Mutuo a tasso fisso o variabile: quale conviene nel 2021?

Mutuo a tasso fisso o variabile? Ecco quale conviene di più oggi e come si sceglie quello più adatto alle tue esigenze. Guida a costi e opportunità.

7' di lettura

Mutuo a tasso fisso o variabile: quale conviene di più nel 2021? Stai valutando di chiedere un finanziamento per l’acquisto della tua prima casa, ma non hai idea di dove iniziare? Forse hai già dato un’occhiata in rete, ma sei confuso. Ti sei, infatti, imbattuto in Taeg, Tan, Euribor, Eurirs, scioglilingua che ti hanno fatto venire il mal di testa.

Qui cercheremo di fare chiarezza. E offrire uno strumento utile, chiaro e onesto, per scegliere il miglior mutuo rispetto alle tue esigenze e, soprattutto, al momento storico. Presto capirai perché è così importante sapere come sta andando l’economia.

INDICE:

Cos’è un mutuo?

Il mutuo è un accordo fra due parti: la prima si impegna a prestare del denaro e la seconda a restituirlo in un certo tempo. Spesso, con l’aggiunta di altri soldi alle rate previste, detti interessi. Ed è proprio con gli interessi che entrano in giorno il tasso fisso e il tasso variabile. Così determinanti per comprendere quanto davvero sia conveniente il mutuo che stai per scegliere. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

In breve:

  • Il mutuo è un finanziamento fra due parti: una presta il denaro e l’altra si impegna a restituirlo.


Ah, ancora una cosa, spesso per contrarre un mutuo è richiesta una garanzia. Qualcosa da impegnare per rassicurare le banche che prestano dei soldi. Esistono, però, anche delle chance di ottenere un mutuo senza garante. Ne abbiamo parlato in questa guida.

Mutuo a tasso fisso o variabile: che differenza c’è?

Come si intuisce dal nome, il tasso fisso è quella percentuale di interesse che resta uguale per tutta la durata del mutuo. Viceversa, il tasso variabile è caratterizzato da oscillazioni più o meno importanti che possono far lievitare i costi da pagare.

Nello specifico il tasso variabile è legato all’Euribor, tasso di interesse medio applicato sulle transazioni fra banche per scambiarsi il denaro.

Il tasso fisso è collegato all’Eurirs, il tasso di interesse utilizzato nelle operazioni swap dalle banche europee a copertura del rischio di interesse. I contratti swap sono, in gergo, dei derivati, si basano perciò su altri strumenti. Un esempio di operazione swap: uno scambio di denaro, fra due soggetti, applicando tassi di interesse diversi della somma iniziale detta “capitale nozionale”. 

In breve:

  • Il tasso fisso è una percentuale di interesse uguale per tutta a durata del mutuo
  • Il tasso variabile è una percentuale di interesse che può cambiare, anche più volte, durante la durata del mutuo

Mutuo a tasso fisso o variabile: quale conviene di più?

Oggi (2021), con valori negativi allineati intorno allo 0,5% sia per i tassi fissi che variabili, la scelta è sempre più soggettiva. Quindi, per rispondere se sia meglio un mutuo a tasso fisso o un mutuo a tasso variabile, bisogna in primo luogo tenere presente il momento storico e l’andamento dei mercati. 

La prima cosa da comprendere, quando si parla di economia, è infatti che non si tratta di una materia slegata dalla realtà, ma strettamente interconnessa alla società e alle sue evoluzioni. Così, guardando giusto un po’ più indietro, scopriamo che una decina di anni fa la scelta di un mutuo a tasso variabile era quasi obbligata.

Erano i tempi in cui l’Euribor oscillava fra l’1,5% e il 3% e l’Eurirs fra il 3 e il 3,5 %. Una forbice che faceva protendere verso il primo. Oggi, come detto, la situazione è differente.

Tasso fisso e variabile, però, sono solo alcuni dei fattori che devi tener presente quando decidi di contrarre un mutuo. I costi, infatti, non finiscono qui. Ne parliamo nel paragrafo successivo.

