Cultura

Nel vino rosso c’è un ormone che previene l’invecchiamento: funziona così…

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Il vino è una delle bevande più legate alla civiltà umana. Gli   effetti euforizzanti hanno contribuito a farne un elemento indispensabile nei festeggiamenti ed è sempre stato considerato come una bevanda dalle proprietà benefiche per la salute. Il fondatore della medicina, Ippocrate, diceva: «Il vino è una cosa meravigliosamente appropriata per l’uomo se, in salute come in malattia, la si somministra con discernimento e giusta misura, a seconda della costituzione individuale».

Numerosi studi dimostrano che individui che consumano quotidianamente moderate quantità di alcolici presentano una mortalità più bassa rispetto a soggetti astemi o a forti bevitori. Gli effetti benefici sono più evidenti nei consumatori di vino rosso a basse dosi e negli individui con abitudinialimentari tipiche della dieta mediterranea. Il consumo moderato di vino rosso determina non solo la riduzione del rischio di mortalità da malattie cardiovascolari ma anche della mortalità da cancro. Le azioni favorevoli sarebbero imputabili a piccole dosi di etanolo che determina incremento dei valori ematici di HDL ed attività antiaggregante. Inoltre le elevate concentrazioni di polifenoli presenti nel vino rosso (antocianidine, proantocianidine, flavonoli, fenoli, resveratrolo) dimostrano azioni antitumorali. Fra i polifenoli il resveratrolo riveste un particolare interesse ed il vino rosso rappresenta la primaria fonte disponibile.

Il resveratrolo è un ormone vegetale il cui nome deriva dal latino res=cosa e veratrum=veratro. È stato isolato per la prima volta nel 1940 dagli acini del veratrum grandiflorum. Resveratrolo è stato successivamente identificato nella vitis vinifera in cui svolge meccanismi di difesa nei confronti dell’ambiente esterno. Il composto è presente soprattutto nella buccia e negli acini dei frutti. Per questo motivo si ritrova nel vino rosso anche se in modesta quantità (1 mg in un bicchiere da 125 ml) mentre è assente nel vino bianco. Il processo di fermentazione prolungata permette di estrarre il resveratrolo contenuto nella buccia e negli acini d’uva interi.

Il resveratrolo sembra in grado di incrementare la longevità delle cellule permettendo la riparazione dei danni del DNA occorsi nei processi di invecchiamento. Tali effetti sarebbero in qualche modo simili a quelli indotti dalla dieta ipocalorica.

Bibliografia:- A. Di Castelnuovo, S. Rotondo, L. Iacoviello, M.B. Donati, G de Gateno, «Meta-analysis of wine and beer consumption in relation to vascular risk», Circulation, 2002; 105, 2836-2844.- M. Jang, L. Cai, G.O. Udeani, K.V. Slowing, C.F. Thomas et al., «Cancer chemopreventive activity of resveratrol, a natural product derived from grapes», Science, 1997; 275, 218-220.- R. Benelli, «Nutrizione e cancro, aspetti di biologia molecolare e di prevenzione alimentare del carcinoma alla prostata», 2010.

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