Mutuo tra privati: quando è possibile e come funziona

Mutuo tra privati: quando è possibile, come funziona e quali sono le variabili che bisogna considerare con attenzione quando si presta la somma. In realtà basterebbe una stretta di mano, ma è sempre meglio un contratto, anche senza andare dal notaio, e effettuare il prestito con sistemi tracciabili. Per molti motivi: non ultimo l'Agenzia delle Entrate.

4' di lettura

Un mutuo tra privati piuttosto che con una banca? Potrebbe essere una soluzione se le banche rifiutano un finanziamento e avete un amico pronto a prestarvi una somma di denaro.

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Ma è possibile un contratto di mutuo tra privati? Sì, non solo è possibile, ma è pure molto semplice. Non serve il notaio e volendo neppure un contratto: può bastare anche una stretta di mano. È necessario, per formalizzare l’obbligazione (il rimborso del finanziamenti), il passaggio di denaro.

Se la cifra non supera 2.000 euro (dal primo gennaio non più di 1.000), il denaro può anche essere consegnato in contanti.

Mutuo tra privati: meglio sottoscrivere un contratto

Per somme superiori bisogna invece utilizzare strumenti tracciabili, come il bonifico o l’assegno.

In genere però l’intesa verbale da sola potrebbe poi causare delle spiacevoli incomprensioni.

Per questo motivo sarebbe preferibile siglare un contratto. Nulla di particolarmente complesso.

Basta scrivere il nome e le generalità di chi presta, di chi riceve, la data per la restituzione, specificare se si vogliono applicare interessi (sempre al di sotto di determinati limiti) o, se chi presta è un caro amico o un parente, se si rivuole indietro solo la somma capitale (in questo caso si chiama prestito a titolo gratuito).

Due firme e il contratto è fatto.

Semplice, rapido e senza troppe postille.

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Mutuo tra privati: cosa verificare

Proviamo comunque a vedere come ci si comporta nel caso di un contratto di mutuo tra privati.

Lo facciamo mettendoci nei panni di chi deve prestare il denaro. E partiamo da un presupposto: chi si offre di finanziare un privato è disposto a fare un favore, ma non a perderci del denaro.

Quindi, proprio come fa un istituto di credito, delle valutazioni preliminari sono necessarie.

Se le cifre sono piccole, non ci sono grossi problemi: basterà sapere che chi riceve il prestito abbia un lavoro per essere abbastanza sicuri che il rimborso sarà effettuato e nei tempi previsti.

Mutuo tra privati: qualche informazione

Per somme più importanti, come potrebbe essere un mutuo, beh, sarà necessario raccogliere qualche informazione in più.

Le verifiche classiche: chi chiede soldi ha un conto corrente?

Evidentemente sì, ma potrebbe non significare molto: magari quel conto è a zero…

L’altra cosa da verificare è la presenza di immobili intestati (si può fare con la visura ipotecaria rilasciata dalla Conservatoria dei Registri immobiliari presso l’ufficio del territorio dell’Agenzia delle Entrate).

E naturalmente la situazione reddituale di chi riceve il denaro.

Mutuo tra privati: se l’Agenzia delle Entrate…

Se la mini indagine dà esito positivo,ossia si ritiene che quel prestito potrà essere rimborsato, è cosa opportuna fare un contratto scritto. Come detto non è un obbligo, ma è consigliabile.

Si riducono i problemi nel caso il “contraente” si rifiuta di restituire il denaro.

Ma non solo: quel documento potrebbe essere fondamentale nel caso l’Agenzia delle Entrate chieda il motivo di quello scambio di denaro.

Per dare poi valore legale a questo documento è necessario fornirgli una data certa. Il sistema più semplice ed economico è quello di spedirlo a se stessi con una raccomandata.

È importante anche un’altra cosa quando si firma un contratto di mutuo tra privati. Bisogna usare sempre un mezzo di pagamento tracciabile.

Il perché è facile da intuire. Se chi riceve il prestito per una ragione qualsiasi dovesse iniziare a dire che no, quel denaro non l’ha mai ricevuto, ci sarebbe sempre la documentazione bancaria da poter esibire. Oltre naturalmente a quel contratto scritto e siglato da entrambe le parti.

Mutuo tra privati: attenti ai tassi usurai

È importante, lo abbiamo accennato ma è meglio ribadirlo, dare molta attenzione se si presta del denaro chiedendo anche degli interessi, a non superare mai la soglia dell’usura (si commette un grave reato penale).

Questa soglia varia, dipende dal tasso medio applicato dalle banche e che viene pubblicato ogni anno dal Ministero dell’Economia.

In genera per stare tranquilli il tasso non dovrà mai superare il 3, 4%.

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