In breve, se ti chiedi sia meglio il mutuo a tasso fisso o variabile:

  • Al momento il tasso fisso può offrire maggiore sicurezza ed è comunque allineato al tasso variabile
  • Quando la forbice è più ampia (esempio variabile fra l’1,5% e il 3% e il fisso fra il 3% e il 3,5%) conviene protendere per il tasso variabile se si vuole risparmiare

Cosa influenza il costo del mutuo

Il costo di un mutuo è influenzato da Tan e Taeg. Sigle che spesso avrai sentito nominare quando si parla di interessi. Andiamo a vedere, praticamente, come possono incidere sulla scelta di un mutuo a tasso fisso o variabile. 

Cos’è il Tan?

Il Tan (tasso annuo nominale) rappresenta il tasso “puro” sul capitale erogato: i soldi che ti vengono concessi. Una cifra che è più facile tenere d’occhio. E’ infatti la somma algebrica del tasso di mercato scelto (IRS, Euribor e BCE) e uno spread deciso dalla banca. Se il tasso di mercato è negativo, le rate saranno più “leggere”.

Occhio, però, al contratto. Ricordati che le banche a volte inseriscono un tasso floor, pavimento in italiano, soglia oltre la quale un interesse non può scendere. Perché lo banche lo fanno? Per salvaguardare sé stesse. 

Cos’è il Taeg

Il Taeg (tasso annuo effettivo globale) è l’interesse complessivo pagato da chi contrae il mutuo (sì, potresti essere tu) ed è calcolato sommando il tan a spese obbligatorie relative all’apertura e al pagamento del finanziamento. Costi che, spesso, finiscono per essere ignorati (a torto).

Quando decidi di contrarre un mutuo, infatti, oltre a occuparti di garanzie e proiezioni di spesa, non dimenticarti del Taeg. Ricordati che include le spese di gestione del mutuo, l’apertura e il mantenimento del conto corrente e la copertura assicurativa. E’ perciò fondamentale tenere d’occhio il Taeg.

Non rientrano, nel Taeg, le spese per il notaio, le imposte relative all’atto di mutuo e le spese di perizia

In breve:

  • Tieni d’occhio il Taeg quando decidi di contrare un mutuo. Include infatti il Tan e tutti i costi aggiuntivi
  • Non rientrano nel Taeg le spese per il notaio, la perizia e le imposte sul mutuo

Mutuo a tasso fisso o variabile: quando conviene la surroga?

Il mutuo a tasso fisso o variabile può essere rinegoziato con la banca, ma l’ultima parola spetta all’istituto di credito. Insomma, la banca non ha nessun obbligo di rinegoziare il mutuo. Sì, questo ti fa intuire come il finanziamento sia sempre sbilanciato dalla parte di chi fa credito. Chi, insomma, ti presta i soldi.

Dettò ciò, hai comunque una alternativa chiamata surroga. Altoconsumo ha spiegato come usufruirne. La surroga è un trasferimento del mutuo, completamente gratuito, da una banca a un altra per ridurre gli interessi e cambiare la tipologia di tasso.

Ovviamente dopo aver scelto un istituto di credito che offre una alternativa migliore rispetto a quella di partenza. Può così capitare che un mutuo a tasso variabile diventi fisso e viceversa. 

Devi garantire:

  • Mutuo con capitale identico alle rate ancora da pagare 
  • Un numero maggiore o minore di rate rispetto a quelle residue da pagare (sì, questo è il prezzo di una surroga)
  • Documenti della procedura (copia del mutuo e della perizia, eventuali ultime buste paga o la dichiarazione dei redditi, documenti catastali della casa ipotecata, se prevista).

In breve:

  • Il mutuo non può essere sempre rinegoziato. Decide la banca se accettare
  • Puoi chiedere una surroga per trasferire il mutuo a un’altra banca o istituto di credito, se l’offerta è più conveniente

Mutuo a tasso fisso o variabile? Se hai ancora dei dubbi scrivici le tue domande sul mutuo senza garante alla mail bonuselavorothewam@gmail.com.

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