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Naspi marzo 2024: nuove date di pagamento e i bonus?

Naspi di marzo 2024: ecco altre date di pagamento, compreso l'ex Bonus Renzi. Vediamo insieme come visualizzare il pagamento, a chi spetta l'indennità e come si calcola.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo articolo vi parleremo di Naspi di marzo 2024: quando viene pagata? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Naspi di marzo 2024: date di pagamento

Sono state rese note altre due date per i pagamenti della Naspi di marzo 2024 e dell’ex Bonus Renzi sulla Naspi.

Finora le erogazioni dell’indennità di disoccupazione sono avvenute giovedì 7 marzo e venerdì 8 marzo. Quando arriveranno le altre?

La prossima data di accredito della Naspi di marzo 2024 è prevista per lunedì 11 marzo. Dunque segnate col circoletto rosso la data in calendario.

Invece, in anticipo di un giorno sulla tabella di marcia inizierà ad essere pagato anche il Trattamento Integrativo, ovvero l’ex Bonus Renzi, sulla Naspi: la data da ricordare è giovedì 14 marzo.

Nei prossimi giorni, attraverso aggiornamenti costanti su The Wam.net, vi comunicheremo le altre date in cui è prevista l’erogazione della Naspi di marzo 2024.

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Naspi di marzo 2024: come controllare il pagamento?

Come controllare l’avvenuto accredito della Naspi di marzo 2024? Accedendo al servizio “Utilizza lo strumento” sul fascicolo previdenziale del cittadino nell’area riservata del sito dell’INPS, accessibile tramite SPID, CIE o CNS.

Quindi, va seguita questa procedura:

  1. all’interno del fascicolo previdenziale cliccare su “Prestazioni” e poi nel sottomenu su “Pagamenti“, nel menu laterale sulla sinistra;
  2. nella schermata successiva, verrà visualizzato l’elenco delle prestazioni ricevute dall’INPS e, per la Naspi (e la Dis-Coll), sarà presente la dicitura “Disoccupazione non agricola“;
  3. cliccate sulla voce “Prestazione”, a sinistra della voce “Disoccupazione non agricola” relativa all’anno di interesse;
  4. nella tabella che elenca tutti i pagamenti della Naspi ricevuti nell’anno. Nella colonna “Note” saranno indicati i mesi corrispondenti. Se presente, fare clic sul mese di marzo 2024 per aprire la disposizione di pagamento;
  5. all’interno della disposizione di pagamento potrete trovare informazioni sull’importo mensile percepito. La colonna “Note” contiene dettagli importanti, come il periodo a cui si riferisce il pagamento (mensilità corrente o arretrati).

Cos’è la Naspi e a chi spetta?

La Naspi, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità mensile di disoccupazione per lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, che l’INPS eroga in base a eventi di disoccupazione involontaria.

La Naspi spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro (o dal giorno successivo alla domanda, se questa è stata inoltrata dopo 8 giorni dalla fine involontaria del rapporto di lavoro ed entro 68 giorni) e viene pagata ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni.

La Naspi spetta ai lavoratori che rispettano questi requisiti:

Il primo pagamento della Naspi può arrivare anche dopo 3 o 4 mesi dalla presentazione della domanda.

Qual è l’importo della Naspi e come si calcola?

Per il 2024, l’importo massimo erogabile di Naspi è fissato a 1.550,42 euro.

Nel caso in cui la retribuzione mensile della disoccupazione fosse inferiore a 1.452,21 euro, l’importo della Naspi erogabile è pari al 75% della retribuzione.

Per fare qualche esempio, con una retribuzione di 1.000 euro, spetterà una Naspi di 750 euro; con una retribuzione di 1.200 euro, spetterà una Naspi di 900 euro; con una retribuzione di 1.300 euro, spetterà una Naspi di 975 euro e così via.

Se, invece, la retribuzione è superiore a 1.425,21 euro mensili, all’interessato spetterà una Naspi con un valore pari al 75% dell’importo più il 25% della differenza data tra la somma prevista e 1.425,51 euro.

