Morte improvvisa nei giorni del vaccino: si può prevenire?

In Italia si verificano ogni anno 70mila casi di morte improvvisa che oggi possono confondersi con eventuali effetti collaterali del vaccino. Da cosa sono provocate? La sindrome di Brugada è responsabile di almeno 5 morti ogni 10mila abitanti. Può manifestarsi con un solo sintomo in persone asintomatiche: il decesso del paziente. Si può prevenire?

Morte improvvisa nei giorni del vaccino: si può prevenire?
In Italia si verificano ogni anno 70mila casi di morte improvvisa che oggi possono confondersi con eventuali effetti collaterali del vaccino, da cosa sono provocate?
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In Italia si verificano ogni anno 70mila morti improvvise, causate da imprevedibili arresti cardiaci, da infarti, dalla sindrome di Brugada o da patologie non diagnosticate. Numeri che letti così destano una inevitabile impressione e sono estremamente attuali proprio in questi mesi, con la campagna vaccinale contro il coronavirus in corso. Il motivo? Se verrà vaccinata, come si suppone, quasi tutta la popolazione italiana come sarà possibile non attribuire una delle 70mila morti improvvise a un eventuale effetto collaterale del vaccino?

Ma anche: è possibile cogliere dei segnali prima che arrivi la morte improvvisa? È possibile una prevenzione? E in particolare, la sindrome di Brugada (5 casi ogni 10mila abitanti), la responsabile di molti e inspiegabili casi di morte improvvisa, può essere diagnosticata o affrontata in tempo, e cioè prima che si manifesti?

Cos’è la sindrome di Brugada?

La sindrome di Brugada è una patologia che può avere una origine genetica. Causa manifestazioni diverse, da vertigini intense a svenimenti, fino alla morte improvvisa. Anzi, in alcuni casi la morte improvvisa è l’unica manifestazione di questa malattia.

E infatti la maggior parte delle persone neppure sa di avere la sindrome fino a quando non si verifica l’arresto cardiaco. Ma del resto, anche molti casi di sindrome di Brugada non vengono diagnosticati in modo corretto. Una morte improvvisa viene spesso elencata come “causa naturale” o “infarto”. In realtà per capirlo sarebbe necessaria un autopsia, esame che non viene eseguito per le morti classificate come “cause naturali”.

La sindrome da morte improvvisa è più comune tra i giovani e gli adulti di mezza età. Può verificarsi anche nei neonati, ma in quel caso rientra nella sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids).

La sindrome è legata alla disfunzione del gene SCNSA, localizzato nel cromosoma 3. In genere viene diagnostica in età adulta, a volte nell’adolescenza. Studi recenti hanno dimostrato che oltre alle alterazioni genetiche la patologia si può sviluppare anche per una infiammazione del cuore.

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A volte è possibile sapere se si è a rischio, in questo caso è possibile trattare la causa alla base della sindrome.

Le persone a rischio

Le persone con sindrome di Brugada sono generalmente in buona salute prima di manifestare un malore al cuore o morire. La patologia non si manifesta con dei segni visibili, non avvisa. Ma ci sono alcuni fattori di rischio che aumentano le possibilità di subire le conseguenze della sindrome.

Un punto di partenza è l’ereditarietà: se un parente di primo grado (fratelli, genitori o figli), ha la sindrome c’è un 20% di possibilità che un familiare abbia lo stesso gene alterato.

Ma non è così semplice, non tutti quelli che hanno la sindrome da morte improvvisa hanno quel gene, solo un 15/30%.

In genere i fattori di rischio sono questi:

Sesso: i maschi hanno più probabilità delle femmine di avere la sindrome di Brugada, con una incidenza da 8 a 10 volte superiore.

Luogo: in genere è più diffusa nell’Estremo Oriente, ma come abbiamo visto è una sindrome diffusa anche in Italia.

Ci sono poi delle condizioni mediche che possono predisporre alla morte improvvisa.

Disordine bipolare. Chi ha il disturbo bipolare assume il litio, un farmaco che può scatenare la sindrome di Brugada.

Cardiopatia. Le patologie coronariche sono quelle più collegate alla sindrome della morte improvvisa. Un decesso su due causati da malattie coronariche sono improvvisi. E il primo segno della patologia è l’arresto cardiaco.

Epilessia. Ogni anno una persona su 1000 affetta da epilessia nuore in modo improvviso.

Aritmia. L’aritmia è il battito irregolare del cuore, può essere troppo veloce, troppo lento o irregolare. I sintomi sono svenimenti o vertigini, ma anche la morte improvvisa.

Cardiomiopatia ipertrofica. Questa patologia causa l’ispessimento delle pareti del cuore. Può causare l’aritmia.

È chiaro che chi ha questi fattori di rischio potrebbe non sviluppare mai la sindrome di Brugada.

Ci sono comunque anche alcuni farmaci che possono scatenare i sintomi della morte improvvisa.

  • Antistaminici
  • decongestionanti
  • antibiotici
  • diuretici
  • antidepressivi
  • antipsicotici

Alcune persone che hanno inconsapevolmente la sindrome di Brugada potrebbero non mostrare i sintomi della patologia fino a quando non iniziano a prendere uno di questi determinati farmaci.

I sintomi

Purtroppo uno dei sintomi della sindrome di Brugada è la morte improvvisa e imprevedibile.

Ma ci possono essere alcuni segnali che dovrebbero mettere in allarme

  • Dolore al petto durante uno sforzo
  • Svenimenti
  • Difficoltà respiratorie
  • Vertigini
  • Palpitazioni cardiache

La sindrome da morte improvvisa difficilmente può essere diagnosticata prima di un arresto cardiaco improvviso. E comunque un medico potrebbe ritenere utile un ecocardiogramma, una sorta di ecografia del cuore. Con questo test il medico vede il cuore battere in tempo reale, e questo può aiutare a rilevare delle possibili anomalie.

L’esame può essere consigliato per chi ha dei sintomi (come quelli elencati sopra), o una storia familiare con uno o più casi di morte improvvisa.

Serve a qualcosa? Sì, individuare il rischio può aiutare a prevenire un possibile arresto cardiaco.

Si può prevenire?

La diagnosi precoce può aiutare molto. Un medico potrebbe diagnosticarla anche sulla base dell’ereditarietà. E i sistemi di prevenzione prevedono:

Evitare l’uso di farmaci che scatenano i sintomi, a iniziare da antidepressivi e farmaci che bloccano il sodio

  • Trattare con rapidità la febbre alta
  • Ridurre lo sforzo fisico
  • Una dieta equilibrata
  • Controlli regolari dal cardiologo

In molti casi le persone alle quali viene diagnosticata la sindrome di Brugada sono protetti con l’impianto di un defibrillatore.

Negli Stati Uniti è stata sperimentata con efficacia una terapia antinfiammatoria a base di cortisonici, in aggiunta a terapie convenzionali, per eliminare o ridurre le aritmie gravi in pazienti affetti dalla sindrome.

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