Neonata uccisa da un violento scuotimento. Da rifare il processo alla madre

La vicenda a Pontecagnano. In primo grado era stata condannata a dieci anni per omicidio preterintenzionale

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Avrebbe ucciso la sua bambina di due mesi scuotendola con forza. La mamma di Pontecagnano era stata condannata a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Ieri, la Corte d’Assise di Salerno, presieduta dal giudice Massimo Palumbo, ha annullato quella sentenza. I giudici hanno ritenuto sussistenti le questioni di nullità del verdetto di primo grado, sollevate dalla difesa, e rinviato gli atti alla procura. Si dovrà procedere con una ipotesi di reato diversa da quella formulata nel primo processo. La donna è stata invece assolta dall’accusa di calunnia, della quale rispondeva insieme alla madre e al marito. I tre – dopo la morte della piccola – avevano denunciato i medici (poi prosciolti).

La tragedia sei anni fa

La vicenda risale all’ottobre di sei anni fa. Nel corso del dibattimento le perizie mediche hanno accertato che la piccola aveva subito lesioni alla testa, alle costole, agli organi e al rachide. Quindi lesioni anche alla spina dorsale.

Ha avuto un altro figlio l’anno dopo

La mamma sotto accusa ha avuto anche un altro figlio, nell’ottobre del 2015. Le fu subito tolto, su richiesta della procura. Motivo: era indagata perché ritenuta responsabile della morte di un’altra figlia. Quella decisione è stata contestata dalla famiglia. La nonna del neonato, e madre dell’imputata, aveva inscenato una protesta sul tetto della clinica del Sole, dove il bambino era nato. Una protesta che ha avuto i suoi effetti: il neonato non è andato in orfanotrofio, ma è stato affidato alle cure della nonna. Qualche mese dopo i giudici del tribunale per i Minori hanno poi accolto la richiesta della madre, riabilitando la potestà genitoriale che era stata sospesa dopo l’inizio del procedimento penale nei suoi confronti.

All’inizio dell’indagine indagati medici e infermieri

Le indagini partirono nei primi giorni dell’ottobre 2014, quando la piccola di due mesi morì al Santobono di Napoli. Era stata trasferita in gravi condizioni dal Ruggi d’Aragona. L’indagine della procura di Salerno è stata avviata proprio su richiesta dei genitori della piccola. I piemme indagarono 40 persone, tra medici e paramedici. La prima autopsia ha rilevato che la bambina è morta per delle ferite al cranio. Altri accertamenti hanno poi avvalorato un’altra ipotesi: quelle ferite erano precedenti al ricovero in ospedale. E ad uccidere la piccola sarebbe stata la madre, con scuotimenti violenti. La donna si è sempre difesa, sostenuta anche dal marito e dalla suocera.

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