Per fare un esempio: con una retribuzione di 1.500 euro mensili, spetterà una Naspi di 1.087,59 euro. L’importo è così calcolato: il 75% di 1.425,21 euro (1.068,90 euro) più il 25% di 1.500 euro meno 1.425,21 euro (18,69 euro).

Sommando 1.068,90 euro e 18.69 euro, avremo l’importo della Naspi spettante (1.087,59 euro).

Ricordiamo che l’importo della Naspi è ridotto del 3% al mese, a partire dal primo giorno del 6° mese di fruizione e che è previsto un taglio del 3%, a partire dal primo giorno dell’8° mese di fruizione, per chi ha più di 55 anni al momento della domanda.

Naspi di marzo 2024
Naspi di marzo 2024: in foto un calendario di marzo 2024.

Faq sulla Naspi

Posso percepire la Naspi dopo l’età pensionabile?

Compiere 67 anni non preclude l’erogazione della Naspi o della Dis-Coll, a meno che non si sia già maturato un diritto a pensione. La stessa iscrizione al Centro per l’Impiego, che si effettua al momento della richiesta di disoccupazione indennizzata, non è condizionata dall’aver raggiunto o meno l’età pensionabile. L’INPS, nel messaggio numero 750/2024, ha precisato che il limite anagrafico di 67 anni vale solo per l’iscrizione negli elenchi del collocamento mirato (per disabili), ma non influisce sull’iscrizione al Cpi.

Quando si perde il diritto alla Naspi?

Esistono diverse situazioni in cui un lavoratore può perdere il diritto alla Naspi. Sono incluse:

  1. La perdita dello stato di disoccupazione, che significa avere trovato un nuovo lavoro.
  2. La mancata partecipazione regolare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.
  3. La mancata ricerca attiva di un’occupazione e il rifiuto di offerte di lavoro considerate congrue.
  4. L’inizio di un’attività lavorativa subordinata senza comunicare, entro 30 giorni, il reddito annuo previsto.
  5. L’inizio di un’attività lavorativa autonoma senza comunicare, entro 30 giorni, il reddito annuo previsto.
  6. Il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.
  7. L’accoglimento della domanda di assegno ordinario di invalidità, a meno che il lavoratore non preferisca continuare a ricevere la Naspi, se più conveniente.

Perché l’INPS blocca l’erogazione della Naspi?

Può accadere che l’INPS sospenda il pagamento della Naspi un mese prima del termine e che non eroghi l’ultima mensilità all’avente diritto. Non è una situazione che capita frequentemente, ma accade a chi ha una posizione aperta in Gestione Separata (anche se non viene usata da tempo) o ai titolari di Partita IVA. La Naspi è bloccata perché l’INPS prima di liquidare l’ultima mensilità dell’indennità attende la comunicazione del reddito presunto da parte dell’interessato, per accertarsi che il contribuente non abbia svolto un’altra attività lavorativa da recuperare sulla Naspi.

La Naspi è compatibile con lo svolgimento di un’attività di lavoro occasionale?

L’indennità Naspi è compatibile con la prestazione occasionale. A chiarirlo è stato anche l’INPS nel 2017 con la pubblicazione di un’apposita circolare.

Si ha diritto alla Naspi dopo la maternità?

Durante la gravidanza, l’indennità di disoccupazione Naspi rimane invariata, ma viene temporaneamente sostituita da un sussidio diverso per i 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro. In questo periodo, l’INPS interrompe il pagamento della Naspi e eroga un’indennità di maternità alla lavoratrice. Al termine del “periodo protetto”, la Naspi dopo la maternità riprende a essere erogata.

La Naspi è compatibile con il Supporto per la formazione e il lavoro?

Purtroppo no: il supporto per la formazione e il lavoro non è compatibile con la Naspi. Il nuovo sussidio ideato dal Governo Meloni per dare una mano agli occupabili ex percettori del Reddito di Cittadinanza, non può essere combinato insieme ad altri incentivi. Sebbene il SFL si rivolga anche ai cittadini disoccupati, lo possono percepire solo coloro che non ricevono un altro strumento pubblico di integrazione o di sostegno al reddito per la disoccupazione. 

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