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Mutuo, quanti soldi devi avere per ottenerlo: esempi

Quanti soldi devi avere per poter richiedere un mutuo? La risposta non è così immediata, ma vediamo come funziona.

di Marco Cagiano

Maggio 2024

Quanti soldi devi avere per poter richiedere un mutuo? La risposta non è così immediata, ma vediamo come funziona in questo articolo di approfondimento (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quanti soldi bisogna avere per ottenere un mutuo? Il requisito di reddito

Chiedere un mutuo è un tema molto importante soprattutto per i giovani che non sanno se e come possono ottenere un prestito da parte della banca per comprare casa. Inoltre, i tempi di turbolenza economica hanno portato molto in su i tassi e quindi il costo del prestito.

In Italia, le banche generalmente seguono una regola semplice: la rata del mutuo non dovrebbe superare il 30% del reddito disponibile del richiedente (al massimo il 33%). Se il mutuo è cointestato, si considera la somma dei redditi di entrambi i richiedenti.

Tuttavia, questa regola non è una legge immutabile. È importante considerare il contesto generale della richiesta di mutuo, l’andamento del mercato immobiliare e tutte le garanzie aggiuntive fornite dal richiedente.

Ad esempio, in un mercato immobiliare in forte crescita, le banche potrebbero essere più inclini ad approvare mutui con rate superiori al 30% del reddito, grazie alla maggiore solidità delle garanzie offerte dagli immobili. Al contrario, in periodi di contrazione del mercato, le banche tendono a essere più rigide per evitare di accumulare immobili da mettere all’asta, diventando quindi più severe nella valutazione del rapporto rata/reddito.

Un altro fattore importante è la presenza di un garante solido. Se un garante molto affidabile supporta la richiesta di mutuo, le banche potrebbero essere più flessibili; senza un garante, la soglia potrebbe essere più alta.

Inoltre, le garanzie derivanti da un reddito da lavoro dipendente sono generalmente più forti rispetto a quelle derivanti dalla dichiarazione dei redditi di un libero professionista. I dipendenti pubblici, poi, offrono una maggiore sicurezza rispetto a quelli del settore privato.

Prima di richiedere un mutuo, è utile tenere a mente queste considerazioni. In genere, la fascia di approvazione va dal 25% al 35% del rapporto rata/reddito. Se il rapporto supera questa fascia, l’approvazione del mutuo diventa meno probabile. Questa differenza del 10% tra la soglia minima e quella massima include una vasta gamma di richieste di mutuo.

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Mutuo, quanti soldi bisogna avere per ottenerlo? Quanto si ottiene?

La questione è rilevante perché quasi tutte le banche non finanziano l’intero costo dell’immobile, ma solitamente non superano l’80%. Pertanto, è necessario avere un po’ di risparmi da investire, ma vediamo esattamente quanto occorre.

L’investimento iniziale dipende ovviamente dal valore della casa. Ad esempio, se la casa costa 300.000 euro, bisogna avere almeno 75.000 euro (cioè il 20% del valore, più altri fondi per spese accessorie) già disponibili; il resto, circa 220.000 euro, può essere richiesto in prestito a una banca o a un istituto finanziario, che valuteranno la fattibilità del prestito attraverso specifici calcoli.

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Quanto posso richiedere di mutuo? In foto: casa e soldi.

La normativa bancaria

Il limite dell’80% non è una scelta arbitraria delle banche, ma è stabilito da una normativa, precisamente dal Testo unico bancario (Tub), emanato con il d.lgs 1º settembre 1993, n. 385, in vigore dal 1º gennaio 1994.

Tuttavia, in alcuni casi è possibile ottenere il 100% del finanziamento. Ad esempio, accedendo al Fondo di Garanzia Prima Casa (lo Stato garantisce il 50% del valore dell’immobile, permettendo così di ottenere il finanziamento completo dalla banca).

Questo fondo è destinato a:

In alternativa, alcune banche offrono il 100% del finanziamento superando i limiti del Tub tramite un’assicurazione che copre il 20% rimanente. Questo comporta un costo per la polizza, aumentando quindi le rate del mutuo.

