Muore punto da un’ape. Cosa fare per evitare lo choc anafilattico

E' accaduto a Sarno, in provincia di Salerno, vittima un uomo di 65 anni che è stato attaccato da uno sciame d'insetti. In Italia muoiono ogni anno 20 persone per il veleno d'ape. Quali sono i sintomi e cosa fare in caso di choc anafilattico.

Muore punto da un'ape. Cosa fare per evitare lo choc anafilattico
Un uomo di 65 anni è morto a Sarno dopo essere stato punto da uno sciame di api: ecco come comportarsi in caso di choc anafilattico.
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E’ morto dopo essere stato punto da uno sciame d’api. E’ accaduto a Sarno, in provincia di Salerno, e a perdere la vita è stato un uomo di 65 anni. E’ accaduto nella zona di Sant’Eramo.

L’uomo si trovava all’interno del suo terreno, deve aver toccato senza accorgersene un alveare ed è stato attaccato dagli insetti.

E’ riuscito solo ad avvisare con cellulare i suoi familiari che hanno subito chiamato il 118. Quando l’ambulanza è arrivata sul posto il cuore dell’uomo si era già fermato. Inutili i disperati tentativi di rianimarlo.

Ogni anno in Italia 20 persone muoiono per il veleno d’ape

Morire per la puntura di un’ape non è certo molto raro. In Italia ci sono in media venti vittime l’anno, mentre 5 milioni di persone – nel nostro Paese – vengono punte da un insetto (tra api, calabroni e vespe).

A causare la morte del 65enne di Sarno è stato uno choc anafilattico (o anafilassi).

Cos’è lo choc anafilattico e cosa fare

Ma che cos’è, come prevenirlo e come conoscerne i sintomi e cosa fare.

Lo choc anafilattico è una grave reazione allergica e, come abbiamo visto, è potenzialmente letale. Bastano pochi secondi, o pochi minuti se non c’è un trattamento immediato.

I sintomi dello choc anafilattico

Il sistema immunitario durante lo choc anafilattico rilascia sostanze chimiche che possono causare gravi sintomi. Eccoli.

Pelle: prurito, orticaria, arrossamento, gonfiore.

Naso: starnuti, naso chiuso, naso che cola.

Bocca: prurito, gonfiore delle labbra e della lingua.

Gola: prurito, senso di oppressione, difficoltà a deglutire, gonfiore della parte posteriore della gola; Petto: mancanza di respiro, tosse, dispnea, dolore toracico o senso di oppressione.

Cuore: polso debole, svenimento, choc.

Tratto gastrointestinale: vomito, diarrea, crampi.

Sistema nervoso: capogiri o svenimento.

In caso di choc anafilattico è necessario rivolgersi al pronto soccorso dove verrà iniettata adrenalina, se la situazione non si affronta in modo tempestivo il paziente può perdere i sensi e morire.

Perché arriva lo choc anafilattico

Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per difendersi da minacce esterne come batteri e virus, ma in alcuni soggetti vengono erroneamente attivati verso altri tipi di sostanze (allergeni), che non rappresentano di per sé una minaccia per l’organismo. Questo capita con il veleno delle api: dopo una puntura dell’insetto il sistema immunitario potrebbe per qualche ragione sconosciuta sensibilizzarsi verso questa sostanza e produrre così anticorpi in risposta a questo stimolo.

Badate bene, questo non accade dopo una sola puntura, ma quando l’organismo verrà nuovamente in contatto con la stessa sostanza, il sistema immunitario sarà pronto ad agire per scatenare una reazione allergica nei confronti del veleno; se la reazione è particolarmente severa e grave prende il nome di choc anafilattico e in pochi minuti può manifestarsi attraverso vari sintomi e coinvolgendo l’intero organismo.

Cosa fare

In caso di reazione allergica grave, bisogna chiamare subito il 118 o portate il soggetto colpito in Pronto Soccorso. Se la persona che ha l’attacco di allergia ha con sé un autoiniettore di adrenalina (epinefrina), può usarlo immediatamente, ma conviene sempre andare al pronto soccorso: a volte i sintomi si ripresentano.

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