente abbiamo visto come potrebbe funzionare la durata della Mia, la Misura di inclusione attiva che forse sostituirà il Reddito di cittadinanza a partire dalla fine del 2023. Ma chi sono i potenziali beneficiari di questo nuovo sussidio?

Dunque, in base al testo di bozza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Mia seguirà l’opposizione occupabili/non occupabili introdotta già con il Reddito di cittadinanza dalla legge di bilancio 2023.

In particolare, i destinatari della Mia si dividerebbero in questo modo:

In base a questa suddivisione, l’importo massimo per la seconda categoria sarebbe di 500 euro, mentre alla prima categoria spetterebbe una somma massima di 375 euro al mese.

Oltre alla composizione familiare, un altro elemento che influisce sulla fruizione della Mia è il reddito complessivo ISEE. Il tetto massimo, infatti, si riduce a 7.200 euro all’anno, contro i 9.360 euro annui previsti dal Reddito di cittadinanza.

Se da un lato il nuovo tetto ISEE farebbe diminuire la platea di beneficiari, le novità sui requisiti di residenza potrebbero invece ampliarla. In particolare, dopo l’intervento dell’Unione europea per i 10 anni di residenza richiesti dal Rdc, la Mia dovrebbe richiedere solo 5 anni di residenza in Italia per i suoi beneficiari.

Infine, come per il Rdc, avranno diritto alla Mia tutti i cittadini italiani, europei o extra-comunitari con permesso di soggiorno valido e di lungo periodo.

Per il momento, queste sono tutte le informazioni principali trapelate dalle fonti affidabili in merito all’introduzione della Mia per l’Rdc. Ovviamente, sarà nostra premura tenere aggiornate i lettori quando ci saranno nuovi aggiornamenti e dettagli più precisi.

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