Mutuo senza busta paga: ecco fondi e alternative utili

Oggi avere un mutuo sembra sempre più difficile se non si possiede una solidità lavorativa. Eppure esistono diverse ipotesi in grado di fare a meno della busta paga da “posto fisso”. Vediamole insieme.

7' di lettura

È assodato che per ottenere un mutuo al giorno d’oggi gli enti finanziatori esigono determinate garanzie, soprattutto comprovate da documenti che ne attestino la solidità come la busta paga. Ma esistono casi in cui si può anche farne a meno e si parla di mutuo senza busta paga. Scopriamo come. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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INDICE

Mutuo senza busta paga: in che senso?

Essendo una fattispecie specifica il mutuo senza busta paga non viene concesso da qualsiasi istituto di credito, ma tutti i principali operatori del mercato finanziario oramai prevedono soluzioni dedicate per chi non ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Leggi questo approfondimento per scoprire quanto devi lavorare per avere un mutuo e questo articolo di Invaliditaediritti.it sui mutui agevolati con Legge 104 per persone con invalidità civile.

Mutuo senza busta paga: il Fondo garanzia mutui prima casa

Il Fondo garanzia mutui prima casa permette di acquistare l’abitazione principale con copertura di Stato fino al 50%, che sale all’80% per determinate categorie di contribuenti (giovani, famiglie mono-genitoriali) con Isee non superiore a 40mila euro.

Vediamo come funziona e come accedervi.

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Fondo di garanzia mutui prima casa: cos’è?

Istituito nel 2014 presso il ministero dell’Economia e gestito da Consap, è stato via via potenziato, da ultimo con il decreto Sostegni-bis e con la Legge di Bilancio, che sostanzialmente ha prorogato fino al 31 dicembre 2022 la maxi-garanzia su un finanziamento massimo pari a 250mila euro. Il mutuo non può superare di norma il 50% (all’80% in casi particolari) e può riguardare l’acquisto della prima casa (anche direttamente dal costruttore) o l’acquisto (sempre della prima casa) con interventi di ristrutturazione che prevedano accrescimento dell’efficienza energetica.

Chi sono i destinatari?

Possono accedervi  tutti coloro che non sono proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli ereditati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Altri vincoli: l’immobile che viene acquistato deve essere sul territorio nazionale e non deve appartenere alle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville), A9 (castelli), e non deve comunque essere un immobile di lusso (le caratteristiche sono indicate nel decreto del ministero dei Lavori pubblici 1072/1969).

Mutuo senza busta paga: la garanzia fino al 50%

La Manovra 2022 ha rifinanziato il Fondo Mutui Prima Casa con 242 milioni di euro nel 2022, quindi le garanzie ordinarie al 50% vengono concesse nei limiti di queste risorse. Alcune categorie hanno eventualmente la priorità nel caso in cui le risorse si esaurissero prima della fine dell’anno e il Fondo non venisse rifinanziato. Eccole:

  • giovani coppie (dove almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni);
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani di età inferiore ai 36 anni;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP, comunque denominati.

Mutuo senza busta paga:  la garanzia fino all’80%

Le categorie con priorità sopra indicate possono ottenere la garanzia fino all’80%, sempre nel limite di 250mila euro di finanziamento, se hanno un Isee fino a 40mila euro e se il mutuo ipotecario è superiore all’80% del costo dell’immobile. Nel caso dei nuclei monogenitoriali con figli minori, ci devono essere i seguenti requisiti:

  • single non coniugati, né conviventi con l’altro genitore di nessuno dei figli minori conviventi;
  • separati, divorziati, o vedovi, convivente con almeno un proprio figlio minore.

Il mutuo ipotecario all’80% prevede un tasso calmierato del finanziamento: il Tasso effettivo globale (Teg) non può essere superiore al Tasso effettivo globale medio (Tegm), pubblicato trimestralmente dal ministero dell’Economia e delle finanze.

Mutuo senza busta paga: come presentare domanda

La domanda si presenta direttamente alla banca alla quale si chiede il mutuo, che deve essere compresa fra quelle che aderiscono alla specifica convenzione (l’elenco è pubblicato sul portale Consap). La banca, nel momento in cui accetta di erogare il mutuo, non può chiedere garanzie aggiuntive rispetto a quelle fornite dallo Stato. Ma resta inalterata la possibilità di effettuare un’istruttoria e decidere se concedere o meno il mutuo. Dovrà poi inviare la richiesta a Consap, che ha 20 giorni di tempo per concedere la garanzia. A quel punto, la banca entro 90 giorni deve comunicare a Consap di aver perfezionato il contratto di mutuo.

Da sottolineare che tale forma di mutuo garantita dallo Stato non ha bisogno di nessun garante. Figura che per la maggior parte delle volte è richiesta in tale genere di operazioni.

Tuttavia, esistono anche altre garanzie alternative da presentare alle banche. Vediamole insieme.

Mutuo senza busta paga: mutui con partita Iva

Un tempo le banche non avrebbero mai concesso mutui senza garanzie, in particolare senza una busta paga che attesti la solidità del cosiddetto “posto fisso”. È il caso delle partita Iva, ossia di tutti coloro – tra lavoratori autonomi e liberi professionisti -che non dispongono di una busta paga a garanzia del reddito. Oggi c’è questa possibilità presentando determinati documenti:

  • Ultime due dichiarazioni dei redditi (Modello Unico)
  • Estratti conto bancari
  • Eventuali garanzie aggiuntive (beni mobili e immobili)

Inoltre i lavoratori autonomi e i liberi professionisti possono contare anche sul Confidi (Consorzio di Garanzia Collettiva Fidi) che fornisce una garanzia aggiuntiva alla banca, e che solitamente ammonta al 50 per cento dell’importo del finanziamento concesso. Per ottenere l’aiuto del Consorzio basta il semplice versamento di una quota di adesione.

Mutuo senza busta paga: mutuo con garante

Un’altra via percorribile per i lavoratori atipici e precari – compresi coloro che hanno un contratto a tempo determinato – per cui normalmente sarebbero esclusi dal finanziamento casa, è la scelta del mutuo con garante. Si tratta di un tipico finanziamento in cui una persona terza accetta l’onere di fare da coobbligato al rimborso del finanziamento, per cui il soggetto in questione si impegna a corrispondere la rata del mutuo all’istituto di credito erogante, nel momento in cui il debitore principale risulti impossibilitato.

Il garante deve dimostrare solidità economica ed affidabilità finanziaria per essere accettato dall’istituto di credito, e in genere, vista la gravosità dell’impegno, questo ruolo viene assunto da un parente dell’aspirante mutuatario.

Mutuo senza busta paga: ipoteca sull’immobile

Altra garanzia alternativa può rivelarsi l’ipoteca sull’immobile. Quando si hanno difficoltà di accesso al credito un fattore determinante può essere infatti l’ammontare della cifra, che se opportunamente abbassata consente maggiori opportunità di successo nella richiesta.

Quindi, accendere un’ipoteca su un immobile di proprietà, viene solitamente considerata una garanzia sufficiente per un istituto di credito affinché possa erogare il capitale.

Alla luce di quanto detto è chiaro che le alternative in campo sono diverse e di varia natura, come è altrettanto chiaro, però, che ogni istituto di credito – e quindi ogni banca – avrà l’ultima parola e in maniera discrezionale sulla concessione dei finanziamenti richiesti.

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