Natale, spostamenti tra piccoli comuni e limite numerico

Natale, spostamenti. La modifica del nuovo decreto sui limiti imposti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno non dovrebbe significare un liberi tutti. Anche i politici che hanno sostenuto la necessità di eliminare i limiti agli spostamenti tra comuni invitano alla prudenza e “consigliano” il premier di consentire la mobilità solo nei piccoli centri urbani o di limitare il numero di persone a pranzi e cenoni.

Natale, spostamenti tra piccoli comuni e limite numerico
Natale spostamenti: la modifica del nuovo decreto sui limiti imposti nei giorni di Natale Santo Stefano e Capodanno non dovrebbe significare un liberi tutti.
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Spostamenti tra i comuni sì, ma niente liberi tutti. Anche gli esponenti politici che hanno spinto alla modifica del nuovo decreto del governo invitano alla prudenza dopo aver ottenuto – manca solo qualche passaggio –l’eliminazione del divieto.

Lo stesso Salvini ora “consiglia” al premier Giuseppe Conte: «Limita gli spostamenti all’interno della stessa provincia o inserisci un limite numerico». E quindi, non più di un certo numero di persone a pranzo o a cene a Nate e Capodanno.

Mettiamo un limite numerico

«Tutta Europa – ha dichiarato il leader della Lega – a Natale non mette limiti tra Comuni e famiglie non voglio che gli italiani siano separati tra famiglie. Non ha senso vietare gli spostamenti tra Comuni di un chilometro ma il limite numerico potrebbe essere una soluzione, tanta gente rischia di passare il Natale da sola».

Il leader della Lega, Matteo Salvini

Ma scordatevi veglioni e trenini

«Ovviamente – ha continuato Salvini – la salute viene prima di tutto e nessuno pensa ai veglioni di Capodanno alla Fantozzi con 300 persone e i trenini, ma all’estero cosa fanno? In tutti i Paesi, in Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, non c’è limite agli spostamenti tra Comuni e province. In alcuni casi c’è la limitazione numerica, che ha un senso, in alcuni dicono non più di 10 persone o 3 nuclei familiari, solo in Italia c’è divieto sugli spostamenti tra Comuni. Mettiamo dei limiti numerici, non penso che le persone vogliano fare il pranzo di Natale e Capodanno con tutto il condominio».

Ogni apertura è rischiosa

Dei pericoli che una apertura indiscriminata degli spostamenti nei giorni caldi delle feste, dopo la modifica del nuovo decreto, ha parlato anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma.

«Ogni apertura è rischiosa – ha dichiarato -: se il governo fa la scelta di venire incontro a certe richieste deve anche stabilire dei limiti. Consentire tutti gli spostamenti tra i comuni senza contingentarli in qualche modo rischia di tradursi in un liberi tutti che non possiamo permetterci con il doppio dei morti della Germania».

«Quello che serve – ha concluso – è il buonsenso. È evidente che attraversare l’Italia per andare a vedere i genitori o i figli è una cosa, spostarsi di pochi chilometri un’altra, ma in ogni caso serve una strategia precisa, non si può lasciare totale libertà alla gente».

Sulla stessa linea anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna. «Non dico – ha dichiarato a Radio Capital – che bisogna dare il via libera a tutti, sarei un irresponsabile, dico solo che alcuni casi di ricongiungimento familiare, di familiari stretti per non lasciare un parente solo o bisognoso».

Non penalizziamo i residenti nei piccoli comuni

«Siccome parliamo solo di tre giorni – ha aggiunto -, Natale, Santo Stefano e Capodanno, il 24 e il 27 di dicembre a Roma, a Bologna o Milano sono possibili spostamenti di una decina di chilometri per mangiare, magari con il papà o il nonno da solo. Abbiamo casi di piccoli e piccolissimi Comuni: uno non può spostarsi di 500 metri perché c’è il confine. Il tema è una questione di buonsenso, siccome è difficilissimo normare queste cose, quando il tema è prendere decisioni uniformi, comprendo – ha aggiunto – benissimo la difficoltà. Non abbiamo posto il tema di rivedere le misure restrittive che ha preso il Governo, assolutamente. Ho detto valutiamo: il 24 dicembre o il 27 dicembre ci troveremo punto e da capo».

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