No green pass, da lunedì 100.000 a casa e senza stipendio

No green pass: da lunedì 100.000 lavoratori resteranno a casa e senza stipendio, sono circa un milione i dipendenti senza certificato verde. Gli altri non immunizzati si sottopongono al test o sono esentati. Preoccupa il numero di non vaccinati nei lavori domestici: sarebbero 50mila le badanti conviventi non immunizzate.

4' di lettura

Da domani (lunedì 25 ottobre) almeno 100.000 no green pass resteranno a casa e senza stipendio. In Italia i lavoratori senza il certificato verde sono poco più di un milione. Ma i controlli non sempre sono efficaci, soprattutto in alcune tipologie di lavoro, come quello domestico: sarebbero 50.000 le badanti non immunizzate.

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I numeri, raccolti dalla Cgia di Mestre, ci consegnano questa fotografia:

  • lavoratori non vaccinati: 2,7 milioni.

Di questi 2,7 milioni:

  • lavoratori esentati: 350mila;
  • lavoratori che si sottopongono periodicamente al test: 1,3 milioni
  • lavoratori senza green pass: 1 milione.

No green pass: permessi e ferie

Nel calcolo non rientrano i lavoratori che per evitare l’obbligo del green pass si sono messi in malattia o in ferie o stanno usufruendo di permessi.

Comunque sia i controlli nelle aziende non sono così stringenti come avrebbe preteso il governo.

Nell’ultima settimana i lavoratori no green pass sanzionati sono stati una netta minoranza rispetto ai 100.000 non immunizzati che sarebbero comunque andati a lavoro.

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No green pass: il caso badanti

Ma i controlli non sono sempre semplici. Molti no vax svolgono lavori dove le verifiche sul green pass non sono così agevoli. Come quello di badanti, colf e baby sitter.

I dati presentati dall’Associazione Domina sul lavoro domestico raccontano di oltre 50mila badanti conviventi che non sono vaccinate.

No green pass: autotrasporto e agricoltura

Alto anche il numero degli autotrasportatori che rifiutano la somministrazione del vaccino: sono 80mila. Ma tra loro i duri e puri del no green pass sono solo 10.000: quelli che hanno deciso di non fare nemmeno il tampone per lavorare.

Un altro settore dove la quota dei no green pass è alta, sui livelli dell’autotrasporto, è l’agricoltura. Una situazione simile anche nei porti, dove la punta si raggiunge a Trieste, con un 30, 40% di dipendenti che rifiutano il vaccino.

No green pass: settore pubblico

Questo per il settore privato. Ma a sorpresa non va molto meglio anche nel pubblico, dove i dipendenti no green pass sono circa 250.000. Numeri che, sostiene il ministero, non hanno creato problemi all’organizzazione del lavoro nelle amministrazioni pubbliche.

No green pass: certificati per malattia

Sotto osservazione c’è l’aumento esponenziale dei certificati per malattia inviati all’Inps negli ultimi giorni. Un incremento senza precedenti (nei raffronti con gli altri anni e nello stesso periodo), che alimenta un sospetto: molti lavoratori non green pass stanno utilizzando la finta malattia, insieme a ferie e permessi, per non recarsi al lavoro ed evitare la sospensione dello stipendio.

Dal 15 ottobre i certificati per malattia che vengono ritenuti dubbi sono almeno 50.000.

Il tema dei controlli sui certificati medici è comunque delicato: manca il personale per effettuare un gran numero di verifiche. In genere solo un lavoratore su 25 riceve una visita medica di accertamento.

No green pass: le Regioni con più lavoratori non vaccinati

Ma quali sono le regioni dove il numeri dei lavoratori non vaccinati è più alto?

Il primato spetto alla provincia di Bolzano, dove si contano 42.150 lavoratori no green pass.

E poi:

  • in Sicilia sono 206.605 dipendenti senza vaccino (15,7% dei lavoratori);
  • nelle Marche i lavoratori non green pass sono 91.105 (15,1%);
  • in Valle d’Aosta sono 7.872 (15%).

No green pass: tanti al Sud

Il numero più alto di no green pass si registra comunque al Sud. I lavoratori meridionali che si rifiutano di farsi somministrare il vaccino sono 767.000, il 13,1% dei lavoratori.

Gli esperti ritengono che con il passare delle settimane questi numeri siano destinati a calare. Soprattutto tra i dipendenti che stanno facendo due, tre tamponi alla settimana pur di andare a lavorare.

Il costo non è gestibile.

Sembra invece meno probabile registrate una diminuzione dei no green pass tra i cosiddetti duri del no vax, quelli che escludono a priori sia il vaccino, sia il test. Soprattutto se svolgono un lavoro autonomo o sono impiegati in settori dove le verifiche risultano oggettivamente complicate.

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