Musica, il referendum di Camarillo Brillo: i venti dischi più amati del 2019

Il referendum è un appuntamento fisso per gli appassionati di musica in Irpinia. Dal 1976. Imperdibile...

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Il 4 maggio del ’76 iniziarono le trasmissioni ufficiali di Radio Avellino FM 100, la prima radio privata della città. Il terzo ad andare in onda fui io, con una trasmissione rock intitolata “On the road again”. A fine anno, sull’esempio dei “Poll” delle riviste specializzate inglesi ed americane, decisi di riproporre i dischi più interessanti pubblicati durante l’anno ed invitai gli ascoltatori a stilare una classifica dei loro album preferiti. L’iniziativa fu accolta con entusiasmo e vinse Joni Mitchell. Il referendum divenne un appuntamento annuale per il quale utilizzai fino al 1982 le frequenze di Radio Alfa 102 che diffondevano sempre alle 16 “i suoni e le suggestioni” di Camarillo Brillo. Le votazioni avvenivano tramite lettere o telefonate, successivamente le preferenze sono state espresse su schede consegnate personalmente. Negli ultimi anni alle segnalazioni “tradizionali” si sono aggiunte quelle “On line”.

20 – Vinicio Capossela – Ballate per uomini e bestie. Amatissimo dalle nostre parti, ha raccolto consensi anche da parte del pubblico rock.

19 – Garcia Peoples – Natural facts. Devoti al chitarrista e leader dei Grateful Dead sin dal nome, hanno convinto vecchi e nuovi seguaci del verbo psichedelico.

18 – Cranberries – In the End. Nel ricordo della dolce Dolores.

17 – Neil Young – Colorado. Il vincitore di diversi Referendum nei primi anni, è tornato al suo suono più classico, in compagnia dei fidi Crazy Horse.

16 – Leonard Cohen – Thanks for the dance. L’album postumo del poeta canadese.

15 – Purple Mountains – Purple Mountains. Lo struggente canto del cigno dell’ex leader dei Silver Jews, uscito un po’ in sordina ad inizio luglio, ha conquistato nel tempo l’apprezzamento di un pubblico più numeroso.

14 – Van Morrison – Three chords and the truth. Non lo troveremmo in classifica solo se non avesse pubblicato dischi durante l’anno…

13 – Mina Fossati – Mina Fossati. Questa è davvero una sorpresa: in 42 anni di Referendum nessun disco italiano di area Pop s’era mai affacciato così in alto. Il magnifico incontro tra i due artisti resterà sicuramente nella storia della musica del nostro paese.

12 – Mercury Rev – Delta Sweet Revisited. La rilettura di questo classico di Bobbie Gentry, tra i più belli del cantautorato femminile americano degli anni ’60, affidata ad una voce diversa per ogni canzone, è sicuramente una delle gemme più luminose della passata annata musicale.

11 – Bill Callahan – Shepherd in a sheepskin vest. Dai tempi di “Smog” resta ospite fisso di questo Referendum. Non a caso in occasione di una vecchia esibizione in un locale di Napoli più della metà del pubblico vi si era recata in automobili targate AV.

10 – Michael Kiwanuka – Michael Kiwanuka. Non sorprenda l’alta posizione raggiunta dall’artista anglo-ugandese. Già in passato era stato apprezzato con i precedenti album; in questo ha raggiunto una maturità che ha convinto una schiera ancora più ampia di appassionati.

9 – Racounters – Racounters. Un disco di sano rock, sotto la “direzione artistica” di Jack White, uno dei pochi autentici geni della scena attuale.

8 – Coldplay – Everyday life. Molti si sono rifiutati di ascoltarlo, in base a pregiudizi che in ogni caso non sono mai buoni consiglieri. A costoro rinnoverei l’invito, potrebbero scoprire un’opera di grande spessore, con buona pace di alcuni “recensori” ancora schiavi di un’autoreferenzialità che impone di stroncare tutti i dischi che non siano frutto di propria scoperta, come ai tempi di Muzak e Gong.

7 – Nick Cave – Ghosteen. L’artista australiano è molto amato dalle nostre parti ed anche un disco scuro, intenso, profondo come questo ha suscitato il giusto interesse.

6 – Dream Syndicate – These dreams. Gli alfieri del “Paisley Underground”, recenti ospiti della nostra città, grazie all’impegno dell’associazione Fitz, presieduta dal Bill Graham dell’Irpinia, l’avvocato Raffaele William Pulzone, confermano con questo album di vivere una magnifica seconda giovinezza.

5 – Liam Gallagher – Why me? Why not. I reduci del Brit Pop conservano una fedele schiera di appassionati che hanno apprezzato questo album, confermando l’opinione dello stesso Liam, che lo ha presentato come il suo miglior lavoro (Oasis a parte, aggiungerei, ma non facciamoglielo sentire, è un po’ manesco…)

4 – Allah La’s – La’s. I nostri giovani amici californiani innamorati della psichedelia più classica si confermano tra gli esponenti più intelligenti di un genere sicuramente derivativo, ma da loro affrontato con freschezza ed originalità.

3 – Iggy Pop – Free. L’”iguana” del Rock si libera da ogni stereotipo stantio e si impone con un lavoro imprevedibile ed estremamente intrigante. “James Bond” è la canzone dell’anno.

2 – Motorpsycho – The Crucible. Da sempre nel cuore degli appassionati della nostra provincia, ci hanno regalato anch’essi un magnifico concerto al Teatro Partenio.

1 – Bruce Springsteen – Western Stars. Quest’anno non c’è stata praticamente gara. Il disco del Boss ha raccolto più del doppio dei punti complessivi dei secondi classificati.

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