Naspi ed Rdc cumulabili con questi contratti di lavoro

Naspi ed Rdc sono cumulabili ai contratti a tempo che vengono stipulati nel settore agricolo: vediamo quali sono i limiti e le condizioni. La possibilità di cumulo è stata estesa anche a chi riceve la Dis-coll, l'indennità a sostegno dei collaboratori coordinati e continuativi.

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Naspi ed Rdc cumulabili con contratti di lavoro. È stata prorogata fino al 31 dicembre, per chi riceve Naspi, Rdc e Dis-coll, la possibilità di cumulare la misura di sostegno con contratti a termine nel settore agricolo per un massimo di 2mila euro e non superiori ai 30 giorni, rinnovabili per altri 30.

In pratica chi riceve Naspi, Rdc e Dis-coll non subirà, nei limiti che avete letto, la sospensione o la decadenza del diritto a ricevere quelle prestazioni di sostegno. Ma non solo: non subirà neppure una riduzione dell’assegno.

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Naspi ed Rdc cumulabili: il messaggio dell’Inps

Il provvedimento è stato reso noto dall’Inps, con il messaggio numero 4079 del 2021.

Nella nota si spiega che dovranno essere prese in considerazione le giornate di lavoro effettivo, da comunicare all’Istituto con il modello Naspi-Com, e non la durata del contratto.

Chiaro che se viene superato il limite dei 30 giorni rinnovabili con altri 30 e di conseguenza anche il limite di reddito di 2000 euro l’anno entro il 2021, le prestazioni erogate dall’Inps (Naspi, Dis-Coll e Rdc), subiranno di sicuro delle riduzioni e non si può escludere la decadenza dal diritto.

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Naspi ed Rdc con contratti settore agricolo: i limiti

Nel conteggio preso in considerazione per l’abbattimento dell’assegno o la sospensione, si terrà comunque conto solo delle somme che superano la soglia dei 2000 euro l’anno. Così come verranno valutati solo i giorni di lavoro che eccedono il limite dei 30 più 30, per i contratti che sono stati stipulati dai lavoratori con gli imprenditori agricoli.

L’Inps ha anche informato che i contributi versati per il lavoro svolto presso le imprese agricole saranno ritenuti validi per eventuali e successive prestazioni legate alla disoccupazione.

Ci spieghiamo meglio: i lavoratori impegnati con quei contratti a termine (ripetiamo, 30, più 30 rinnovabili per un massimo di 2.000 euro) durante il periodo della Naspi, verseranno contributi che saranno utili per il raggiungimento dei requisiti necessari per calcolare la durata di una nuova prestazione di disoccupazione.

Naspi ed Rdc cumulabili con contratto agricoli: come funziona per il Reddito di cittadinanza

Avevamo detto che rientrano in questo provvedimento anche i cittadini che ricevono il Reddito di Cittadinanza.

L’Inps non spiega la situazione nel dettaglio. Ma comunque il titolare del Reddito viene dispensato, a differenza del precettore della Naspi, dall’obbligo di comunicare all’ente di previdenza (l’Inps appunto) la variazione della condizione occupazionale (e cioè l’inizio di quel contratto a termine nel settore agricolo, e alle condizioni massime riferite in precedenza).

Per chi riceve il reddito di cittadinanza, infatti, la percezione di un reddito di lavoro dipendente (e questo vale per uno più componenti del nucleo familiare), ha una conseguenza diretta: il maggior reddito da lavoro incide nel calcolo del beneficio economico nella misura dell’80%.

Ma a partire dal mese successivo a quella variazione e fino a quando quel reddito maggiore non viene recepito dall’Isee per l’intera annualità.

Naspi ed Rdc cumulabili con contratto agricoli: la legge

La possibilità di stipulare questi contratti di lavoro a tempo determinato (per un numero di ore e un reddito determinato) era stata inserita nell’articolo 94 del decreto legge 19 maggio 2020, numero 34.

In pratica, e lo ribadiamo per maggiore chiarezza, così si legge nella circolare inviata dall’Inps:

«L’articolo 94 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (di seguito decreto Rilancio), convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ha previsto, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19, che i percettori di ammortizzatori sociali – limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa – nonché i percettori delle indennità NASpI e DIS-COLL e del Reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2.000 euro per l’anno 2020».

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