Nella Napoli del colera un milione di vaccinati in 7 giorni

Il vaccino anti coronavirus procede a rilento eppure quasi mezzo secolo fa nella Napoli del colera sono state vaccinate un milione di persone in soli 7 giorni. Oggi gridiamo al successo per 150mila vaccinati in tutta Italia e nello stesso periodo di tempo. Oltretutto vaccinazioni su medici e infermieri all'interno degli ospedali. Ammettiamolo, la partenza è stata un disastro.

Nella Napoli del colera un milione di vaccinati in 7 giorni
Il vaccino anti coronavirus procede a rilento eppure quasi mezzo secolo fa nella Napoli del colera sono state vaccinate un milione di persone i soli 7 giorni.
5' di lettura

Vaccinare più in fretta si può? Certo che si può. Basta andare indietro nel tempo, e neppure di poco. Napoli, 1973, epidemia di colera: in una settimana, nel solo capoluogo campano sono state vaccinate un milione di persone. Avete letto bene: una settimana, un milione. E altrettante, se non di più, nel resto della Campania.

Lo ha ricordato questa mattina, con un post su twitter, il virologo Raffaele Burioni.

Ora si esulta per 150mila vaccinazione

Sono passati quasi 48 anni dal colera a Napoli. La sanità avrebbe dovuto fare passi avanti notevoli. E ora ci ritroviamo ad essere quasi soddisfatti per aver vaccinato contro il coronavirus negli stessi sette giorni e in tutta Italia 150.000 persone.

È chiaro che il vaccino Pfizer – che si conserva a meno 80 gradi – ha qualche problema in più nella distribuzione e somministrazione. Nessun dubbio. Ma mezzo secolo dopo ci saremmo aspettati una prestazione diversa.

Vogliamo anche trovare un’altra giustificazione: il coronavirus è molto contagioso e quindi si va avanti con più precauzioni.

Una differenza ingiustificabile con il periodo del colera a Napoli

Ma non ci può essere quella differenza: un milione nella sola Napoli e 150mila in tutta Italia.

Con il vaccino AstraZeneca, quando verrà approvato (e si spera a breve), saremmo nelle stesse condizioni del siero per il colera almeno nella facilità di distribuzione e conservazione del farmaco. Ma basterà a invertire la tendenza, ad accelerare in modo significativo? Non crediamo, qualche virologo ha già detto che per vaccinare tutta la popolazione (o quelli che vorranno), non basterà l’appena iniziato 2021. Un’eternità.

Tempi comprensibili a questa “velocità”: per vaccinare 60milioni di persone in un anno bisognerebbe inoculare 163mila dosi al giorno e se si considera che questo vaccino ha bisogno di due dosi il calcolo è semplice. Purtroppo. Se non si cambia registro la più grande campagna di vaccinazione d’Italia rischia di diventare un colossale flop, con conseguenze rilevantissime per tutti noi.

La vaccinazione contro il colera a Napoli

Nel periodo del colera a Napoli si vaccinava ovunque

Il motivo del ritmo lumaca non è del tutto chiaro.

All’epoca (ripetiamo 1973), a Napoli e in Campania, vennero utilizzate scuole, complessi alberghieri, ospedali, palestre. Tutti in fila per farsi iniettare la dose. Lavoro terminato in sette giorni. Colera addio.

Errori e scuse clamorose

Ora siamo qui a vantarci di un 30, 40% di dosi inoculate rispetto al minimo quantitativo ricevuto quasi fosse un risultato da Guinnes dei primati. Cioè: in sette giorni non siamo riusciti a somministrare neppure quei pochi vaccini arrivati.

Poi apprendiamo, nell’ordine: che in Lombardia si procede con lentezza perché l’assessore alla Sanità, Giulio Gallera, mica poteva far rientrare i medici dalle ferie per un vaccino. Tutto questo nella Regione che ha subito decine di migliaia di morti.

E non è tutto: si viene a sapere che molte delle siringhe acquistate per iniettare il vaccino sono del tipo sbagliato.

Ma non solo.

Quel bando per medici e infermieri non ancora partito

Mesi per organizzare la campagna e poi si scopre, che il personale manca così come i punti di amministrazione e che l’organizzazione è carente e la strategia pure. Ora arriveranno altre 470mila dosi, che faremo, le conserveremo nei maxi frigoriferi?

Però in molti Paesi europei va peggio, dicono in molti. E chi se ne frega.

Con un Paese in sofferenza vi sembra logico dire che si è partiti piano perché ci sono state le feste di fine anno? Muoiono 500 persone al giorno e questa sembra una giustificazione valida?

Il personale non c’è a sufficienza. Vero, tanti medici sono impegnati nei reparti covid e nelle terapie intensive, anche mettendo a rischio la propria salute se non la vita. Ma non dovevano essere assunti altri 15.000 tra medici e infermieri? Vero anche questo. Ma la procedura del bando non è ancora conclusa.

Permetteteci: una vergogna.

Quando bisognerà vaccinare tutti cosa accadrà?

Siamo già in difficoltà, eppure bisognava vaccinare negli ospedali medici, infermieri e ospiti della Rsa. Sulla carta niente di più semplice. E invece siamo già andati in difficoltà. Qualche regione è andata piano. In altre, la Lombardia dell’assessore Gallera, la Regione più colpita d’Italia, ma anche quella dove per anni s’è detto che c’è la sanità migliore d’Italia, è un disastro totale.

Cosa accadrà quando partirà la vaccinazione di massa, che comporta rispetto al colera l’ulteriore difficoltà della doppia dose?

L’esempio del Napoli col colera, ma anche Israele

Lo sapremo presto, e non ci rassicura. Sarebbe utile verificare quello che è accaduto nel ’73 a Napoli con la vaccinazione contro il colera. Capire come hanno fatto, le strutture sanitarie dell’epoca, a immunizzare un milione di persone in sette giorni.

E se non si vuole andare così indietro nel tempo, ma un po’ più lontano, si invii qualche responsabile in Israele, dove tra due tre mesi sarà stata vaccinata tutta la popolazione.

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