Quanti soldi bisogna avere per comprare casa: le altre spese

Chi non ottiene il 100% del finanziamento deve avere il 20% del costo dell’immobile più altri fondi per coprire spese varie, tra cui:

Per una casa del valore indicato, oltre al costo del notaio (circa 2.000 euro) e dell’istruttoria (tra 1.000 e 2.000 euro), ci sono altre spese, tra cui:

Infine, se si è utilizzato un’agenzia immobiliare, bisogna pagare la commissione, che solitamente è il 3% del prezzo dell’immobile più IVA, in questo caso 10.980 euro.

Mutui: le offerte disponibili ora

Secondo Facile.it, le condizioni per i tassi fissi nei primi mesi del 2024 sono state particolarmente favorevoli, con tassi che partono dal 2,59% per un mutuo standard di 126.000 euro in 25 anni, con una rata mensile di 571 euro. Ancora migliori sono le condizioni per i mutui green a tasso fisso, destinati a immobili in classe energetica A o B, con tassi che partono dall’1,99% e una rata di 533 euro.

Anche i tassi fissi per le surroghe sono migliorati, con offerte che partono dal 3,05% per un mutuo di 126.000 euro, corrispondente a una rata mensile di 600 euro, che scende a 577 euro per le surroghe green. I tassi variabili rimangono invece poco competitivi, partendo da un 4,58% e una rata di circa 700 euro.

Al momento, due dei principali player che offrono buone condizioni sono Intesa Sanpaolo e Credit Agricole, con TAEG rispettivamente al 2,81% e 2,76%. Considerando che per tante altre banche si sale anche oltre il 4%, si tratta di condizioni davvero molto vantaggiose.

FAQ: domande frequenti su mutui, debiti e pignoramenti

Cosa significa rinegoziare un mutuo?

La rinegoziazione del mutuo è un processo che permette di modificare le condizioni del contratto con l’istituto di credito che ha erogato il prestito. Questa operazione, di norma, non comporta alcun costo ed è uno strumento strategico per evitare che gli oneri finanziari diventino insostenibili. Gli aspetti del contratto che possono essere soggetti a rinegoziazione includono il tasso di interesse e lo spread, la durata del contratto, e il tipo di contratto.

Cos’è la surroga del mutuo?

La surrogazione del mutuo, o surroga del mutuo, rappresenta l’opportunità di trasferire il proprio mutuo da un istituto di credito ad un altro, rinegoziando nello stesso tempo anche le condizioni. Il vantaggio principale della surroga è che permette di beneficiare di nuove condizioni del mutuo senza sostenere alcun costo. Infatti, il trasferimento del mutuo è gratuito e l’unica spesa che il debitore deve sostenere è il pagamento di una tassa ipotecaria.

Come posso ridurre la rata del mio mutuo?

Ci sono diverse strategie per ridurre la rata del tuo mutuo. Potresti considerare la rinegoziazione del tuo mutuo con la tua banca, cambiando le condizioni del contratto in base alle tue esigenze finanziarie. Un’altra possibilità potrebbe essere la surroga del mutuo, che ti permette di trasferire il tuo mutuo a un altro istituto di credito, potenzialmente con condizioni migliori. Infine, potresti considerare il passaggio da un mutuo a tasso variabile a uno a tasso fisso, per avere maggior prevedibilità sui tuoi pagamenti mensili.

Quando scatta il pignoramento per debiti fiscali?

Il pignoramento per debiti fiscali si attiva dopo un processo che inizia con la segnalazione dell’inadempimento da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Nonostante non vi sia una tempistica fissa, la legge prevede specifici lassi di tempo prima che si possa procedere con l’azione esecutiva. Importante è notare che, prima di giungere al pignoramento, il contribuente può ricevere vari solleciti e l’intero processo può estendersi per un periodo considerevole, talvolta anche anni, a seconda delle circostanze specifiche e delle procedure adottate.

Quanto tempo dopo l’avviso di accertamento arriva il pignoramento?

Dopo l’emissione di un avviso di accertamento esecutivo, il contribuente ha 60 giorni di tempo per effettuare il pagamento o presentare un ricorso. Qualora queste azioni non vengano intraprese, segue un periodo di circa 6 mesi (180 giorni) dopo il quale l’Agenzia Entrate Riscossione può iniziare a identificare i beni su cui procedere con il pignoramento. Considerando questi intervalli e possibili ulteriori dilazioni, il pignoramento può avvenire non prima di un anno dall’avviso di accertamento, a volte anche più tempo.

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