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Multe e cartelle, raccomandate fino a novembre. Che cambia?

Multe e cartelle esattoriali: le raccomandate arriveranno fino al 30 novembre, poi si cambia.

di The Wam

Giugno 2023

Multe e cartelle esattoriali: le raccomandate arriveranno fino al 30 novembre, poi si cambia. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Siamo in piena rivoluzione digitale anche per quanto riguarda la riscossione dei tributi, delle multe e delle cartelle esattoriali. Abbiamo già scritto che dal 6 luglio partirà l’Inad, l’Indice dei domicili digitali italiani.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Ora c’è un’altra data da ricordare, il 30 novembre: fino a quel giorno i cittadini che hanno una minore dimestichezza con gli strumenti digitali potranno ricevere gli atti notificati dalla Pubblica amministrazione con entrambi i sistemi:

La doppia notifica riguarda, come detto, le multe, le raccomandate e gli avvisi delle amministrazioni.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega come annullare le cartelle esattoriali con la rottamazione; c’è un post che verifica se per le cartelle esattoriali è stata allungata la prescrizione; è infine abbia visto quali sono gli obblighi dell’Agenzia se non vuoi pagare le cartelle esattoriali.

Multe e cartelle, periodo transitorio

Il periodo transitorio, che va dal 6 luglio al 30 novembre, è stato introdotto grazie a un emendamento al decreto Pubblica amministrazione.

La ragione è semplice: si vuole garantire la piena inclusione anche delle persone che al momento hanno un divario digitale.

Per questo motivo, dunque, il gestore della piattaforme per la notificazione ditale degli atti della pubblica amministrazione (la Piattaforma notifiche di PagoPa), dovrà inviare al cittadino che non ha ancora attivato un domicilio digitale, l’avviso di avvenuta ricezione anche in formato cartaceo e una «copia analogica dell’atto».

Il periodo transitorio serve dunque a garantire più tempo a chi non ha ancora un domicilio digitale tramite la Pec.

Per il rinvio a novembre il governo ha stanziato circa un milione di euro (979.050 euro) per il 2023, serviranno a coprire le spese non previste per la stampa, l’imbustamento e il recapito delle raccomandate.

Conviene comunque attivarsi in tempo per avere una Pec sull’Indice dei domicili digitali italiani, senza necessariamente aspettare novembre. Questo periodo consentirà anche a chi non ha la necessaria dimestichezza con gli strumenti digitali di adeguarsi al nuovo sistema (in fondo si tratta di un indirizzo email).

Me vediamo quali sono le principali novità che verranno introdotte a partire dal 6 luglio e cosa dovranno fare i cittadini.

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Multe e cartelle, come funziona l’Inad

L’Inad è nato ufficialmente il 6 giugno. Nell’indice i cittadini possono registrare un indirizzo Pec dove potranno ricevere tutte le comunicazioni ufficiali della pubblica amministrazione.

Su quel recapito verranno inviate agli utenti tutte le comunicazioni legali della Pa. E quindi (tra le altre):

Il vantaggio per i cittadini è ovvio: tutte le comunicazioni potranno essere a disposizione (con l’intera documentazione) subito e in un solo luogo digitale (non ci sarà più la possibilità di perdere incartamenti).

Altrettanto ovvio il vantaggio delle pubbliche amministrazioni: le notifiche avverranno in tempo reale e sarà oggettivamente più complesso invocare un difetto di notifica.

Multe e cartelle, il servizio

Potranno accedere al registro delle Pec:

Al momento sono raccolti nell’Inad, in via provvisoria, oltre 2,3 milioni di indirizzi Pec di professionisti, sono quelli che erano già inclusi nel registro Ini-Pec.

Questi professionisti hanno 30 giorni di tempo per confermare il proprio domicilio digitale.

Multe e cartelle, come nasce Inad

L’Indice nazionale dei domicili digitali è nato da una collaborazione fra Agid (Agenzia per l’Italia digitale), il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e Infocamere, la società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale, che ha materialmente realizzato la piattaforma. 

Multe e cartelle, l’obiettivo

L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: avere un sistema di comunicazione centralizzato che può essere efficiente, sicuro e automatizzato.

L’Inad è uno degli punti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tutti potranno consultare il registro dall’area pubblica del sito, sarà sufficiente inserire il codice fiscale della persona.

Multe e cartelle, come registrarsi a Inad

Ma come si registra su Inad il proprio indirizzo Pec? Bisognerà accedere al portale e registrarsi al servizio utilizzando Spid, Cie o Cns. Dopo aver effettuato la registrazione, il sistema chiederà di inserire il proprio indirizzo Pec da eleggere come domicilio digitale.

Per ricevere altre informazioni o chiarimenti è possibile consultare le Faq che sono disponibili sul sito e inviare una richiesta di assistenza via mail. Si può anche ricevere supporto telefonico.

Multe e cartelle, raccomandate fino a novembre. Che cambia?
Nella foto una cartella esattoriale notificata via Pec

FAQ (domande e risposte)

Che cosa cambierà dopo il 30 novembre?

Dopo il 30 novembre, la notifica delle multe, delle cartelle esattoriali e degli altri atti ufficiali della Pubblica amministrazione avverrà principalmente tramite Pec, piuttosto che via raccomandata tradizionale.

Che cos’è l’Inad?

L’Inad è l’Indice dei domicili digitali italiani, un sistema che consente ai cittadini di registrare un indirizzo Pec dove ricevere tutte le comunicazioni ufficiali della Pubblica amministrazione.

Perché esiste un periodo transitorio fino al 30 novembre?

Il periodo transitorio serve per garantire la piena inclusione anche di chi attualmente ha un divario digitale, dando tempo di attivare un domicilio digitale tramite la Pec.

Quali costi ha previsto il governo per questo periodo transitorio?

Per il periodo transitorio, il governo ha stanziato circa un milione di euro (979.050 euro) per il 2023 per coprire le spese di stampa, imbustamento e recapito delle raccomandate.

Cosa succede se non attivo una Pec in tempo?

Se non attivi una Pec in tempo, durante il periodo transitorio riceverai una copia analogica dell’atto notificato e un avviso di avvenuta ricezione in formato cartaceo. Tuttavia, dopo il periodo transitorio, la Pec sarà il principale mezzo di notifica.

Quali comunicazioni riceverò sulla mia Pec?

Sulla tua Pec riceverai tutte le comunicazioni legali della Pubblica amministrazione, tra cui rimborsi fiscali, multe, cartelle esattoriali e detrazioni d’imposta.

Chi può registrarsi all’Inad?

Possono registrarsi all’Inad tutte le persone maggiorenni, chi svolge una professione non organizzata in ordini, albi o collegi e gli enti di diritto privato che non sono tenuti all’iscrizione nell’Ini-Pec.

Chi ha creato l’Inad?

L’Inad è frutto di una collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e Infocamere.

Qual è l’obiettivo dell’Inad?

L’obiettivo dell’Inad è avere un sistema di comunicazione centralizzato che può essere efficiente, sicuro e automatizzato.

Come posso registrarmi all’Inad?

Per registrarti all’Inad, devi accedere al portale e registrarti al servizio utilizzando Spid, Cie o Cns. Poi dovrai inserire il tuo indirizzo Pec come domicilio digitale. 

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