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Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l'anno: l'annuncio del ministro Brunetta, vediamo per chi, quando e con quali competenze.

di The Wam

Marzo 2022

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno. L’annuncio è stato fatto dal ministro Renato Brunetta, titolare del dicastero della Pubblica amministrazione. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Assunzioni massicce per i prossimi anni che sono indispensabili alla modernizzazione del Paese, così come prescrive il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La parola d’ordine è svecchiare e rinnovare. Operazione necessaria dopo che per anni è stato bloccato il turn over e l’età media dei dipendenti statali è superiore a 50 anni.

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Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: profili richiesti

I profili più richiesti sono quelli di giovani laureati con competenze digitali e informatiche. Ma servono anche laureati in giurisprudenza, economisti e ingegneri.

Più semplice a dirsi che a farsi. Ma queste assunzioni sono necessarie come il pane. Proprio per questo la ricerca del personale è stata estesa anche a inPa, il portale della pubblica amministrazione dove sono già sei milioni le persone registrate e consente di ampliare la ricerca anche ai 16 milioni di iscritti di Linkedin Italia.

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Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: turnover da 191 miliardi

Le risorse disponibili sono tante: 191 miliardi. Una cifra enorme, che ha già consentito lo sblocco del turnover, il rinnovo dei contratti e una serie di semplificazioni (anche per il rilascio dei documenti da scaricare in digitale senza recarsi negli uffici). Ma tanto, tantissimo resta, da fare: riformare la pubblica amministrazione del nostro Paese è una impresa ai limiti del possibile. Ma determinante.

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Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: richiesta

Resta un dubbio: perché i giovani professionisti dovrebbero ambire alle assunzioni che sono previste nel Pnrr se molte di queste sono anche a termine?

Il ministro Brunetta risponde così: «Perché avviene in tutto il mondo, si può anche fare esperienza nelle pubbliche amministrazioni».

A dimostrazione di questa tesi il ministro ha anche fornito qualche numero: sono 70mila le domande che abbiamo ricevuto per selezionare 1.000 professionisti ed esperti da assumere nelle Regioni.

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Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: obiettivi

L’obiettivo di Brunetta è chiaro, e si può riassumere così:

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: formazione

Assumere è importante, ma potrebbe rivelarsi insufficiente senza una adeguata formazione di chi è già dipendente pubblico. Un piccolo esercito composto da 3,2 milioni di persone e un’età media molto alta. Anche questa sembra una impresa complicata.

Sulla formazione il ministero guidato da Brunetta ha già investito due miliardi in 5 anni, con l’obiettivo primario di accrescere la cultura digitale.

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: progetto 110 e lode

Ma non solo. Il ministro della Pubblica Amministrazione ha anche lanciato il progetto “110 e lode”, con l’obiettivo di far laureare i dipendenti o consentire a chi già ha quel titolo di studio di aggiungere una seconda laurea.

Con questo progetto – che è già partito – i dipendenti possono iscriversi all’università a condizioni molto agevolate.

Al progetto “110 e lode” hanno già aderito molti atenei italiani.

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: semplificazione

Ma la pubblica amministrazione non diventa più efficiente se non si semplificano molte e contorte procedure. Quella burocrazia che contribuisce a rallentare l’intero Paese.

L’obiettivo del ministro Brunetta ha una data precisa, il 2026. Ovvero: entro quattro anni si semplificheranno o cancelleranno 600 procedure complesse e in tutti i settori. Si parla di quelle pratiche che contribuiscono a rendere la vita impossibile a cittadini, famiglie e imprese.

Nella pubblica amministrazione 100.000 posti l’anno: smart working

Non viene abbandonata del tutto l’esperienza del lavoro in smart working che è stata adottata in questi due anni anche per fronteggiare la pandemia.

Ci sarà una ovvia prevalenza del lavoro in presenza, una parte della settimana lavorativa potrà comunque essere svolta da remoto, ma solo se il lavoro da casa sarà regolarizzato, svolto dopo un accordo con il datore di lavoro e che venga eseguito con una piattaforma e un device sicuri.

Un modello – ha concluso il ministro – «che sta dando buoni risultati sia nel pubblico, sia nel privato».

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