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Niente gas russo: serve l’energia solare. Cosa fare

Niente gas russo: serve l'energia solare o eolica, ma dei 16mila progetti presentati lo scorso anno ne sono stati autorizzati solo 100.

di The Wam

Aprile 2022

Niente gas russo: serve l’energia solare, ma subito. Le rinnovabili non possono essere più ritenute solo il futuro, ma una delle soluzioni immediate al caro energia. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Consentirebbe al nostro Paese di raggiungere una seppur parziale indipendenza energetica (oltre ad aiutare l’ambiente). Il problema serio è che gli annunci del governo, le analisi degli esperti, le mille buone intenzioni, si scontrano con la burocrazia.

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Niente gas russo: semplificazione per le famiglie

Certo, per le famiglie si punta a ridurre al minimo la selva di richieste e progetti per attivare il prima possibile gli impianti sugli edifici. Ma per il resto siamo all’anno zero.

Basta un dato: il 90% dei progetti per la realizzazione di impianti eolici e solari presentati lo scorso anno sono fermi, tutti bloccati nelle sabbie mobili della intricata burocrazia italiana.

Il tempo medio per l’approvazione di un impianto fotovoltaico è di tre anni: un’eternità già in tempi normali. Oggi è un abisso che potrebbe costarci caro.

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Niente gas russo: i numeri delle rinnovabili

Eppure il settore potrebbe crescere e aiutare il Paese. Al momento la produzione di energia solare copre il 7,9% della domanda elettrica. L’eolico il 6,5%. In totale le rinnovabili riescono a soddisfare il 36,4% dei consumi. Non è una quota così piccola. Ma si potrebbe fare di più, se solo si uscisse dalla giungla di carte.

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Niente gas russo: lenta svolta energetica

Siamo in piena svolta energetica (anche a prescindere dalla guerra in Ucraina), eppure lo scorso anno il fotovoltaico è cresciuto solo del 2,1%. L’energia elica del 10%.

Dovremmo produrre con le rinnovabili 70 gigawatt entro il 2030 (8 gigawatt l’anno). Sapete a che punto siamo? Allo 0,8%. Quasi zero.

C’è un ministero ad hoc (transizione energetica), ma i risultati sono ancora a dir poco deludenti.

Si spera che il decreto Semplificazioni e quello Energia (che dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane), riescano a rendere le procedure più agevoli e dare l’impulso definitivo per far crescere il settore delle rinnovabili.

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Niente gas russo: commissione speciale

Per velocizzare l’iter ci sarà una commissione speciale del Pnrr per la valutazione dell’impatto ambientale. Per i piccoli impianti familiari e condominiali non bisogna attivare quasi nessuna procedura: basta acquistarli e sistemarli (o poco più).

Ma non basta. Si punta a sbloccare i progetti che sono arenati nelle Regioni, molto spesso fermati da un quadro normativo gigantesco e confuso, con responsabilità multiple, veti incrociati e una legge sull’impatto paesaggistico che definire rigida è poco. Al momento, e in queste condizioni, con una crisi energetica destinata a diventare drammatica, quelle norme sono un macigno per il Paese.

Dai soli progetti in attesa potrebbero essere prodotti 50 gigawatt di energia. Un deciso passo avanti.

Niente gas russo: 35 miliardi dai privati

Non solo: si tratta di 35 miliardi di euro di investimenti, tutti da privati: allo Stato non costerebbe nulla.

E non basta: dal 2018 sono stati presentati progetti per produrre 33 gigawatt di energia. Solo un impianto su dieci ha avuto il via libera.

Nel frattempo si pensa di rimettere in funzione le centrali a carbone…

Tutto nero dunque? Non del tutto. Negli ultimi mesi il governo ha sbloccato 1,4 gigawatt, ossia la metà degli impianti che sono bloccati da un qualche vincolo.

Niente gas russo: 16mila domande in attesa

Eppure solo nel 2021 sono state presentate ben 16mila domande per la costruzione di impianti fotovoltaici. A testimonianza che il settore è vitale e potrebbe avere uno sviluppo immediato e con effetti duraturi, almeno per ridurre la nostra dipendenza energetica.

Ebbene di quelle 16.000 richieste solo 100 sono state sbloccate. Il resto è fermo.

È possibile che una parte di quelle domande abbia possa non rispondere ai requisiti richiesti dalle normative. Ma 100 su 16.000, ci sembra davvero troppo. 14.500 di quelle istanze attendono ancora una valutazione. Magari sono chiuse all’interno di qualche cassetto. Una situazione che è simile anche per gli anni precedenti.

Nel frattempo il Paese ha “fame” di energia, e nei prossimi giorni potrebbe anche arrivare lo stop alle importazioni di gas dalla Russia.

Come al solito siamo il Paese dell’emergenza. Si reagisce solo quando siamo prossimi al disastro.

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