Sorrisi & Sapori. Bistè quel posto dove la brace è un’arte

Continua il viaggio del nostro Eugenio Corsi tra i migliori ristoranti della provincia. Questa volta siamo stati a Torrette di Mercogliano.

4' di lettura

Per chi ancora non lo sapesse ma soprattutto per tutti i cultori della carne e non solo a Torrette di Mercogliano in via Matilde Serao ha da poco visto la luce Bistè un ristorante il cui nome è già in sé tutto un programma. Mi accoglie con una grandissima disponibilità e simpatia il giovanissimo proprietario Anthony.

Hai ragione sono giovanissimo, alla mia età i ragazzi preferiscono trascorrere il tempo con gli amici o passare il tempo incollati al cellulare. Io invece, ho iniziato a lavorare molto presto, dando una mano alla mia famiglia che da sempre opera nel mondo delle carni di qualità a livello regionale e nazionale. Circa una decina d’anni fa, ho cominciato a muovere i primi passi nel settore della ristorazione. Ho dapprima fatto esperienza in alcuni ristoranti di mio zio, poi successivamente, insieme ad un amico ho dato vita alla mia prima attività ed oggi ho deciso di cimentarmi totalmente da solo in questa nuova avventura. Posso sinceramente affermare di aver fatto una buona gavetta. Quello che spesso noto è che in questo delicatissimo settore molte volte le persone si cimentano senza avere acquisito nemmeno un minimo di bagaglio ed ovviamente dopo un po’ si vedono costrette a chiudere i battenti. La carne richiede una grande esperienza, anzi come recita un proverbio molte volte “la carne si butta” ed io aggiungerei che in troppi “si buttano nella carne” senza nemmeno sapere di cosa si tratti. Penso che per fare questo mestiere si debba trasmettere innanzitutto informazione ai clienti e soprattutto emozione e l’emozione si sa, non va mai a braccetto con l’improvvisazione.

Non solo carne però.

Assolutamente. Qui si inizia indiscutibilmente dagli antipasti ed in questo senso l’Irpinia tra formaggi e salumi offre delle prelibatezze eccezionali. Anche per questa ragione, preferisco sponsorizzare i prodotti tipici locali piuttosto che arricchire le aziende del nord. Certi crudi di Ciarcia per esempio non hanno nulla da invidiare al tanto blasonato San Daniele, così come il culatello. Oltre a lui, mi fornisco presso altre piccole aziende che sono in grado di produrre ottimi capicolli e soppressate. Ed ovviamente non trascuro i formaggi a partire dai caciocavalli stagionati fino al supremo Carmasciano. Poi, ogni volta che trovo una chicca, mi viene spontaneo proporla alla clientela.

Veniamo ai primi piatti.

La nostra è una cucina stagionale e nel nostro menù non debbono mai mancare la genovese ed il ragù napoletano. Per la pasta mi affido principalmente all’azienda Graziano di Manocalzati. Trafilata al bronzo richiede lunghi tempi di cottura. Non manca ovviamente la pasta a mano dai ravioli alle tagliatelle fino ai fusilli e i cicatelli.

E veniamo alle famigerate carni.

Si parte da una scottone podolica italiana alla Shashi beef finlandese dove il termine Sashi è sinonimo di grande marezzatura. Le vacche finlandesi provengono unicamente dall’ Unione Europea, sono alimentate principalmente ad erba, quelle selezionate per Sashi sono principalmente Frisona ed Ayrshire. Poi ancora Picanha statunitense, Black Angus americano ed australiano. Ma la vera chicca è la Rubia spagnola, meglio conosciuta come “vacca vecchia”, un bovino che arriva ad essere macellato tra i 12 ed i 14 anni di età. La Rubia (che significa “bionda”, per il colore del suo manto) è una bestia massiccia, che pesa mediamente tra i 450 e i 500 kg. È una carne per palati esigenti, che cercano sensazioni uniche e speciali. Raramente, in quanto è davvero difficile da trovare propongo anche la carne di toro e posso assicurare che anche quella è uno spettacolo.

Ti manca solo il Kobe insomma.

Volendo si può avere anche quello. Il manzo di Kobe è una carne prodotta rigorosamente in Giappone da bovini di razza Tajima, manzi selezionatissimi e fatti crescere in ambienti dove lo stress non esiste. Per farvi capire di cosa parliamo usciamo un attimo dal contesto gastronomico e azzardiamo paragoni: parliamo della Ferrari, o dei Rolex, delle bistecche. Un prodotto di altissimo livello e che come tale va degustato sapendo di approcciarsi ad una esperienza unica. L’unico problema resta il prezzo che si aggira sui duemila euro al chilo. Francamente penso che con molto meno si possa degustare dell’ottima carne bovina australiana che segue la stessa dieta del suo parente giapponese e non ha nulla da invidiargli. Prima del famigerato Kobe in ogni caso consiglierei una degustazione dei nostri prodotti.

E sulla carne cosa ci beviamo?

Ovviamente il vino, a partire dagli ottimi rossi irpini. Oltre ad una bella selezione da tutta Italia. Si tratta ovviamente di prodotti ben strutturati e corposi che ovviamente si sposano alla grande con le carni.

E i dolci?

Sono rigorosamente fatti in casa, dalla caprese alle crostate, dai bignè con la crema alla panna cotta. Il mio come avrai potuto notare non è un locale di massa. Preferisco lavorare poco e soddisfare al massimo la clientela.

Fascia di prezzo?

Bisogna calcolare un trenta euro a persona. Poi ovviamente questo può salire anche in base al vino o ai superalcolici.

Ecco parliamo di questi ultimi.

Che dire, ho una bella selezione tra ruhm, whiskey e cognac. Ma anche passiti e grappe irpine. Il locale tra l’altro si propone anche come wine-bar ragion per cui nella saletta fumatori oltre alla degustazione di un superaloclico accompagnato da un ottimo cioccolato è concesso anche il poter fumarsi un buon sigaro.

Le ultime info.

Siamo chiusi il mercoledi. Per prenotazioni basta chiamare il 391 342 6554

Grazie Anthony.

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