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Oggi, 83 anni fa, Mussolini entrò trionfante ad Avellino|FOTO

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Tutto era pronto da giorni per accogliere il Capo del Governo Benito Mussolini. Un lavoro certosino e studiato nei minimi particolari per supportare la potentissima macchina propagandistica del Duce.

Il 1936 era il periodo della guerra coloniale in Etiopia e della definitiva apertura al nazimo nella Germania di Hitler. Tutta la popolazione doveva essere fiera delle imprese in terra straniera e sentirsi parte di una nazione potente, indipendente e capace di colonizzare.

All’inizio del Corso Vittorio Emanuele fu posta un’enorme “M” bianca che funse da Arco di trionfo per il passaggio della decappottabile del Duce, proveniente da Napoli.

Mussolini acclamato ad Avellino

Manipoli di soldati marciavano per le strade in attesa dell’arrivo del loro Capo intimorendo e affascinando la folla con le loro marce militari. Tutte le strade erano decorate da bandiere, che sventolavano festanti da ogni balcone.

La manifestazione durò tutto il giorno e finì soltanto la sera, con un discorso del Duce dal balcone del Palazzo del Governo (foto di copertina), addobbato con luminarie e faretti.

Il Duce ad Avellino

Di seguito un estratto dell’articolo della Stampa di Ernesto Quadrone:

Il Duce ad Avellino
Avellino, 24 notte.
Il Capo del Governo, giunto a Napoli pilotando un timotore, è stato accolto con vibranti manifestazioni del popolo partenopeo che lo ha acclamato dalla Stazione Marittima, dove è salito in una automobile aperta, fino ai sobborghi della città, che il capo ha attraversata fra un ininterrotto nereggiare di folla, il cui entusiasmo nell’applaudire e nell’acclamare non aveva più limiti. Similmente nei paesi attraversati lungo la strada di Avellino, le manifestazioni si sono ripetute ardenti ed impontenti. Ad Abella, comune di confine fra la provincia di Napoli e quella di Avellino, il Prefetto, il Podestà e le altre autorità napoletane prendevano congedo dal Capo del Governo, il quale proseguiva col Segretario del Partito.
Il Duce è giunto ad Avellino alle 10:30 precise. Corso Vittorio era un lunghissimo palpito di bandiere, un mosaico elettrico infocato di scritte di benvenuto. In fondo al corso, al principio del grande viale dei platani, era stata eretta una grande “M” bianca, alta 10 metri, sul fondo cupo degli alberi. Così Mussolini è passato sotto l’arco di trionfo della sua iniziale.
Quando l’automobile del Capo è apparsa, l’amore del poppolo si è scatenato com un maremoto. Il grido dell’Irpinia fascista si è levato altissimo nell’immensa gioia. Mussolini era nella sua macchina aperta, in piedi, e vestiva l’abito civile bianco con berretto estivo. Dall’ingresso della città fino al Palazzo del Governo, che sorge in fondo al corso, Mussolini è passato nell’altissimo clamore della gente di 114 comuni e di 123 Fasci di combattimento; è passato in un trionfo che gli ha mostrato la purissima fedeltà dell’Irpinia, guardando il popolo e illuminandolo col suo sorriso.
Mussolini è salito al Palazzo del Governo con S.E. Alfieri e S.E. Starace. Tutta Avellino si è precipitata in piazza Libertà come un enorme torrente in piena che forzasse gli argini. Gremita la piazza, gremito il corso: “Duce! Duce! Duce!”. Il Duce è apparso dominando l’uragano col saluto e col sorriso. le campane degli alti Santuari moltiplicavano i loro fremiti sonori; da un capo all’altro le chiese, le torri campanarie si erano passate la novella dell’arrivo. Poi, mentre l’esplosione dei battimanisi faceva più grande e più alta , è uscito il Segretario del Partito, che ha esortato con il gesto la folla ad allontanarsi.

Puoi leggere l’articolo completo qui:

Le immagini provengono dall’Archivio storico Istituto Luce. L’articolo proviene dall’Archivio storico della Stampa.

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