Montoro Bene Comune: da noi il centrosinistra è morto

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Riceviamo e pubblichiamo

Il centro-sinistra a Montoro è defunto, affossato, paradossalmente, da chi doveva e poteva farne un laboratorio per l’intera Provincia. Lo abbiamo denunciato in tempi non sospetti, pochi mesi dopo l’insediamento della giunta Bianchino. Siamo stati quasi derisi quando abbiamo posto il problema di un coordinamento politico, di un luogo di confronto sui principali temi dell’agenda politica comunale, ambiente, lavoro, servizi, legalità.

Bianchino e i riti inutili

“Riti inutili” li definì il Sindaco, in spregio ad ogni logica di pluralismo e dialettica democratica. Siamo stati propositivi su tante vicende, dalla redazione dello Statuto comunale, alla sicurezza, alle soluzioni proposte per uscire dalla grave crisi ambientale esplosa nel 2014 con l’inquinamento da PCE, soluzioni poi rivelatesi giuste.

Abbiamo raccolto centinaia di firme per lo screening sullo stato di salute dei cittadini e il registro tumori. Chiesto spiegazioni su scelte strategiche quali l’insediamento , imposto di soppiatto, di un impianto industriale invasivo quale una mega-cartiera. Abbiamo chiesto conto del persistere di situazioni di conflitto di interesse di esponenti comunali , dell’uso disinvolto dell’assegnazione di appalti sotto la soglia di evidenza pubblica, delle varianti in corso d’opera che si sono rimangiati i risparmi conseguiti in sede di assegnazione al ribasso. Tutto questo senza alcun tornaconto politico o personale.

Perse due liste a sostegno

Nel frattempo il nostro unico rappresentante in consiglio aveva scelto il ruolo del commensale manzoniano muto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il sindaco uscente si autoproclama esclusivo successore di se stesso, dopo aver rifiutato anche dal suo stesso partito ogni ipotesi di progetto politico che potesse intaccare la sua leadership e il suo circolo ristretto di potere, perde le altre due compagini che lo avevano appoggiato nella precedente tornata, e si presenta con una sola lista, ancor più vincolata alla congrega dei tecnici, che ha unito Montoro ben prima del referendum del 2013.

Montoro, un nuovo patto sociale

Occorre ripartire da zero, ricostruire una comunità politica che non può prescindere dalla conoscenza, dal confronto leale, dall’impegno disinteressato dei giovani e delle formazioni sociali, dall’analisi dei conflitti che non possono essere rimossi, ma riconosciuti e risolti nell’ottica della tutela dei più deboli. Montoro Bene Comune non vuole essere una compagine di bandiera, bensì una testimonianza di impegno e passione civile a disposizione del popolo montorese. Gli uomini, le donne ed i giovani di Montoro Bene Comune sono e saranno sempre disponibili ad un percorso di partecipazione civile con la comunità locale, al dialogo con le forze democratiche e progressiste che intendano condividere non solo le scadenze elettorali, ma un patto sociale fondato su valori etici di persone che già dispiegano il loro impegno quotidiano nella scuola, nelle fabbriche, nelle associazioni e nei corpi sociali in cui si esprime il meglio di una comunità che vuole costruire e non delegare il proprio futuro: se riusciremo avremo fatto opera meritevole per noi e per chi verrà dopo di noi.

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