Niente indennità per i 7 giorni di quarantena

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: l'Inps ha finito i soldi e senza un nuovo decreto che resta a casa non avrà alcun indennizzo. Quanto e per quanto tempo bisogna restare in isolamento in caso di contatto diretto con un contagiato o di infezione asintomatica o sintomatica. Le differenze tra vaccinati e non vaccinati.

5' di lettura

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena se si entra in contatto con un positivo. L’Inps ha comunicato in una nota che «non ci sono risorse, non sono state stanziate». Nel frattempo i contagi continuano a crescere, soprattutto in alcune regioni e il ritorno in zona gialla sembra imminente. Per la Sicilia è quasi certo. Per altre, come Sardegna e Calabria, se il trend non cambia il passaggio dovrebbe essere vicino.

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Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: a casa senza stipendio

Niente indennità per i 7 giorni in quarantena, dunque. Immaginate cosa significa: niente soldi per chi è costretto da un contatto con un positivo a non recarsi al lavoro.

Questo tipo di indennità è stata introdotta con il decreto legge del 17 marzo 2020. Equipara la malattia alla quarantena per i periodi di assenza dal lavoro. Può essere erogata a tutti i lavoratori privati. Sono escluso gli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps.

Se crescessero i numeri del contagio e quindi delle persone in quarantena verrebbe meno un supporto economico importante per chi poi è costretto a non lavorare.

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Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: ridotto l’isolamento (ma non per tutti)

Niente indennità per i 7 giorni in quarantena, il limite dell’isolamento è comunque stato ridotto (prima era 10). Ma questo vale solo per i vaccinati e per chi esegue il test. Senza esame diagnostico o molecolare il periodo di quarantena dura almeno 14 giorni. E se sono senza indennità è un bel problema.

Niente indennità per i 7 giorni in quarantena, ma c’è una differenza tra chi ha completato il ciclo vaccinale e chi invece è ancora senza copertura.

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: misure

E infatti, per chi ha completato il ciclo vaccinale da almeno due settimane, e ha avuto un contatto cosiddetto a rischio basso, non dovrà fare la quarantena. Gli basterà continuare a osservare le ormai risapute misure igienico sanitarie:

  • indossare la mascherina
  • mantenere il distanziamento
  • igienizzare le mani di frequente

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: rischio basso

Già ma quali sono i contatti a basso rischio?

Nelle faq del ministero viene spiegato:

  • contatto diretto con un caso positivo a meno di 2 metri e per meno di 15 minuti
  • contatto in un ambiente chiuso o viaggio con un caso positivo per meno di 15 minuti
  • un operatore sanitario o altra persona che assiste un positivo oppure personale di laboratorio che verifica i campioni di un caso COVID-19, provvisto di DPI raccomandati
  • rischio basso anche per i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso COVID-19. Vengono esclusi solo i passeggeri seduti entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al contagiato, dei compagni di viaggio e del personale addetto alla sezione dell’aereo o del treno dove il positivo era seduto che sono infatti classificati contatti ad alto rischio.

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: personale sanitario

Al personale sanitario che offre assistenza diretta o lavora in laboratori per l’elaborazione dei tamponi, se è stato già vaccinato in modo completo, non è prevista la quarantena ma la sorveglianza sanitaria attiva di 14 giorno.

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: i non vaccinati

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena. E per chi non ha completato il ciclo vaccinale?

Beh, in questo caso è obbligatorio un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione con un contagiato e solo al termine di questo periodo dovrà sottoporsi a un test.

E invece per i contatti asintomatici ritenuti a basso rischio non c’è la necessità della quarantena. Bisogna però continuare a mantenere le consuete misure igienico sanitarie (mascherine, niente assembramenti, igiene personale).

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: asintomatici

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena. Ma come devono comportarsi le persone asintomatiche positive?

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: sintomatici

Possono tornare in comunità dopo un isolamento di 10 giorni (che inizia dalla data del prelievo del tampone positivo), ma deve comunque effettuare un test che ne accerti la negatività al virus.

Per le persone sintomatiche la prassi è simile. Almeno 10 giorni di isolamento e test da effettuare tre giorni dopo la scomparsa dei sintomi (con l’esclusione delle alterazioni all’olfatto e al gusto che possono durare di più).

Se dopo 10 giorni il test risultasse ancora positivo, si consiglia di ripetere il test dopo almeno altri 7 giorni (sarebbero 17 di isolamento).

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: lungo tempo

Più delicato il discorso per chi risulta positivo al covid per lungo tempo. Ovvero chi continua a risultare positivo al test anche in assenza di sintomi da almeno 7 giorni. Queste persone possono mettere fine all’isolamento 21 giorni dopo il primo riscontro positivo.

Questa prassi bisogna adottarla con cautela con le persone immunodepresse, che possono avere un periodo di contagiosità più elevato. In quel caso è meglio prevedere prima un test negativo per stabilire la fine dell’isolamento.

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena: senza smart working

Niente indennità per i 7 giorni di quarantena. Come si può evitare che chi è costretto all’isolamento perda anche lo stipendio se non può lavorare in smartworking? L’impresa dovrebbe farsi carico della malattia del lavoratore o utilizzare permessi retribuiti e non retribuiti. Ma, appunto, dipende dall’azienda.

Con la presenza della variante Delta la possibilità di essere costretti alla quarantena resta comunque alta. È probabile che il governo metta a punto un decreto per la tutela di questi lavoratori.

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