Perché Netflix scommette sul cinema made in Africa

Netflix lancia il progetto "Made by Africans, Watched by the World": il colosso dello streaming porta all'attenzione del grande pubblico la ricchezza del cinema africano. Ed era quello di cui avevamo bisogno.

5' di lettura

Il progetto Made by Africans Watched by the World porta alla ribalta i talenti cinematografici africani. E permette a tutto il mondo di vedere l’Africa dal punto di vista degli africani.

«Nell’industria cinematografica, le identità africane sono diventate una pantomimascrive Fred Onyango, «Hollywood tende a rappresentare l’Africa come un paese e non come un continente, con culture non ben definite e un accento bizzarro.»

Per decenni gli africani sono stati costretti a guardare prodotti cinematografici che non riuscivano a restituire sullo schermo la ricchezza delle loro variegate culture. Le loro antiche tradizioni sono state troppo spesso banalizzate. Relegate al ruolo di imbarazzanti siparietti. Con il risultato che i produttori di Hollywood danno spazio alla realtà afro-americana e dimenticano di offrire un’adeguata rappresentazione del pubblico africano.

Ed è qui che entra in campo Netflix. Con la sua decisione di dare il via alla campagna “Made by Africans, Watched by the World” il colosso dello streaming presenta una selezione di oltre 100 film – ma anche serie tv e documentari – prodotti e interpretati da professionisti africani

Perché abbiamo bisogno di “Made by Africans”

La portata di questo progetto è vastissima. Non solo è “un’ode alla ricchezza, la genialità e la creatività delle narrazioni e dei narratori africani”. È anche uno strumento fondamentale che permette all’industria cinematografica africana di oltrepassare i confini del continente

Una delle grosse difficoltà del cinema africano, infatti, è proprio la distribuzione. In Kenya, ad esempio, una volta prodotto un film si fa moltissima fatica a proiettarlo nei cinema. Persino un’industria come quella di Nollywood (produzioni della Nigeria), che dagli anni 2000 ha visto una crescita impressionante, non riesce a sfondare le porte del continente. 

Case di distribuzione come la Ster-Kinekor e la United International Pictures agiscono a livello locale con ottimi risultati per Nollywood. I prodotti d’intrattenimento nigeriani, infatti, risultano più venduti di quelli hollywoodiani in molti paesi del continente africano. In Nigeria il settore cinematografico è il secondo più importante per fatturato e numero di occupati, dopo quello delle esportazioni petrolifere.

La produzione cinematografica nigeriana (nata già negli anni ‘60) ha conquistato anche le comunità africane presenti in Europa e negli Stati Uniti soprattutto a partire dal 1992 con Living in Bondage

Nel 2007 il documentario Welcome to Nollywood di Jamie Meltzer racconta la nascita di questa fruttuosa industria che mette sul mercato tra i 1000 e i 2000 film l’anno. Dal 2016 Netflix ha dedicato ai film di Nollywood un’intera sezione della piattaforma, che garantisce milioni di visualizzazioni

Tuttavia, le criticità sono molte. Non solo la pandemia ha avuto impatti profondi sulle produzioni, ma il cinema nigeriano subisce ancora gravissimi danni a causa della pirateria. Questo rallenta molto il business. Business che nel resto del continente africano sembra incepparsi molti passi prima.

Così il contributo di Netflix all’intero mondo del cinema africano diventa particolarmente rilevante. Non solo perché, oggi più che mai, gli africani chiedono una rappresentazione puntuale ed esaustiva. Ma anche perché un catalogo che presenta un punto di vista interno, e che mostra l’Africa in tutto il suo splendore e le sue contraddizioni, serve soprattutto al resto del mondo.

Nell’intervista che introduce il progetto di Netflix, l’attrice e regista Genevieve Nnaji si chiede: “vi è mai successo che qualcuno raccontasse la vostra storia prendendo la vostra voce e sostituendo la vostra faccia a tal punto che nessuno può vedere e sentire chi siete?”

Scorci d’Africa

L’account YouTube AfricaOnNetflix contiene quattro video-interviste a produttori, registi e attori africani. Il messaggio di fondo è unanime: abbiamo bisogno di altre prospettive. Che rompano gli stereotipi e che portino in scena complessità sociali e culturali di cui l’Occidente non sa abbastanza

Quelli che Netflix mette a portata di click sono scorci d’Africa che ridefiniscono non solo il cinema, ma anche la nostra concezione del mondo. Abbiamo un gran bisogno di conoscere le realtà che ancora oggi sembrano troppo diverse dalla nostra. Lo dimostrano le proteste antirazziste negli Stati Uniti e la limitata comprensione che gli europei mostrano ai migranti.

I prodotti proposti da Netflix appartengono a diversi generi: commedie romantiche, film drammatici, action-movie. L’obiettivo è quello di portare all’attenzione del mondo storie che smontano la visione pietistica di un’Africa eternamente sofferente

Netflix non si preoccupa di come queste serie saranno accolte dal grande pubblico, il focus è l’Africa. La piattaforma, insomma, rifiuta il presupposto secondo cui il cinema africano debba incipriare i suoi contenuti per renderli più appetibili per il resto del mondo.

La strada che Netflix ha intrapreso sembra quella giusta. A patto che lasci che l’Africa cinematografica resti meravigliosamente africana. Il resto del mondo deve solo godersi lo spettacolo.

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