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Naspi per badanti e colf: come funziona, esempi e requisiti

Naspi per badanti e colf: scopri nell'approfondimento come funziona l'indennità di disoccupazione per questi lavoratori, quali sono i requisiti da rispettare e alcuni esempi per comprendere meglio.

di Imma Duni

Marzo 2023

Naspi per badanti e colf: scopri come funziona l’indennità di disoccupazione per queste categorie di lavoratori, quali sono i requisiti da rispettare e alcuni esempi per comprendere meglio (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Naspi per badanti e colf: come funziona

Come funziona la Naspi per badanti e colf?

Come funziona la Naspi per badanti e colf? La Naspi è l’indennità di disoccupazione che viene concessa dallo Stato, attraverso l’INPS, a coloro che, regolarmente assunti, perdono il lavoro per colpe non loro.

Quindi, significa che la Naspi spetta anche alle colf e alle badanti, se regolarmente assunte.

I datori di lavoro del personale domestico, infatti, sono tenuti ad assumere e a versare loro i contributi previdenziali e assistenziali, che danno diritto alla Naspi nel caso perdano il lavoro.

La Naspi, anche in questo caso, spetta soltanto qualora il rapporto di lavoro della badante o della colf si sia concluso a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa.

Ovviamente anche le badanti e le colf straniere, assunte con regolare contratto, hanno diritto alla Naspi.

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Naspi per badanti e colf: quali sono i requisiti e l’importo

L’importo della disoccupazione di badanti e colf è più basso di quello degli altri lavoratori, perché si prendono come riferimento le retribuzioni convenzionali dell’INPS.

Ad esempio, per un rapporto di lavoro di 25 ore settimanali, la retribuzione oraria convenzionale è di 5,75 euro.

E la Naspi sarà calcolata considerando questo dato e le settimane lavorate nei 4 anni precedenti la perdita del lavoro.

Le novità apportate dalla legge di bilancio sono le seguenti:

Ricordiamo gli altri requisiti invariati per ricevere la Naspi:

Scopri la pagina dedicata alla disoccupazione e al reinserimento lavorativo.

Naspi per badanti e colf
Naspi per badanti e colf: in foto una colf sorridente.

Naspi per badanti e colf: come fare domanda e alcuni esempi

La domanda per la Naspi può essere inviata in queste modalità:

I documenti necessari per presentare domanda di indennità di disoccupazione, sono:

Esempio: una badante, prima di perdere il lavoro, ha lavorato 30 ore settimanali per 12 mesi, cioè 52 settimane contributive.

La sua retribuzione convenzionale è 5.75 euro x 30 ore settimanali x 4,3334 settimane medie in un mese = 747 euro.

La badante percepirà l’indennità per metà delle settimane contributive versate ovvero 26 settimane, pari a 6 mesi.

Scopri la pagina dedicata alla disoccupazione e al reinserimento lavorativo.

Naspi per badanti e colf: si può percepire la Naspi lavorando?

Naspi per badanti e colf. Il motivo principale di decadenza dalla Naspi è l’inizio di una nuova attività lavorativa, durante il periodo di percezione del sussidio di disoccupazione.

In questo articolo rispondiamo alla domanda: quando è possibile prendere la Naspi lavorando?

L’INPS lo spiega in una circolare: chi percepisce la Naspi può svolgere un’attività lavorativa occasionale, cioè un lavoro accessorio, solo in maniera sporadica e saltuaria, non in modo continuativo e regolare.

Il lavoro così svolto, deve essere retribuito unicamente con Libretto di Famiglia e non può superare i 5.000 euro all’anno.

Solo seguendo queste regole è possibile percepire sia la Naspi che la retribuzione del lavoro svolto, senza nemmeno avere l’obbligo di comunicare all’INPS l’inizio del lavoro saltuario.

L’obbligo che ha il percettore è inviare all’INPS, entro il 31 marzo dell’anno successivo, l’autodichiarazione del reddito presunto. Se non lo farà, decadrà dalla Naspi.

I lavori compatibili con la Naspi sono, che non hanno bisogno di comunicazione all’INPS e non intaccano la somma di sussidio ricevuto, sono:

Gli altri lavori che si possono svolgere durante la percezione della Naspi, che però intaccano la somma di quest’ultima, sono:

A condizione che il contratto di lavoro subordinato non abbia una durata superiore a sei mesi e il reddito percepito non superi 8145 euro annui.

Tuttavia, in questo caso è obbligatorio dare comunicazione all’INPS del reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio del nuovo lavoro.

E la Naspi verrà ridotta dell’80% del reddito comunicato. In caso contrario la Naspi sarà congelata fino a fine contratto di lavoro.

Se il contratto di lavoro subordinato supera i sei mesi, si decadrà dalla Naspi.

Anche nel caso in cui si inizi un lavoro di tipo autonomo e occasionale, si dovrà comunicarlo all’INPS entro trenta giorni e l’indennità sarà ridotta dell’80% del reddito presunto.

Abbiamo visto come funziona la Naspi per badanti e colf. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul lavoro domestico:

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