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Avellino, tribunale senza scivolo disabili: testimone sollevato a braccia

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2' di lettura

Manca lo scivolo per l’accesso ai portatori di handicap e il testimone deve essere sollevato a braccia per poter deporre. Scene da terzo mondo, purtroppo normale amministrazione nel tribunale di Avellino. Da tempo alle prese con problemi che spaziano dalla sicurezza alla mancanza di standard minimi legati alle esigenze quotidiane di chi nella struttura lavora ma anche dagli utenti.

Tribunale Avellino, rebus sicurezza

La denuncia, di quanto accaduto nell’aula del collegio, è arriva attraverso facebook dal presidente del Movimento forense, l’avvocato Gaetano Napolitano. L’episodio di questa mattina è emblema di un tribunale carente, anche nei servizi essenziali.

Fino ad arrivare all’eterna questione sicurezza. A marzo l’ultima manifestazione di protesta dei penalisti, guidati dall’avvocato, Luigi Petrillo, che avevano annunciato scioperi a oltranza. Dopo aver descritto la fotografia impietosa delle condizioni del tribunale, riportata d’attualità da calcinacci caduti in aula a causa dell’ennesima infiltrazione.

Quelle mancanze inaccettabili

Il Palazzo non ha una certificazione antincendio così come l’impianto elettrico non è a norma e le uscite di sicurezza istallate nel 2017 non sono certificate. La struttura è inadeguata rispetto alle norme vigenti, quelle del 2018. Questa mattina il malore che ha colpito una penalista, ha riacceso l’attenzione una climatizzazione degli spazi ritenuta inadeguata. Anche per la conformazione dell’edificio (facciate a vetri) il “surriscaldamento” diventa un male inevitabile. 

Senza dimenticare quel cartello – firmato dal presidente del tribunale – che invita a non “trattenersi nel palazzo di giustizia” più del tempo strettamente necessario. E un progetto di cittadella giudiziaria che resta una chimera. Gli appelli che si ripetono, purtroppo, senza sortire effetti. Fra i rimpalli di responsabilità tra gli organi competenti. E quella scena da terzo mondo giudiziario non fa che ricordarlo.

Una denuncia che non si esaurisce all’episodio specifico, ma apre un altro profondo squarcio in un velo che in realtà, ormai, non cela minimamente le vergogne di una struttura inadeguata, dove i servizi minimi non sono garantiti e a rischiare è chi ci lavora ogni giorno così come chi lì si trova da utente per vedere amministrata quella “giustizia uguale per tutti”, che però si trova di fronte grotteschi paradossi come quello di questa mattina.

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