Quando Michael Jordan con Trieste distrusse il canestro contro Caserta. Le scarpe che lanciarono una moda

Nel 1985, Michael Jordan disputò in Italia una gara amichevole tra Trieste e Caserta. MJ23 distrusse un canestro e lanciò, da quell'episodio, una moda di scarpe

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In queste settimane, anche i meno appassionati di basket, stanno riscoprendo Michal Jordan grazie alla serie di Netflix “The Last Dance” che sta ripercorrendo la carriera i Air, con aneddoti, momenti chiave e cruciali probabilmente del cestista più forte in assoluto della storia del basket e della NBA. Ma sapevate che Michael Jordan, nell’estate del 1985 tenne una esibizione in Italia, con la maglia della Pallacanestro Trieste contro la Juve Caserta? E che esibizione. Quella sera, MJ23, in un Palasport di Trieste stracolmo, ruppe, con una schiacciata, il tabellone del canestro, provocando anche diversi danni fisici ad altri cestisti.

Ma procediamo con ordine. Era domenica 25 agosto 1985. La Nike, nota marca sportiva americana che all’epoca non era ai livelli assoluti di ora ma si stava ampliando dagli USA anche in Europa, aveva organizzato un tour europeo per promuovere il proprio marchio, grazie all’astro nascente della NBA, Michael Jordan che ne sarà da sempre testimonial fino ai giorni nostri. Jordan non era ancora il mostro sacro del basket mondiale, ma un talento, un astro nascente il cui nome era però già conosciuto. Aveva vinto il titolo olimpico con gli Usa nel 1984, dopo aver concluso la sua avventura a North Carolina e da pochi mesi era entrato nella NBA, dall’ottobre 1984, scelto dai Chicago Bulls, e nelle more di una squadra che non era ancora lo squadrone stellare che da lì a pochi anni, grazie a MJ, avrebbe scritto la storia del basket. Nel primo anno da rookie, però, Jordan aveva già impressionato.

Tornando a quel 25 agosto in Italia, Jordan doveva giocare in una gara amichevole tra la Stefanel Trieste e la Juve Caserta, compagini di Serie A1 del basket italiano.

La squadra giuliana era allenata da Santi Puglisi, alla prima esperienza da head coach in serie A, quella campana da Boscia Tanjevic, ovvero colui che giusto un anno dopo sarebbe approdato proprio sulla panchina della formazione triestina. Originariamente l’accordo era che MJ avrebbe disputato un tempo con Trieste e uno con Caserta. Invece alla fine, Air, scelse di giocare tutto l’incontro con la maglia Stefanel anche se per motivi promozionali indossò lo stesso, all’intervallo per una intervista, la maglia bianconera di Caserta.

Jordan ovviamente aveva il numero 23 e sponsorizzava con fierezza le Nike, sia come completino di gioco che come scarpe. La partita finì 113-112 per Trieste, Jordan segnò 30 punti e il pubblico triestino ebbe una certezza quella sera, quel ragazzo con il numero 23 era un alieno, ed aveva ragione.

Michael poi vincerà tutto, con i Chicago Bulls e con il Dream Team, rivelandosi il miglior giocatore di basket di tutti i tempi. Solo una cosa non gli riuscirà più: spaccare il canestro.

Michael Jordan, la schiacciata che distrusse il tabellone del Pala Trieste

L’immagine chiave di quella partita però, che resterà nella memoria dei presenti, fu una schiacciata del 23, che distrusse il tabellone di uno dei canestri dell’impianto. La cosa fu talmente straordinaria perchè a chi c’era, quella sera, sembrò di vedere un extraterrestre, un pò come quelli che nel film Space Jam combatterono proprio contro Jordan.

Jordan fu autore di un balzo fenomenale, mai visto fino ad allora in Italia, concluso da una schiacciata «Tomahawk» con cui il giovane asso mandò in frantumi il tabellone: sarebbe stato l’unico fracassato da Michael nella sua carriera e questo accadde anche perché all’epoca la Legabasket, pur avendo fatto adottare ai club il cerchio sganciabile, non aveva ritenuto di introdurre vetri più solidi o infrangibili come era invece per la NBA, abituata ormai da anni a super atleti capaci di gesti del genere.

La gara ovviamente fu interrotta per alcuni minuti. La miriade di cocci travolse Pietro Generali e soprattutto l’uruguaiano Tato Lopez, che riportò la lacerazione dei tendini di una mano. Jordan non si fece nulla e fu un miracolo. Lo fu anche per l’assicurazione che aveva accettato di tutelarlo nel viaggio italiano: copertura da 15 miliardi delle vecchie lire. nel caso di un suo infortunio sarebbero stati grossi dolori. Dopo diversi minuti di stop, il tabellone fu sostituito e la gara riprese. A fine gara, in alcune interviste, il giovane Michael, che all’epoca aveva 20 anni, disse certo: “Diventerò il migliore della storia”... sappiamo tutti come è andata a finire.

Qui il video della schiacciata che abbiamo recuperato da Youtube, dal canale di un giornalista spagnolo che scrive, era presente quella sera a Trieste.

Jordan, le scarpe in onore di quel vetro

L’evento del vetro fracassato è rimasto nella storia della carriera di Michael Jordan, essendo l’unico distrutto dalla leggenda. In onore dell’episodio e della schiacciata, Jordan e la Nike realizzarono in autunno un’edizione limitata della celeberrima Air Jordan 1 chiamata «Shattered backboard». Colori: il bianco, il nero e l’arancione della Stefanel Trieste con la chicca della tomaia in pelle verniciata e «stropicciata» che dovrebbe richiamare i vetri del tabellone spaccato. Un’edizione che ancora oggi tanti collezionisti cercano anche a suon di migliaia di euro.

Infine sempre su Youtube, gli highlights di tutta la partita di Jordan con la maglia della Pallacanestro Trieste.

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