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Micro-tasse addio: cosa non si pagherà più

Micro-tasse addio: cosa non si pagherà più nei prossimi mesi dopo la decisione del governo.

di The Wam

Maggio 2023

Micro-tasse addio: cosa non si pagherà più o meglio, quali sono le imposte che il governo ha deciso di eliminare. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Nell’elenco delle imposte che dovrebbero sparire c’è il Superbollo, la tassa sugli intrattenimenti, la tassa di laurea e quella imposta per gli esami universitari e gli interventi sul lavoro.

Scriviamo dovrebbero, perché non è la prima volta che un esecutivo affronta la questione con l’intenzione di sforbiciare questi piccoli tributi.

Potrebbe interessarti un’altra proposta avanzata dal governo: niente tasse a chi fa figli; sulla stessa linea l’ipotesi di ridurre la pressione fiscale per le famiglie numerose; nella riforma fiscale si parla di ridurre oltre alle tasse anche gli aiuti: chi può beneficiarne?

Micro-tasse addio: Superbollo

Tra le imposte che hanno una chance più alta di essere cancellate c’è il Superbollo. Ovvero quel contributo che viene versato da chi possiede auto con una potenza superiore a 185 Kw. Si pagano cioè 20 euro in più (rispetto al normale bollo) per ogni Kw che supera la soglia dei 185.

L’annullamento di questa imposta potrebbe essere inserito in un emendamento, ma non si esclude un provvedimento ad hoc, dove saranno incluse tutte le micro tasse che saranno destinate a scomparire.

Per chi ha determinate auto lo sconto è piuttosto consistente. Infatti chi possiede un’automobile con potenza pari a 250 kW, l’esborso si ridurrebbe di quasi 1.300 euro.

La tassa sulle supercar era stata introdotta dal governo di Mario Monti. Erano i tempi dell’austerity, con l’Italia a un passo dal collasso economico. Tempi che hanno portato a scelte molto dure sulle pensioni (la Legge Fornero), sul pubblico impiego (stop agli aumenti e al turn over), sulla casa (l’IMU).

E tra queste tasse vennero introdotte quelle che volevano colpire in particolare le persone più benestanti, e quindi le imposte sulle supercar (Superbollo) e sugli yacht.

La prima è ancora in vigore. La seconda si è rivelata un fallimento: avrebbe dovuto portare un gettito di 200 milioni l’anno. Il risultato è stato invece completamente diverso: pochi spiccioli nelle casse dello Stato, i ricchi avevano spostato le imbarcazioni fuori dall’Italia (e infatti l’imposta è stata abrogata dopo poco).

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Micro-tasse addio: laurea

Il governo ha deciso di inserire tra le tasse da sopprimere anche quella sulla laurea. Si tratta dell’imposta che viene richiesta sia il giorno dell’immatricolazione, sia per l’iscrizione di tutti gli anni successivi.

Questa tassa ha una minima incidenza sui conti pubblici, vale solo un milione di euro l’anno.

Un po’ più consistente (44 milioni) il costo per l’eliminazione di altri imposte che sono nel mirino, come quelle che vengono versate dai contribuenti per:

Micro-tasse addio: flipper e biliardino

La cancellazione dell’imposta riguarda anche gli apparecchi di intrattenimento che non prevedono vincite di denaro. Per intenderci:

In questo caso la somma complessiva alla quale rinuncerebbe lo Stato è più consistente, circa 152 milioni.

Gli “apparecchi di intrattenimento” che corrispondono a questa tipologia sono in Italia poco meno di 100.000. La base imponibile per questi “strumenti di gioco” è di 510 euro, con un’aliquota fissa all’8 per cento.

Micro-tasse addio: tredicesima

Saranno ridotte anche le imposte sulla tredicesima. Verrebbe assimilata a un reddito aggiuntivo, con una tassazione simile a quella della flat tax, ovvero il 15 per cento.

Del resto, questa è l’intenzione del governo, dal 2024 dovrebbe essere applicata la delega fiscale che prevede la flat tax incrementale per i dipendenti. Ovvero una tassazione ridotta (15 per cento) sui redditi aggiuntivi, quelli che hanno consentito di superare i guadagni dichiarati l’anno precedente.

Micro-tasse addio: i conti

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha dichiarato che l’abolizione di 11 micro-tasse comporterebbe questa perdita di gettito fiscale:

Una perdita di introiti davvero irrilevante rispetto al bilancio dello Stato, ma che avrebbe due indubbi vantaggi:

Oltretutto rintracciare questa mini evasione fiscale prevede l’impegno di soldi e risorse umane che costano molto più di quello che si riesce a recuperare.

La legge delega per arrivare alla cancellazione delle micro-tasse è già in discussione alla Camera, potrebbe essere approvata prima dell’estate e partire quindi tutta la fase attuativa.

Sfrondare di balzelli inutili significa anche semplificare e di molto il sistema fiscale. Vedremo nei prossimi mesi: l’intenzione, come accennato, era stata manifestata anche da altri esecutivi e mai portata a termine. Questa volta potrebbe funzionare, anche perché coincide con la riforma fiscale che dovrebbe essere pronta (almeno in parte) già a partire dal gennaio del prossimo anno (è quasi certa la riduzione delle aliquote Irpef, che saranno ridotte a tre dalle attuali quattro).

Micro-tasse addio: cosa non si pagherà più
Micro-tasse addio: cosa non si pagherà più

Micro-tasse addio: l’elenco

Questo è l’elenco delle micro-tasse che potrebbero sparire:

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