Fonderia a Pianodardine: salvate i bambini, non apritela

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Una lettera aperta, dettagliata, motivata e a nome di una intera cittadinanza, per dire no alla fonderia a Pianodardine. L’ha scritta Franco Mazza, presidente della sezione irpina di Isde medici per l’ambiente, al commissario straordinario del comune di Avellino, Giuseppe Priolo. Non a caso, il 28 febbraio, sarà infatti proprio il commissario a decidere – durante la conferenza dei servizi – se quell’impianto dovrà insediarsi o meno nell’area industriale alle porte del capoluogo.

L’impianto dovrà fondere proiettili e cartucce

Ricordiamo che la fonderia in questione (per ora è un piccolo impianto), dovrà trattare proiettili e cartucce usate e altri rifiuti metallici. Nello stesso progetto non si nasconde l’emissione (inevitabile), di fumi contenenti ossido di azoto, polveri e metalli come il piombo, il rame, il cromo, l’antimonio, il manganese, lo stagno e il vanadio.

“La richiesta di aprire un impianto simile – scrive Mazza – è particolarmente allarmante, anche in considerazione della posizione. Sorgerà infatti a poche decine o centinaia di metri dalla scuola primaria e di secondo grado “San Tommaso Francesco Tedesco”, dalla stazione ferroviaria, dalla chiesa San Francesco d’Assisi e la sua comunità, dall’ufficio postale, la farmacia e diverse attività commerciali, da diverse produzioni agricole di eccellenza, come vigneti e noccioleti”.

no alle fonderie

Ad Avellino ristagnano per polveri sottili

“In aggiunta – continua Franco Mazza -, in una valle chiusa da monti e con ridotta ventosità, come quella in cui è collocata Avellino, è noto il ristagno al suolo delle polveri sottili”.

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Poi ritorna la parola “democratico” per definire il tipo di inquinamento che riguarda quest’area. E non è una definizione rassicurante. Anzi. Soprattutto per chi risiede nel capoluogo, e magari non ritiene di essere interessato dal veleno che viene sprigionato ogni giorno nella Valle del Sabato.

“Le condizioni orografiche e climatiche della Valle – spiega infatti Franco Mazza -, rendono democratica l’aria inquinata, che non conosce distinzione tra i quartieri della città. E quindi: quello che viene emesso a Pianodardine lo respirano tutti i cittadini di Avellino. Anche passeggiando per il Corso”.

Franco Mazza, no alla fonderia
Franco Mazza

L’inquinamento riduce le aspettative di vita dei nostri ragazzi

Nella lettera aperta il presidente irpino dei medici per l’ambiente diventa anche più esplicito: “E’ bene essere chiari e ribadire che di inquinamento ci si ammala e si muore. L’Organizzazione mondiale della sanità lo afferma da anni, anche in riferimento alle nuove generazioni: crescere in un ambiente inquinato riduce le aspettative di vita per gli abitanti dei territori coinvolti”.

“Lei – Mazza si rivolge direttamente al commissario straordinario – ne è ben consapevole, ha richiesto lo scorso 5 febbraio un coinvolgimento di tutti i comuni dell’area per risolvere la questione degli sforamenti dei limiti che riguardano le polveri sottili registrati dalla centralina di via Piave. Senza dimenticare l’ordinanza antismog emessa il 22 febbraio e che prevede limitazioni al traffico di auto, allo stazionamenti dei mezzi di trasporto pubblico, alla bruciatura di scarti vegetali oltre all’uso del riscaldamento domestico”.

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Avellino città più inquinata d’Italia

“Avellino – continua Franco Mazza – ha già un triste record: è la città più inquinata d’Italia. Lo dice il Rapporto Legambiente Mal’aria 2019. La nostra città è in cima alla classifica per il livello di polveri sottili. Supera perfino Torino e Milano, e tantissime altre città più abitate e industrializzate. E in una città inquinata si fa di tutto per ridurle le polveri sottili, non per aumentarle. Permettere la realizzazione di una fonderia che raccoglie e tratta rifiuti metallici, vanificherebbe ogni azione intrapresa anche da lei per tentare di ridurre le emissioni nell’aria”.

no alla fonderia
Cartelli della manifestazione in piazza Libertà

Manifestazioni, petizioni e interventi istituzionali

Franco Mazza ricorda anche “la chiara opposizione al progetto da parte della cittadinanza di Avellino. Opposizione già espressa pubblicamente e in diverse forme negli ultimi giorni. Con la manifestazione in piazza Libertà di sabato scorso, sostenuta anche da numerose associazioni cittadine come Isde, Info Irpinia, Legambiente, Arci, Lotta per la Vita, MoviMentiLocali Tufo e promossa da Salviamo la valle del Sabato. Ma non solo: la petizione con la raccolta di centinaia di firme, indirizzata alle competenti autorità di indagine. E infine, le dichiarazioni pubbliche di numerosi rappresentanti istituzionali del territorio e di livello nazionale”.

Quelle delibere che dicono no ad altri impianti inquinanti

E infine Franco Mazza cita due delibere del consiglio comunale di Avellino (del 3 marzo 2014 e del 10 febbraio del 2017), che si pronunciano “sul il netto rifiuto di collocare anche un solo nuovo impianto inquinante sul territorio della città. Questo indirizzo amministrativo è stato espresso all’unanimità. Ogni azione contraria sarebbe sorprendente e incomprensibile”.

Dica no per la salute dei nostri bambini

La lunga lettera del presidente irpino di Medici per l’ambiente, si chiude con un appello al commissario: “Considerando le preoccupazioni per il potenziale aggravio di polveri sottili e le conseguenze mediche e di salute pubblica, prima ancora che ambientali, le chiedo di non approvare la collocazione dell’impianto su questo territorio. Per la salute dei bambini che oggi studiano nelle classi a pochi metri dal sito e per il benessere dell’intera comunità che lei amministra. Senza il suo consenso l’impianto non potrà nascere”.

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